IL NAPOLI SOFFRE E VINCE MA LA RINCORSA APPARE INQUINATA

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Tutela. E’ stata la parola maggiormente utilizzata da parte bianconera (squadra, dirigenti, tifosi) dopo la sfortunata eliminazione in Champions della Juve. Tutela, della regolarità, è quello che a gran voce chiedono i tifosi partenopei, e non solo, dopo i disastri del Sig. Rizzoli oggi pomeriggio durante il derby della Mole.

Le immagini inchiodano infatti il fischietto internazionale:troppo gravi gli errori (mancate espulsioni di Alex Sandro e di Bonucci, gol ingiustamente annullato a Maxi Lopez,accettazione delle intemperanze e del’atteggiamento minaccioso dello stesso difensore bianconero) per restare in silenzio. Mortificare in questo modo la splendida cavalcata dei ragazzi di Sarri è un peccato mortale, purtroppo solo le compiacenti tv, i giornalisti e i parziali commentatori al loro servizio  sembrano non pensarla cosi.

Gara difficile quella del San Paolo, resa ancora più complicata dall’ormai solito gol subito in apertura al primo tiro in porta:  dopo un ottimo avvio, infatti, un contrasto un  po’ debole di un insolitamente distratto Koulibaly libera al tiro Rincon la cui conclusione, forte ma centrale, batte il colpevole Reina. Ennesima partenza ad handicap per i partenopei al San Paolo e ansia da rimonta che potrebbe impossessarsi della compagine azzurra. Attaccano per tutto il primo tempo i padroni di casa ma un po’ l’imprecisione, un po’ la gara di Perin in versione Malizia, impediscono al Napoli di trovare un meritato pareggio. Le catene laterali, punto di forza degli azzurri, paiono non funzionare alla perfezione, specie a sinistra dove Hamsik è irriconoscibile, Ghoulam impreciso e il solo Insigne, volenteroso ma poco incisivo a provare a scuotere il San Paolo che soffre ma non smette mai di sostenere. In mezzo al campo il neoconvocato in nazionale Jorginho e Allan soffrono l‘aggressività del grifone, mentre il migliore nella prima frazione è l’albanese Hjsay che spinge e difende con incredibile continuità e precisione.

Nella ripresa partono fortissimo gli azzurri e dopo cinque minuti pareggiano: è proprio Hjsay a trovare Higuain in area, controllo e tiro dell’argentino sono da grandissimo centravanti; centoventi secondi e il redivivo Hamsik, in netta crescita nella seconda frazione, trova il Pipita libero in area: il tap in facile facile viene incredibilmente sbagliato dal capocannoniere del campionato. Ora il Napoli gioca di cuore e con coraggio esponendosi alche al contropiede del Genoa che sfiora il clamoroso 1-2 con Cerci che sfrutta uno svarione ancora di Koulibaly. Spingono forte i partenopei, entrano Mertens e Gabbiadini per i due attaccanti esterni titolari, ci prova in tutti i modi il Napoli ma Perin pare di nuovo insuperabile e la palla danza spesso a pochi centimetri dal gol, strozzando in gola l’urlo liberatorio al San Paolo ormai ribollente di passione. A dieci minuti dalla fine il capolavoro: in una delle tante percussioni azzurre la palla giunge a Higuain che controlla e scarica un tiro a giro terrificante per potenza e precisione, a palla sbatte sul palo e batte Perin, che stavolta può solo raccogliere la palla in fondo al sacco.  Sono ventinove i gol del Pipita in trenta partite, una prova di forza del calciatore più forte che calca i terreni di gioco dello scalcagnato football nostrano. Il combattivo Genoa è groggy, resta in dieci per l’infortunio di Cerci e regala al Napoli altre occasioni per chiudere la gara con Gabbiadini ed Allan. Il punto esclamativo lo mette il neo entrato El Kaddouri (con Higuain a godersi la meritata standing ovation) servito da un delizioso tocco di Gabbiadini, finalmente in partita e sul pezzo.

Finisce 3-1, risultato giusto, forse anche stretto per gli azzurri che si godono lo splendido Higuain, il secondo posto e restano nella scia della Juve che, come anticipato, vince il derby grazie anche all’aiuto del sig. Rizzoli.

Si torna in campo dopo Pasqua, una settimana di sosta prima di riprendere la sfida alla Juve, nella speranza che la lotta per il titolo non sia inquinata come troppo spesso è capitato in passato per le antagoniste di turno dei bianconeri.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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