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Diario di bordo …una giornata con le donne della Casa Circondariale di Pozzuoli.

Il progetto Spazio Famiglia di A.N.F.I. Napoli e Mai più violenza infinita ONLUS nasce dal desiderio forte di tre professionisti, di approcciare con professionalità e delicatezza la condizione delle donne madri all’interno della Casa Circondariale di Pozzuoli e dei loro bambini. Sappiamo tutti, quanto la maternità intervallano di un carcere, sia qualcosa a metà. La condizione invisibile di queste donne, non permette loro di svolgere a pieno il loro ruolo, che si cristallizza tra sentimenti di colpa e e bisogno di riparare alcune volte preservando questi bambini, allontanandoli da sé. Ed ecco che ad alcuni viene raccontato che la madre è lontana per lavoro, oppure ricoverata perché malata. Conosciamo tutti da genitori liberi le difficoltà del ruolo che ci compete, rispetto ai nostri figli, le ansie, le paure per il loro futuro, le angosce quando stanno male. Per le madri detenute tutto questo viene quintuplicato, in attesa di un colloquio le ore passano lente ed inesorabili. Ore interminabili dove i fantasmi prendono corpo, mi amerà ancora ora, saprò svolgere il mio ruolo di madre una volta libera, avrò il loro rispetto? Apparentemente fortunati, quei bambini che hanno accesso ai colloqui, molto spesso vittime di separazioni traumatiche dalla figura materna, a volte assistono all’arresto del genitore, le telefonate piene di angoscia, con l’imbarazzo del dire o del non dire al bambino le verità su ciò che sta succedendo e i colloqui fatti in ambienti squallidi e asettici privi di umanità. Pochi i luoghi dedicati ai bambini in visita ai genitori detenuti. Spesso i minori vanno a trovare la madre e il padre nelle sale colloqui in mezzo a tutto e a tutti, in un’atmosfera che ha poco a che fare con le fragilità ed i bisogni dei più piccoli. A ciò si aggiunge molto spesso la non conoscenza dei loro diritti, per alcune detenute finite in carcere vuol dire
abdicare al proprio ruolo materno, perdere lo status di madri, spesso chiuse nel dolore, chine su sé stesse smettere di lottare.


Spazio famiglia nasce dal desiderio di dare volto e parola a questi bisogni, diventerà la stampella di appoggio per queste madri, rendendo centrale la figura del minore. Il progetto che sta prendendo corpo, ha avuto possibilità di nascita e crescita in primis, grazie alla sensibilità della Direttrice della Casa Circondariale femminile di Pozzuoli e di tutto il team che ci lavora con passione e amore, ma soprattutto e’ diventato realtà grazie alla miriade di persone che senza esitare un secondo hanno messo a disposizione le proprie possibilità economiche, facendo si che si partisse proprio dalla costruzione dello Spazio, ed ecco che grazie a questi angeli stiamo ristrutturando l’area verde, dove i bambini possono incontrare le madri, via le macchie di muffa. l’intonaco scrostato, i disegni sbiaditi. Stiamo portando luce e colori, nuovi giochi, libri, il teatro dei burattini, uno spazio che diventerà luogo di incontro, di abbracci, di risate argentine, di infanzia restituita. Allo stesso modo aggiungeremo Famiglia, sono iniziati gli ascolti, le richieste, sono emersi i bisogni, la voglia di raccontarsi, il provare a chiedere aiuto, che sia di un documento scritto con linguaggio tecnicistico, alle paure che raccontate fanno meno timore. Perché se nel tempo si è cementata l’idea che in caso di separazioni, si separa la coppia, ma si resta genitori a vita, e’ ugualmente vero che una madre non smette di essere tale anche nella devianza, soprattutto quando ha le capacità e la voglia di essere tale, facendo tesoro degli sbagli compiuti.

L’ inaugurazione area verde mamme e bambini, avverrà l’8 marzo 2020 con una giornata a loro dedicata.

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Biografia Giuseppe Improta

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