L’INCAZZATA TECNOLOGICA E LA “BRUTTISSIMA” ASHLEY GRAHAM

Veniamo subito al punto: Ashley Graham, modella curviforme, ha deciso di lanciare la sua linea di costumi da bagno “Swimsuits For All” usando proprio le foto che alcuni paparazzi le avevano rubato sul set fotografico e pubblicandole su siti e social network, rigorosamente senza ritocchi. La scelta è stata accompagnata dall’invito alle donne a liberarsi dal cliché dell’arrivare perfette alla prova costume, sentendosi, invece, bellissime e felici del proprio corpo e fregandosene altamente del giudizio altrui. Ovviamente i soliti haters non hanno recepito il messaggio e la pioggia di insulti non si è fatta attendere.

 

Ma facciamo un passo indietro: per chi non lo sapesse, la suddetta è una modella plus-size, o per dirla in maniera italica, taglia forte; una bellissima ragazza alta (circa 1,75) e morbida, con le curve al posto giusto e un viso fantastico, non il solito grissino con le guance scavate e le ossa sporgenti. Costei è proprio bona e ha fatto della sua “bonaggine” un lavoro molto ben retribuito: andando contro lo stereotipo che le top model devono essere per forza magrissime e affamate, è diventata la più famosa e celebrata delle modelle curvy.

Ricapitolando: dopo il furto, Ashley ha deciso di lanciare la campagna “Il potere dei paparazzi”, pubblicando le foto rubate, senza ritocchi, con tutte le imperfezioni del caso, cioè cellulite, pelle a buccia d’arancia e smagliature varie Una scelta tanto coraggiosa quanto furba, dato che non ha dovuto sborsare un centesimo per le foto e allo stesso tempo ha lanciato un messaggio molto forte dal momento che il body shaming sta diventando una vera piaga.

Ma coloro che insultano altri per l’aspetto fisico, come sono? Alti, muscolosi e fotomodelli? Alte, longilinee e bellissime? Non penso proprio, altrimenti sarebbero a sfilare su qualche passerella, invece di perdere tempo stando seduti con un cellulare in mano a farsi venire il fegato grosso come un pallone da rugby, ringhiando contro il resto del mondo su Facebook &Co.

Cari haters, mi rivolgo a voi direttamente, voglio svelarvi un paio di cosette, anche se non ce ne sarebbe bisogno se foste dotati di un cervello minimamente funzionante:

la prima è che se una persona, famosa in questo caso, è grassa o magra, bella o brutta, a voi non deve interessare assolutamente nulla, potrete pure continuare a sputare bile sotto ogni foto, sotto ogni post, sotto ogni story, tanto non verrete cag… considerati lo stesso, non sa neanche della vostra esistenza, quindi mettetevi l’anima in pace.

La seconda è che, se anche continuerete a dare della grassa e brutta ad Ashley Graham o altre (magari essere “brutta” come lei, ci metterei la firma), lei continuerà a guadagnare soldi (parecchi) e a ricevere like (migliaia) , col suo corpo che a voi fa tanto ribrezzo, anche se la cosa mi ricorda tanto la favola della volpe e l’uva (se la volpe non arriva all’uva, dice che è “grassa”), invece voi continuerete a fare schifo, gratis!

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Biografia Maggie Lee

Maggie Lee
Anche se non sembra sono nata a Milano, ma sono di origini siculo-calabresi: da lì derivano i miei colori poco “nordici”. Sono laureata in Psicologia e sto frequentando la magistrale. I miei amici sostengono che ho un sesto senso innato per capire le persone, soprattutto quelle cattive, cosa che talvolta è più una maledizione che un dono. Cerco di interessarmi a po' di tutto, ho una passione per Wikipedia e mi diletto di cucina e fai da te. Sono il tuttofare tecnologico della famiglia, per qualsiasi cosa abbia dei pulsanti o, ultimamente, uno schermo touch. Amo le tecnologie semplici che semplificano la vita. Viaggio parecchio per amore, i mezzi di trasporto tedeschi non hanno più segreti per me, adoro la loro puntualità, ma odio la loro mancanza di elasticità e, naturalmente, la maggior parte del loro cibo.

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