L’incazzata tecnologica: haters, gufi e altri disagiati

È stata una settimana ricchissima di notizie di vario genere che si sono accompagnate, sfortunatamente, a commenti non richiesti sui vari social network, scritti in un italiano talmente raccapricciante che se si potesse ricavare energia dal “rigiramento nelle tombe” dei vari poeti e scrittori, avremmo risolto il problema dell’approvvigionamento energetico per i prossimi 100 anni.

NADIA TOFFA è MORTA, ANZI NO

Venerdì scorso (25/05/18), qualche spiritosone, ha pensato che annunciare la morte di Nadia Toffa, che da qualche mese lotta contro un serio tumore, fosse estremamente divertente. Peccato, o meglio, per fortuna, la notizia si è rivelata una bufala clamorosa, su cui nei giorni seguenti la conduttrice televisiva ha pure fatto della sana ironia, annunciando che Facebook arriva anche in paradiso e aggiungendo una bella foto dove faceva le corna.

Io la ritengo una donna simpatica, che riesce ad essere autoironica in un momento così difficile della sua vita, ma, proprio a causa di questa sua positività, un altro simpaticone (o quello di prima, non si sa) è arrivato ad accusarla di cercare la notorietà tramite il cancro!!! Avete letto bene, è stata tacciata di non essere l’unica ad avere il cancro (eh, purtroppo), che, a differenza di altri, ha i soldi per curarsi e quindi di smetterla di farsi vedere solo per farsi pubblicità. Ma si può essere così incattiviti col mondo da arrivare a pensare simili cattiverie? Sicuramente la signorina Toffa è felicissima di spararsi cicli di chemio, vomitare a getto per giorni e perdere tutti i capelli, nel nome della fama. Senza dubbio è una donna forte che ha saputo e sa affrontare questa sfida della vita, ma non me la vedo proprio a saltellare felice e giuliva per i corridoi dell’ospedale contenta di avere il cancro ed essere pure calva.

Come ho già sottolineato in alcuni miei articoli precedenti, lo sdoganamento di internet ha fatto uscire allo scoperto dei frustrati spaventosi, che prima si dondolavano negli angolini bui delle case, senza proferire verbo e ora si sentono in diritto di recuperare il tempo perso sparando a zero su tutto e tutti condendo i loro deliranti discorsi con un’ignoranza abissale.

L’IRLANDA APPROVA LA LEGGE SULL’ABORTO, TROPPO TARDI PER MOLTI VERSI

Sempre 25 maggio, mentre in Italia “festeggiamo” i 40 anni dall’entrata in vigore della legge sull’aborto, in Irlanda del Nord, si è votato un referendum per poter dare finalmente alle donne questo diritto di scegliere. Ha vinto il con il 66,5% dei voti, quindi la legge verrà finalmente discussa dal Parlamento. Fino ad oggi le donne non potevano interrompere una gravidanza, se non in caso di gravissimi rischi per la salute, neanche in caso di stupro, incesto, gravi malformazioni del feto.

Da donna posso dire che abortire non è MAI una decisione semplice da prendere e nessuno dovrebbe mettere il becco nelle scelte di chiunque altro per quanto riguarda il proprio corpo. Purtroppo non tutti la pensano così, mi è bastato leggere un paio di commenti (e non sono andata oltre) sotto l’articolo di Repubblica che riportava la notizia sulla loro pagina Facebook.

Intanto, come ti permetti?!?! Spero che qualcuno ti riconosca e ti faccia provare quello che hai consigliato e augurato all’intero genere femminile. Inoltre, se fai schifo anche alla merd@ e nessuna/o ti vuole (ma non mi stupisco), non prendertela con la legge sull’aborto… perché guardando come sei uscito tu, forse tua madre avrebbe dovuto farne uso.

Un ultimo consiglio “professionale”: vai a farti curare la frustrazione da uno bravo: ne hai davvero bisogno!

ABBIAMO IL GOVERNO, NON L’ABBIAMO, SI, NO, BOH…

Questa settimana è stata intensissima anche sul versante politico. Mentre vi sto scrivendo forse abbiamo il nuovo Governo, ma visti gli ultimi mesi, meglio aspettare prima di averne la certezza.

Naturalmente non voglio entrare nel merito del dibattito tra le varie fazioni, non è questa la sede adatta e io non sono esperta sull’argomento… ma evidentemente sono l’unica a non esserlo.

Centinaia di migliaia di persone si sono messe a vomitare pareri, consigli, opinioni sui social network, fino ad arrivare alle minacce di morte nei confronti del Presidente della Repubblica (!!!).

Si sta davvero sprofondando nel baratro: la gente (o meglio, la GGGente) pensa che scrivendo su una tastiera, attraverso uno schermo, sia libera di dare sfogo a ogni opinione non richiesta, castroneria, volgarità o qualsivoglia ca77ata gli passi per la mente. Non si rendono assolutamente conto, ma forse è proprio il loro cervello ad essere limitato, che quello che scrivono sui social è di dominio pubblico, che può essere letto da tutti, compresi amici, datori di lavoro presenti e futuri, forze dell’ordine e chi più ne ha, più ne metta. Ci sono notizie di persone che sono state non assunte o licenziate, proprio a causa di post pubblicati su Facebook et similia, anche anni addietro. Quindi attenti!

Contate fino a 150 prima di dare sfogo alla vostra ignoranza e se proprio non riuscite a trattenervi, date delle testate contro il muro, così perderete i sensi e nel frattempo il Governo verrà formato senza il vostro illuminato parere.

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Biografia Maggie Lee

Anche se non sembra sono nata a Milano, ma sono di origini siculo-calabresi: da lì derivano i miei colori poco “nordici”. Sono laureata in Psicologia e sto frequentando la magistrale. I miei amici sostengono che ho un sesto senso innato per capire le persone, soprattutto quelle cattive, cosa che talvolta è più una maledizione che un dono. Cerco di interessarmi a po' di tutto, ho una passione per Wikipedia e mi diletto di cucina e fai da te. Sono il tuttofare tecnologico della famiglia, per qualsiasi cosa abbia dei pulsanti o, ultimamente, uno schermo touch. Amo le tecnologie semplici che semplificano la vita. Viaggio parecchio per amore, i mezzi di trasporto tedeschi non hanno più segreti per me, adoro la loro puntualità, ma odio la loro mancanza di elasticità e, naturalmente, la maggior parte del loro cibo.

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