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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
NerdangoloVideogiochi

Le grandi delusioni del 2018 videoludico

Gabriele Nappo
Gabriele Nappo 7 anni fa
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4 Min Lettura
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Avrete spesso sentito dire “non tutte le ciambelle escono col buco”. Allo stesso modo si potrebbe dire “non tutti i tripla A escono capolavori”. Si perché, come gli appassionati sapranno, ogni anno vengono pubblicati molti videogiochi dalle più importanti software house, e non sempre questi giochi, molto spesso con produzioni multi-milionarie alle spalle, riescono a soddisfare le aspettative dei fan. Qui di seguito presenterò quella che è la mia lista dei peggiori giochi “famosi” usciti nel 2018:

The Quiet Man

Dall’ultimo E3, se mi aveste chiesto quale fosse il trailer che più di tutti aveva catturato la mia curiosità, forse vi avrei detto The Quiet Man. Il video di presentazione aveva infatti mostrato un’atmosfera molto cupa, in cui si muoveva un protagonista sordo, nelle vesti di vigilante della sua città. Il punto di forza di questo titolo è, a mio parere, proprio il fatto di non avere sulle spalle grosse aspettative. Eppure anche con così poche aspettative, anche senza pressioni, il titolo (pubblicato, tra l’altro, da Square Enix) è riuscito a guadagnarsi un posto in questa speciale classifica. Una storia debole, un gameplay a dir poco macchinoso, hanno trasformato una possibile sorpresa ad un clamoroso flop;

Kingdom Come Deliverance

A proposito di giochi che potevano essere un crack è si sono rivelati un fallimento. A differenza di The Quiet Man, Kingdom Come ha avuto un budget abbastanza elevato; e, soprattutto, gli sviluppatori avevano promesso la grande evoluzione del concetto di gioco di ruolo. I risultati sono stati quantomeno dubbi. A differenza del titolo citato prima, bistrattato da chiunque, Kingdom Come è stato elogiato da buona parte della critica specializzata, evidenziando come fosse positivo il fatto che si potesse fare sostanzialmente ciò che si voleva, esaltando il libero arbitrio presente in questo titolo. Le più dure critiche, però, sono nate soprattutto riguardando il punto di vista tecnico: i numerosi bug, glitch, problemi legati ai salvataggi, problemi legati a certe scelte di giocatori fuori dal mainstream. Insomma, un gioco aperto, ma molto limitato, tanto da essere giudicato, da me, uno dei peggiori dell’anno, soprattutto per le aspettative deluse;

Fallout 76

Arriviamo all’apice delle delusioni con il titolo che, forse, avrebbe potuto dominare questo finale di 2018, ma che, di fatto, è diventato la peggior delusione di questo anno solare. Come ho già affermato in un altro articolo, conoscendo Bethesda ci si sarebbe potuto aspettare un risultato del genere, ma parliamoci chiaro, cosa c’è di più affascinante di vivere il mondo di Fallout online con i propri amici? Poco, per la verità. Però stiamo parlando di Bethesda, di una software house che è autrice di alcuni dei giochi più affascinante di sempre dal punto di vista delle atmosfere e del gameplay, ma è anche autrice di alcuni dei giochi peggio fatti tecnicamente di sempre. Cosa succede se un gioco online è fatto male tecnicamente? Che i server non funzionano come dovrebbero. Il risultato finale è il gioco che più di tutti quest’anno ha deluso le aspettative di tutti.

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Gabriele Nappo Dic 25, 2018
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Pubblicato da Gabriele Nappo
Studente di Scienze della Comunicazione presso l' Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Appassionato di musica da quando ne ho memoria, e , nel corso degli anni, ho affiancato a questa passione numerose altre, come i videogiochi, lo sport (Napoli ed NBA in primis), il cinema ed il teatro. Lavoro come speaker presso la radio del Suor Orsola Benincasa.
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