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Il calcio Covid è triste, Mertens regala la finale ed entra nella storia

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Riprende il calcio anche per Napoli e Inter: la semifinale della coppa nazionale al San Paolo si gioca a porte chiuse, ci sarà da abituarsi ad ascoltare le grida dalle panchine invece del tifo della gente, sentire chiaro il fischio arbitrale al posto dei cori, dei boati, della gioia.

Ma il carrozzone doveva proseguire e, quindi, Napoli ed Inter scendono in campo per il ritorno della semifinale, dopo lo 0-1 dell’andata firmato Fabian.

E’ difficile parlare di tattiche, di scelte degli allenatori e di giocate: tutto dipende solo ed esclusivamente dalla capacità degli interpreti di continuare a fare professionalmente il loro lavoro, mettendo da parte mascherine, divieti di assembramenti e lock down.

Alcune scelte del protocollo sanitario farebbero un po’ sorridere se non fossero conseguenza di un evento di tale portata storica e sociale: i giocatori in panchina con le mascherine, pronti a toglierle in caso di ingresso in campo, danno idea della dubbia utilita’ di tale prescrizione…ma tant’è!!

La gara tutto sommato è godibile anche perché i nerazzurri impiegano due minuti per pareggiare i conti con la gara di andata: è Eriksen a realizzare direttamente dalla bandierina, complice un goffo intervento di Ospina che, a dispetto dell’avvio shock, sarà protagonista assoluto della contesa. Va detto che per tutta la prima frazione i meneghini dimostrano di meritare il vantaggio, sfiorando il raddoppio con Lukaku e Candreva, stoppati dall’estremo colombiano.

Anche Rocchi mostra di avere i riflessi ancora appannati (diciamo così…) e grazia Young, già ammonito, che falcia Politano.

Il pari dei partenopei è improvviso: Ospina rilancia per Insigne, lanciando di fatto in porta il capitano azzurro, ottima protezione e assist per Mertens che pareggia e realizza il suo gol numero 122, superando definitivamente Hamsik nella classifica dei marcatori azzurri di tutti i tempi.

La ripresa è piacevole e, complice la stanchezza, le squadre si allungano, ci provano, ma con il passare dei minuti i protagonisti in campo sono sempre meno lucidi: è ancora Ospina a salvare con un miracolo su Eriksen.

Nel finale il gioco è ovviamente spezzettato a causa dei dieci cambi, con il Napoli che decide di difendere il prezioso pareggio, fino alla fine dei 5 minuti di recupero, ponendosi densamente, e strenuamente,  a difesa dei propri sedici metri.

Da sottolineare le prestazioni, oltre che di Ospina, di Koulibaly e Maksimovic al centro della retroguardia azzurra, non benissimo  Hysaj (preferito a Mario Rui) in costante soggezione al cospetto di Candreva, meglio Di Lorenzo, sempre attento e concentrato, così così i tre centrocampisti titolari (Elmas, Zielinski e Demme), attacco abbastanza pungente con Insigne in vena (a parte quei calci d’angolo e punizioni calciate basse e deboli), Mertens sempre decisivo e Politano voglioso ma ancora non del tutto integrato nel tridente.

Finisce 1-1 e i padroni di casa guadagnano la possibilità di sfidare la Juve nella finale dell’Olimpico di mercoledì.

Nella speranza che presto si possa tornare alla normalità, torniamo a godere un po’ di cose leggere, di “litigare” per una partita di calcio, senza mai dimenticare quello che è successo negli ultimi tre mesi,  stemperando, possibilmente le polemiche inutili.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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