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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Arte

JOHN ARMLEDER AL MUSEO “MADRE” DI NAPOLI

Luca Del Core
Luca Del Core 8 anni fa
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4 Min Lettura
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Dopo la realizzazione lo scorso ottobre, nella sezione di arte contemporanea del Museo e Real Bosco di Capodimonte, della sua opera “SPLIT!”, l’artista svizzero John Armleder torna a Napoli, al Madre·museo d’arte contemporanea Donnaregina, in via L. Settembrini 79, in occasione della prima mostra retrospettiva dedicata alla sua ricerca artistica, fino al 10 settembre 2018. Nelle sue opere Armleder contamina elementi differenti, alta cultura, analisi concettuale, ironia intelligente, oggetti funzionali di uso comune e ricerca estetica. Egli adotta spesso la pratica della collaborazione come strategia di raffreddamento della personalità dell’artista o univocità dell’opera. Sono oltre novanta opere che documentano tutti i cicli e le serie più importanti, dai disegni degli anni Sessanta, alle Furniture Sculptures degli anni Ottanta, sculture composte da elementi di arredo riassemblati, fino a diventare dei veri e propri ambienti, come Untitled (FS) del 2003.

“Furniture Sculputure”.

Dalla scultura alla pittura, la produzione artistica di Armleder include nel percorso espositivo una serie di opere, i Dot Paintings, dipinti formati da pattern di vario tipo, il cui soggetto è sempre il punto, elemento presente nei Pour Paintings, opere composte da colatura di materiale pittorico, e i Puddle Paintings, in cui il colore è steso sulla tela posta in orizzontale sul pavimento, inglobando anche oggetti tridimensionali.

“Untitled” 1991.

La mostra riunisce per la prima volta anche tutte le opere realizzate dall’artista in Italia, è il caso delle due tele gemelle, “Untitled” 1988, e l’installazione con strobosfere da discoteca, Untitled (FS) 1995, con una serie di omaggi alla città di Napoli e alla Campania Felix.

“Untitled” 1988

“Untitled” (FS) 1995.

Alcuni interventi site specific di Armleder all’interno delle sale del “Madre”, i “Wall paintings”, (dipinti murari), fanno da sfondo alla presentazione di altre opere selezionate, come alcuni frammenti provenienti dalla Villa di Poppea ad Oplontis. Una contaminazione fra antico e moderno caratterizzata da un continuum temporale.

“Frammenti di architrave, di decorazione centrale e di colonna su fondo rosso dalla Stanza 30”-Villa di Poppea, Oplontis.

Proseguendo con il percorso espositivo interessante è la sala che ospita due tele dell’artista svizzero messe in correlazione con la “Danae” di Tiziano Vecellio, capolavoro in cui l’immagine della divinità, Giove, trasformata in pioggia dorata per insidiare la giovane donna mortale, echeggia nelle colature e nel sottile gioco fra la bidimensione e tridimensione
dei Puddle Paintings.

Armleder riprende e completa l’intervento realizzato nello stesso museo nell’autunno del 2017 con “SPLIT!”, un dipinto murale site specific che dialoga con l’opera il “Grande Cretto Nero” di Alberto Burri. Egli ne riprende la struttura a comparti di colore puro, ribaltandone il significato. A differenza della consistenza materica dell’opera di Burri, l’artista svizzero adotta in “SPLIT!” un impianto compositivo che si allontana da una visione della terza dimensione, per svilupparsi direttamente sui muri della sala, e si dissocia dalla tonalità monocromo del “Grande Cretto Nero”, a favore di una rappresentazione policromatica ispirata alle porcellane della Real Fabbrica di Capodimonte.
E’ un’arte caratterizzata dall’assenza di uno stile coerente, inclassificabile come lo stesso Armleder ha dichiarato:“Non ho genere”, preferendo pensare a se stesso come a un artista che ha sempre fatto “cose diverse”. Egli attinge allo spazio-tempo, al colore, alle forme, alle strutture e ai materiali in un modo personale, tratta l’arte come la vita, rivelandone tutte le potenzialità. Il fruitore della mostra valuterà a proprio modo, in base alle proprie esperienze, l’arte dell’artista svizzero.

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Luca Del Core Ago 13, 2018
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Pubblicato da Luca Del Core
Ha scritto per alcune riviste di settore, tra cui "Arskey Magazine" e per alcune delle quali è ancora redattore, "Artslife" e "Art a part of cult(ure)". L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è. (Paul Klee)
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