sabato , 14 Dicembre 2019

Il muro di Spalletti ferma il Napoli, big match a reti bianche

Risultato a occhiali direbbe oggi il grande Paolo Valenti commentando l’anticipo serale tra il Napoli e l’Inter che valeva il primato in classifica: lo spettacolo sul campo è stato discreto, bellissima invece la cornice di pubblico, uno spot, raro, per il calcio italiano. Sarri recupera Insigne e schiera i titolarissimi, dall’altra parte Spalletti dimostra di aver preparato bene la gara anche grazie ad una settimana intera di lavoro senza interruzioni infrasettimanali. La gara, e c’era da aspettarselo, la fa il Napoli che attacca sin dall’inizio con il consueto gioco rapido utilizzando, come spesso fa, il lato sinistro come braccio forte di offesa. Ma l’Inter è messa bene e dal punto di vista difensivo crea un muro di gomma su due linee che respinge gli attacchi azzurri che con il passare dei minuti diventano sempre più convinti. Protagonista è il portiere sloveno dei nerazzurri Handanovic che, con un doppio miracolo, stoppa prima Callejon e poi si ripete sul tap in di Mertens, nella circostanza poco lucido. Il belga sembra in un momento di lieve appannamento, probabilmente fisiologico per le tante gare giocate e anche Callejon viene spesso escluso dalla manovra offensiva sia per la difesa, bassa, dei nerazzurri, sia, probabilmente, per ordine tattico dovendo dare un occhio allo spauracchio Perisic. Il migliore del tridente è Insigne che gioca tantissimi palloni nel primo tempo, seppur con la macchia di un gol divorato, di testa, su assist magistrale di Hamsik, trovando, manco a dirlo, Handanovic pronto alla parata. Per i nerazzurri una sola grande occasione con Borja Valero che trova un attento Reina a negargli il gol.

Nella ripresa i nerazzurri sembrano partire con più spigliatezza, ma dopo un salvataggio sulla linea di Albiol sull’ottimo Vecino, i meneghini arretrano di nuovo in attesa di un futuro migliore. I partenopei attaccano ma le occasioni latitano: troppo poco lo spazio per cercare la giocata e la mancanza di alternative in attacco, unite ala giornata non indimenticabile dei piccoletti, tiene gli azzurri lontani dalla porta di Handanovic, eccezion fatta per qualche tentativo di Insigne e  un paio di percussioni di Callejon. Verso la metà del tempo iniziano le sostituzioni: Mister Sarri cambia due terzi del centrocampo per provare a ridare freschezza alla manovra per l’assalto finale (dentro Zielinski e Rog per Hamsik e Allan), Spalletti richiama Borja Valero per inserire Joao Mario. Ma il protagonista finale di gara è ancora Handanovic che prima respinge un potente tiro centrale di Zielinski e poi stoppa Mertens da pochi metri con l’ultimo prodigio di giornata. Nulla da fare, insomma, la gara si chiude ma il pubblico del San Paolo regala un lungo e caloroso applauso ai suoi beniamini, che si fermano a otto successi di file (13 considerando anche lo scorso torneo) proprio contro i nerazzurri contro i quali era iniziato il filotto di vittorie lo scorso mese di aprile.

Uno zero a zero, insomma, che lascia un po’ di amaro in bocca ai napoletani, senza dimenticare che gli azzurri hanno affrontato in sette giorni la Roma all’Olimpico, il City a domicilio e l’Inter al San Paolo. Napoli che resta in vetta alla classifica meritatamente. E l’Inter? I nerazzurri escono giustamente soddisfatti dal San Paolo con un punto guadagnato frutto una gara di grande applicazione e intensità. Gli unici dubbi sulla formazione nerazzurra riguardano la reale capacità di creare gioco: finora hanno speculato su una difesa attenta, un portiere paratutto (non solo ieri) e su quattro/cinque giocatore molto forti nei ruoli chiave. Difendersi è molto più facile che attaccare e in futuro potrebbe non bastare.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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