Estratto di Hard Boiled: Durante e Walsh di Sergio Acampora

Esistono città reali, e città dell’immaginario. Spesso portano lo stesso nome, ma mentre le prime sono entità vive, che cambiano col tempo, le seconde sono immagini oniriche generate dall’inconscio collettivo, un concentrato di topoi variamente masticati.

In questo senso una città immaginaria è un vero e proprio luogo comune, perché è in ogni momento aperta a chiunque, autore o spettatore/lettore, che voglia perdersi nei suoi intrecci. E in fondo ne vale la pena. Perché, per quanto ci si ritorni, ci si incontra sempre qualcosa di nuovo. O meglio ancora qualcuno.

Nel bene e nel male.

La New York degli anni ’70, la New York dura e oscura dei polizieschi e dei noir hard boiled, appartiene al gotha di quelle città. Se non tutte, di certo molte vie della narrativa portano lì. Dunque non ritrovarsi di tanto in tanto in uno di quei vicoli perennemente bui, tra topi d’appartamento e assassini infallibili, è impossibile.

Con Durante e Walsh, edito da Eretica Edizioni, Sergio Acampora fa una ennesima incursione, tra i vicoli di questa metropoli del romanzo moderno.

Come evocati dall’immaginario collettivo, i due protagonisti Arturo Durante e Patrick Walsh percorrono i dedali di questa metropoli come guide maledette. E maledetti lo sono davvero, entrambi. Il primo, un poliziotto italo-americano con contatti non troppo puliti, ha il vizio del gioco. L’altro, l’irlandese Walsh suo collega, è un’alcolista disperato e irredento, gioiosamente perso nel suo gorgo di abitudini tossiche.

Appunto. Eccoli: due autentici spiriti dell’hard boiled, due concentrati iperdensi di noir classico, che si muovono in un mondo i cui elementi reali sono talmente caricati da trasfigurarsi in puri pezzi di finzione.

Il tratto stesso di Acampora è fumoso, chiaroscurale, quasi milleriano. New York, la solita New York archetipica dei poliziotti duri e puri, è qui un paesaggio onirico, quasi favolistico: un gigantesco paesino in cui tutti sembrano conoscersi, attraversato da improbabili alleanze sotterrane, che però sembrano note a tutti. Sono quelle lì in fondo, sempre le stesse: informatori viscidi che fanno i propri interessi; poliziotti che frequentano bische e malavitosi, ma fanno anche il loro mestiere; metodi brutali, “necessari” anche se non “ortodossi”. E poi assassini, cadaveri, informatori, mafiosi che spadroneggiano in una città corrotta fino al midollo; e ancora figure marginali ed emarginate – primi fra tutti proprio i protagonisti – che non hanno né tempo né voglia per delicatezze e politically correct. Ma non per questo sono i “cattivi”.

Un armamentario topico in marcia verso l’abisso. O se preferite una favola, con tutto il suo carico di ingenuità e a-temporalità. Lo scenario fa largo uso degli elementi “realistici”, brutali e disincantati. Ma ne fa un uso così ampio e potente da affievolirne, quando non annullarne la consistenza reale. L’ambiente in cui i due si muovono, esattamente come loro stessi, assomiglia ad una trasfigurazione narrativa. Una favola insomma, ma una favola strana: pur sempre una favola noir.

La narrazione episodica è cucita assieme dalla presenza centrale di due antieroi dalla gioiosa incoerenza. Marginali e maledetti, spietati e violenti, ma per volti versi anche idealisti. Walsh e Durante sembrano attraversati da un flusso continuo di contraddizioni. Più che personaggi sono due gomitoli di pulsioni topiche, e più che portare avanti la trama danzano attraverso il racconto con disperata leggerezza, con un sarcasmo macabro e insensato, non sempre volontario.

Tutto sembra un gioco per loro, per quanto cruento possa rivelarsi il lavoro.

Un gioco sull’orlo di un abisso nero.

Uniti da una amicizia tanto profonda quanto rude (ovvio, perché tutto è rude nel noir), l’unica vera arma del duo è una complicità che non conosce sospetti, ma solo un sacco di insulti, violenza (quasi sempre gratuita) e luoghi comuni. Per questo forse, i due restano assieme, giocando a guardie e ladri, praticamente in ogni tavola del volume.

Fino alla insospettabile fine.

Durante & Walsh

Autore: Sergio Acampora

Casa Editrice: Eretica Edizioni

Prezzo: € 11.00

 

 

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Biografia Carmelo Nigro

Carmelo Nigro
Nato sul finire della lontana e oscura epoca umana conosciuta come “anni '80”, è riemerso, più o meno trionfante, dal labirinto universitario durante la seconda decade del terzo millennio, riportando una laurea in giurisprudenza come macabro trofeo. Nerd incallito e irredento, fagocita libri e fumetti di ogni tipo, delirando di improbabili super-poteri da ben prima che Downey Junior rendesse popolare la faccenda sfrecciando ubriaco nei cieli di Hollywood... Il suo primo atto ufficiale come membro del team di Senza Linea è stato inventare la parola “Nerdangolo”, rubrica di cui tutt'ora si occupa per la gioia di sé stesso. mail: c.nigrox@gmail.com

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