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Reading: E’ arrivato KeRanger: il “Cryptolocker” che infetta i Mac
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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Hi Tech

E’ arrivato KeRanger: il “Cryptolocker” che infetta i Mac

Danilo Battista
Danilo Battista 10 anni fa
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4 Min Lettura
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ram

Molti credono erroneamente che i prodotti Apple siano immuni da attacchi hacker, virus e malware in genere. Qualsiasi sistema informatico può essere compromesso da un bravo hacker, la chiusura totale al mondo esterno dei prodotti della casa di Cupertino e la scarsa diffusione (rispetto al Pc che montano come sistema operativo Windows di Microsoft) hanno preservato fino ad ora la quasi totalità degli utenti Mac, ma ora la pacchia sembra essere finita.

KeRanger  è il primo ransomware  che ha iniziato a colpire i computer  di casa Apple con Mac OS X. Il sistema di diffusione usato è, però,  diverso dal famoso Cryptolocker che sta letteralmente martoriando l’ambiente Windows. KeRanger ha iniziato a diffondersi come trojan nascosto all’interno dell’installer della versione 2.90 di Transmission BitTorrent Client, un  client BitTorrent (programma peer to peer usato per scaricare film, musica ed altro) open source. Il sito ufficiale di Transmission è stato compromesso per diffondere il ransomware. Apple ha  provveduto a ritirare il certificato digitale che permetteva l’installazione del malware, mentre la versione 2.91 del programma non contiene il file infetto. Non è chiaro come sia avvenuto il contagio, ma la cosa più probabile è che i cybercriminali abbiano preparato accuratamente l’operazione trovando un modo per bucare il sito ufficiale dell’applicazione e studiando come incorporare il codice del ransomware  nell’ installer del programma.

Il 4 marzo appena la versione 2.90 è stata rilasciata, i criminali informatici hanno ricompilato il tutto includendo il loro malware e sostituendo l’installer originale con quello modificato. Questo ha creato la prima vera infezione di ransomware su Mac OS X, anche se i ricercatori di Palo Alto Networks hanno rilevato la minaccia in tempi brevi e hanno lanciato l’allarme.

Il ransomware, dopo esser stato installato, attende qualche giorno  prima di attivarsi, il suo funzionamento è molto simile a Cryptolocker: una volta installato, va a caccia di file da criptare e dopo un po’ visualizza un avviso con le istruzioni su come pagare  il “riscatto” (ransom appunto) per ottenere la chiave di decodifica.

KeRanger è in grado di criptare file con oltre 300 estensioni diverse presenti nelle directory /Users e /Volumes.

Ecco una lista parziale delle estensioni prese di mira:

Documenti: .doc, .docx, .docm, .dot, .dotm, .ppt, .pptx, .pptm, .pot, .potx, .potm, .pps, .ppsm, .ppsx, .xls, .xlsx, .xlsm, .xlt, .xltm, .xltx, .txt, .csv, .rtf, .tex
Immagini: .jpg, .jpeg,
Audio e video: .mp3, .mp4, .avi, .mpg, .wav, .flac
Archivi: .zip, .rar., .tar, .gzip
Codici sorgenti: .cpp, .asp, .csh, .class, .java, .lua
Database: .db, .sql
Email: .eml
Certificati: .pem

Il fatto che il ransomware sia stato rilevato allegato ad un client di BitTorrent non vuol dire che non si stia diffondendo in altro modo, quindi conviene dare un’ occhiata al proprio disco fisso per controllare se si è stati infettati.

Per verificare se il nostro sistema è pulito, bisogna controllare tramite Terminal o Finder se esistono i due file /Applications/Transmission.app/Contents/Resources/ General.rtf oppure /Volumes/Transmission/Transmission.app/Contents/Resources/ General.rtf e più in generale se appare un file “General.rtf” in qualche altro percorso.

Nella gestione attività di Mac OS X, controllare se è in esecuzione un processo chiamato “kernel_service”. Con la funzione di controllo dei processi si può identificare il ransomware quando è attivo (o dormiente).

Infine, verificare se sul disco fisso, nella cartella “~/Library” è presente uno dei seguenti file: “. kernel_pid”, “. kernel_time”, “. kernel_complete” or “kernel_service”.

Nel caso il Mac risulti infetto l’unico sistema  per risolvere il problema è quello di ripristinare un backup precendete l’infezione.

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Danilo Battista Mar 9, 2016
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Pubblicato da Danilo Battista
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Appassionato sin da piccolo della cultura giapponese, è stato rapito tanti anni fa da Goldrake e portato su Vega. Tornato sulla Terra la sua viscerale passione per l'universo nipponico l'ha portato nel corso degli anni a conoscere ed amare ogni sfumatura della cultura del Sol Levante. Su Senzalinea ha cominciato a scrivere di tecnologia e di cosplay. Da diverso tempo gestisce la sezione "Nerdangolo" ma ha promesso che un giorno, neanche tanto lontano, tornerà su Vega...
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