martedì , 21 Maggio 2019

In viaggio con Ditto: Marocco Marrakech

Il Marocco è una terra da sogno.

Sabbia rossa, turbanti che volano nel polveroso vento del deserto. Tappeti intarsiati con sfumature di mille colori.

Marrakech è il centro del Marocco, ed è un importante polo turistico.

Un po’ metropoli, un po’ terra rurale, sposa tutte le culture e le razze in un turbine di lingue e colori.

Metropoli islamica, la parola islam a noi occidentali fa paura, è associata a violenza sulle donne, bombe ed estremismo religioso. Almeno così i mass-media vogliono farci credere.

Da uomo gay ne ho pensate tante, ho creduto di potermi sentire in pericolo o fuori luogo.

Grindr, l’app per incontri gay, qui funziona benissimo. Appena mi collego, solo nei punti con il wi:fi perché non ho la connessione libera, arrivano i “bip” delle notifiche.

Nei quattro giorni che sono stato a Marrakech, ho valutato parecchi profili, scartati quelli dei viaggiatori stranieri che si mostrano in tutto il loro splendore, mi soffermo sui profili marocchini per curiosità. La prima cosa che noto è che tutti e dico tutti non hanno foto del viso, non credo sia una caso, credo che non si vogliano far riconoscere. Ci sono solo foto a torso nudo, tipiche di chi utilizza queste applicazioni. Mi contattano immediatamente in parecchi , sono nuovo, si rivolgono a me in arabo. Non ho idea di cosa mi stiano dicendo…

Rispondo a chi mi contatta con una sola parola: english. Sperando che si possa iniziare una conversazione in inglese. Non ho intenzione di incontrare nessuno, sono solo curioso di capire come funziona qui questo tipo di approccio.

Finalmente un tipo mi scrive“Hello”, grindr mi segnalache si trova nel Mellah, è il quartiere ebraico, zona turistica ma molto povera. Provo ad interagire rispondendo anche io “hello” e lui mi risponde con un numero: 400. All’inizio non capisco, poi mi è chiaro, è una marchetta, vuole soldi, 400 dirham per incontrarmi. Qui si vendono per poco, 400 dirham sono pressappoco 40 euro. In 4 giorni sono stato avvicinato, nei suk, nella Medina e per strada da gente che mi voleva vendere qualsiasi cosa. E su grindr non è stato da meno, dopo di lui hanno cominciato a piovere cifre come se fossimo alla “borsa” di Milano.

Continuo la mia ricerca, ho letto sulla guida turistica che la prostituzione sia maschile che femminile è molto fiorente, cerco le zone hot su internet. La più vicina sono i giardini lungo la strada che porta dal mio albergo alla PLACE, come la chiamano loro, Jamaa el fna. La percorro anche 4 volte al giorno perché è un bel giro turistico piacevole da fare a piedi, la sera stessa ci faccio caso. Questi giardini si trovano dal lato esterno della Moschea de la Koutoubia. Trovo strano che certe attività si svolgano quasi sotto la moschea simbolo della città, ma è vero, tra le piante e gli alberi vedo decine di giovani da soli. La gente passa tranquilla, Marrakech è caotica ad ogni ora del giorno. La mia domanda è: sono marchettari davvero, oppure sono spacciatori? Sicuro che qualcosa di losco combinano. Anche in questo caso mi porterò il dubbio a casa, non intendo avvicinarmi. Amici che c’erano già stati mi avevano consigliato di dare un’ occhiata di sera nella zona intorno ai suk, ma per chi c’è stato sa bene che di sera è off- limits per rapine o altro.

Ultima tappa per capirci qualcosa in più sulla vita gay a Marrakech, cerco un locale gay dove andare la sera a bere qualcosa. Il Pacha Marrakech credo faccia al caso nostro. Ci vado con amico in taxi, che costano circa 2 euro a corsa. Pago l’entrata 100 dirham (10 euro) e mi trovo davanti un locale da mille e una notte. Bellissimo, moderno, pieno di divani e zone d’ombra. In tarda ora il locale non si riempie del tutto, molti turisti, ed era ovvio parecchi marocchini bellissimi, vestiti di tutto punto. Questa è un’altra zona ricca di Marrakech, qui vivono i ricchi. Comunque l’atmosfera è amichevole e tutti sono gentili. Al bar parlo in italiano con il barista (si, qui parlano un po’ tutte le lingue nei locali e nel mercato) gli chiedo subito una cosa: Ma non è proibito dal Corano avere rapporti tra uomini? Lui mi risponde che ognuno fa quello che vuole qui  ”Si è proibito dal Corano e dalla legge, ma basta che non si sappia”.

Islam ed omosessualità possono andare d’accordo? Come vivono gli omosessuali in Marocco?

Solo una semplice ammenda pecuniaria se si viene scoperti in “attività” omosessuali, ma non altro, non ci sono violenze o case eccessivi come potremmo pensare. Il paragone con l’Italia mi sovviene subito, da noi si nascondono anche se non è proibito. Il Corano lo proibisce, ma anche la legge cattolica, questi semplicemente se ne fregano come facciamo noi, magari stando più attenti. Ripeto, credo che noi occidentali siamo spaventati dalla parola: ISLAM.

Credo che Marrakech, per quello che ho visto io, sia una città sicura, non c’è stato un momento in cui io mi sia sentito in pericolo. Anche se ammetto di essere partito un tantino prevenuto.

L‘omosessualità è vissuta con prudenza discrezione e con il portafoglio pieno di dirham.

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Biografia Carlo Kik Ditto

Carlo Kik Ditto
Autore dei due splendidi romanzi "La pecora Rosa"e "Crazy Bear Love",Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe,riesce a raccontare in modo davvero unico,la quotidianetà.Nella sua rubrica "L'angolo della Pecora Rosa",accompagnerà i nostri lettori nel mondo LGBT.

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