Daryl Zed #3 – Il sangue è acqua – Recensione

La miniserie in 6 albi Daryl Zed, un vero e proprio spin-off di Dylan Dog, giunge con il numero 3 a metà della sua vita editoriale, e continua a divertire e sorprendere con i suoi rimandi e richiami alla serie dell’Indagatore dell’incubo.

Ne Il sangue è acqua, questo il titolo dell’albo ancora una volta su sceneggiatura di Tito Faraci, si ripresenta in maniera prepotente la tecnica del metafumetto, ben mescolata all’interno di una trama che vede il cacciatore di mostri Daryl e l’ispettore Thompson sulle tracce del vampiro (o meglio, del tafano) Bernie Cornell, un amico d’infanzia del protagonista affetto a quanto pare da manie di onnipotenza.
Non è tanto questa caccia all’uomo ad insaporire l’albo, pur se condotta con modalità spicce ed ironiche, quanto i riferimenti e i personaggi di contorno… perché Daryl fa saltuariamente coppia con una donna bellissima e irreprensibile che per mantenersi e pagare le cure dell’anziana nonna ammalata svolge ben 2 lavori: infermiera ed assistente sociale.


Il suo nome è Bree Daniels, e a leggere della sua vita messa di fronte ad uno specchio che capovolge ogni prospettiva nota, più di un fan di Dylan Dog rischia di cadere dalla sedia! Metafumetto senza freni, dunque, perché Daryl racconta al suo amico Tiz di come la gentile Bree l’abbia aiutato a catturare un mostro di nome Coldwater, uno spietato serial killer che ama presentarsi come un uomo invisibile. Tiz trova il racconto decisamente interessante, ma sappiamo bene come lo abbia messo a punto tramutando Bree in icona imperitura tra tutte le donne amate da Dylan, e il resto è leggenda.

Dopo i primi due albi disegnati da Nicola Mari, per il numero 3 assistiamo alla staffetta con un altro pilastro e portavoce della serie madre, Angelo Stano, che apporta alle tavole di Daryl Zed il suo stile più regolare con alcuni passaggi molto gustosi e divertenti e senza particolari sperimentazioni. Dobbiamo purtroppo sottolineare però che, pur essendo il lavoro ai colori di Sergio Algozzino molto ben curato e sugli stessi livelli qualitativi dei due albi di esordio, tende però a penalizzare fin troppo l’arte di Stano, che ne finisce parzialmente ridimensionata. La scelta del colore per l’intera miniserie non è una discussione nella quale vogliamo entrare, ma resta la convinzione che in questo caso abbia tolto e non aggiunto.
Memorabile è però la vignetta che apre la pagina n° 24, richiamo citazionistico ad un’epica rappresentazione del sempre schivo Tiziano Sclavi, realizzata negli anni ’90 proprio da Stano che in questo caso ha circondato Tiz di poster e stampe del suo personaggio più famoso. Ricordiamolo sempre, in questo universo Dylan è un personaggio dei fumetti, il mondo reale è quello in cui vivono Daryl e Tiz…

A proposito, sembra che sul finire dell’albo Daryl Zed e il suo collega ispettore siano caduti in una trappola: il numero 4 della miniserie si preannuncia molto movimentato!

uscita: 12/03/2020
Formato: 16 x 21 cm, colore
Pagine: 32
Soggetto: Tito Faraci
Sceneggiatura: Tito Faraci
Disegni: Angelo Stano
Copertina: Angelo Stano
Colori: Sergio Algozzino

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Biografia Christian Imparato

Classe '76, lettore compulsivo fin da bambino, ho maturato quella che si può definire, parafrasando De Crescenzo ed Eco, una libridine bibliofila. Nel frattempo ho fatto tante cose, dal precettore per liceali all'addetto vendite estere passando per il portiere d'albergo per finire con l'attuale ruolo di copywriter e operatore SEO. Se vi piace, chiamatemi Nemo.

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