IL NAPOLI TENTA L’AGGANCIO AL MILAN CAPOLISTA, NAZIONALI AGRODOLCI PER GLI AZZURRI

Ritorna finalmente la Serie A, dopo due settimane in cui i tifosi del Napoli non solo hanno dovuto digerire l’amarissimo boccone della conferma dello 0-3 con la Juve e del -1 in classifica, ma, a causa della sosta del campionato, si sono anche dovuti accontentare di guardare i propri beniamini impegnati con le rispettive Nazionali, tra amichevoli ed incontri ufficiali disputati in giro per il mondo.

Erano addirittura 16 i giocatori azzurri convocati dai vari CT: se da un lato ciò dimostra una volta di più il valore della rosa a disposizione di Rino Gattuso, dall’altro non ha consentito al tecnico calabrese di lavorare con la stragrande maggioranza del gruppo per preparare al meglio l’importante sfida che attende il Napoli alla ripresa delle ostilità.

Gli azzurri ospitano infatti domani sera (ore 20:45) il Milan capolista del campionato, che in assenza di mister Stefano Pioli (positivo al Covid così come il suo vice Murelli), sarà guidato in panchina da Daniele Bonera, ex difensore rossonero, ora membro dello staff dell’allenatore ex Inter.

Gli impegni delle Nazionali di questi giorni, oltre ad impedire a Gattuso di allenare molti dei suoi giocatori, hanno riservato altre brutte sorprese al Napoli: il centravanti azzurro Victor Osimhen è infatti rientrato dalla Nigeria con una lussazione alla spalla, rimediata nel match contro la Sierra Leone, mentre il terzino albanese Hysaj è risultato positivo al coronavirus durante il ritiro della selezione allenata dell’ex tecnico azzurro Reja, dovendo perciò restare addirittura in patria per trascorre il conseguente periodo di quarantena.

Stessa sorte per Rrahmani, contagiatosi con il Kosovo: la positività del difensore ex Verona è stata confermata dal tampone effettuato al rientro a Napoli, ma per fortuna Amir non ha avuto contatti con altri giocatori azzurri.

Clive Mason/Getty Images

Anche il portiere colombiano Ospina ha accusato dei problemi fisici dopo l’impegno dei “cafeteros” contro l’Uruguay, in cui era stato titolare, restando quindi in panchina nel match perso dai suoi in Ecuador.

Se l’assenza di Hysaj e Rrahmani contro il Milan è ovviamente scontata, resta qualche speranza di vedere Osimhen almeno in panchina contro i rossoneri, anche se in tal senso si deciderà nell’immediata vigilia del match; Ospina, viceversa, ha già rassicurato Gattuso sulle sue condizioni fisiche, dichiarandosi pronto a giocare se l’allenatore decidesse di schierarlo, preferendolo (per l’ennesima volta) a Meret.

Dovrebbe essere della partita anche Bakayoko, rimasto a Napoli ad allenarsi ma vittima in questi giorni di un forte attacco influenzale (fortunatamente non legato al Covid) che lo ha costretto ai box ad inizio settimana: il centrocampista franco-ivoriano ha regolarmente lavorato in gruppo negli ultimi giorni.

Con la presenza dell’ex Chelsea in mezzo al campo, è probabile che Gattuso non muti l’assetto tattico della squadra, mantenendo il 4-2-3-1 anche in assenza di Osimhen: resta da vedere se sarà Mertens ad agire da centravanti, con uno tra Zielinski e Fabiàn dirottato alle sue spalle (e l’altro al fianco di Bakayoko), oppure se l’ex centrocampista del Milan lancerà dal primo minuto Petagna, cresciuto tra l’altro proprio nelle giovanili rossonere e dunque sicuramente motivatissimo.

Gattuso ritroverà da avversario il suo ex compagno Ibrahimovic, con il quale era in campo nell’ultima vittoria del “diavolo” a Napoli: il centravanti svedese andò a segno nel 2-1 del 25 Ottobre di 10 anni fa, portando i rossoneri sul 2-0 dopo la rete di Robinho e rendendo inutile lo splendido pallonetto da terra del Pocho Lavezzi nei minuti di recupero.

I 72 precedenti in campionato al San Paolo parlano di 28 vittorie azzurre e 22 blitz milanisti a fronte di 22 pareggi, ma l’ottimo periodo di forma della squadra di Pioli (la migliore in Italia post-lockdown) ed il fatto che la vittoria rossonera in trasferta manchi da 10 anni, fanno capire quanto sia delicato e difficile il posticipo di domani sera per il Napoli.

Fortunatamente dalle Nazionali è arrivata anche qualche nota lieta, soprattutto per Dries Mertens e Lorenzo Insigne: il folletto belga ha infatti ritrovato il gol, che con il Napoli manca dal 27 Settembre, con i “diavoli rossi”, segnando una splendida rete su punizione contro l’Inghilterra.

Dean Mouhtaropoulos/Getty Images

Non ha segnato invece Insigne nelle vittorie (entrambe 2-0) dell’Italia contro Polonia e Bosnia, che hanno consentito alla nostra Nazionale di qualificarsi alle prossime final four di Nations League (che si svolgeranno nel 2021 proprio in Italia, tra Milano e Torino), anche perché a Lorenzo è stato annullato, per un dubbio fuorigioco attivo di Belotti, un gol contro i Polacchi sul risultato di 0-0.

Il fantasista napoletano è stato però l’autentico trascinatore della selezione allenata, in queste due settimane, dall’ex Milan Chicco Evani (il CT Mancini è ancora alle prese con il covid), risultando di gran lunga il migliore in campo e prendendosi la scena e gli elogi di stampa e pubblico, grazie a leadership, spirito di sacrificio e soprattutto tantissime giocate sopraffine, come i due assist al bacio sfornati per Berardi contro i Polacchi e per Belotti contro i Bosniaci.

Insigne, che sembra aver trovato la piena maturità a 29 anni e la giusta serenità sotto la guida di Gattuso, è ora chiamato a ripetere queste straordinarie prestazioni anche con il Napoli, come in realtà ha fatto quasi sempre in questi anni, a dispetto di molte critiche ingenerose, spesso piovutegli addosso dai suoi stessi concittadini e tifosi.

I numeri in questo caso non mentono: 92 gol e più di 60 assist testimoniano quanto Insigne, nei suoi 8 anni e mezzo in azzurro, sia stato decisivo la sua squadra, di cui ora è anche capitano: la speranza è che scoppi definitivamente la pace con i suoi tifosi, e che sulla scorta di un feeling finalmente duraturo, Lorenzo riesca a trascinare i partenopei alla conquista di un grande trofeo, così da spazzare via ogni dubbio anche nella testa dell’ultimo degli scettici.

Questo campionato così anomalo e senza padroni offre, in tal senso, più di una chance al Napoli, a patto di non fallire nelle sfide che contano: a partire, ovviamente, proprio da quella al Milan di domani sera.

 

 

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Biografia Jacques Pardi

Jacques Pardi
La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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