Luce. I Tesori del Maestro Salvador Dalí

Il complesso della Santissima Trinità e Paradiso del Museo Mineralogico di Vico Equense ospita fino al 30 aprile 2022 la mostra “Salvador Dalí – Luce. I Tesori del Maestro”. Il percorso espositivo è aperto dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00 e mette in mostra circa settanta opere capaci di proiettare uno sguardo nuovo sul lavoro del surrealista catalano. A essere presentato non è il Dalí pittore ma lo scultore, il designer di moda e di gioielli. Come afferma lui stesso: dipingere è una parte infinitamente piccola della mia personalità”. E aggiunge “Nei gioielli, come in tutta la mia arte, io creo ciò che amo”.

“Quella che inauguriamo oggi – spiega il direttore artistico Roberto Pantè – è una mostra importante e particolare perché accende le luci su uno dei lati di Dalí forse meno noti ma che non sono secondari rispetto a ciò che del Maestro è universalmente conosciuto”. La mostra si avvale della sapiente curatela di Beniamino Levi, gallerista di fama planetaria e presidente della Dalí Universe che custodisce di una delle più importanti collezioni private delle opere di Salvador Dalí.

L’ex proprietario della storica Galleria Levi in Via Montenapoleone a Milano incontra l’artista spagnolo negli anni Sessanta: “Avevo già diversi quadri di molti surrealisti – racconta Beniamino Levi – ma mi mancava un Dalí. Andai a Parigi dove mi feci presentare Dalí iniziando da quel momento un rapporto con lui”. Negli anni successivi, i due lavorano insieme a numerosi progetti e Levi incita l’artista a tradurre in termini scultorei alcune delle sue immagini più note. Dalì realizza una ventina di opere scolpite che Levi espone in più cento musei di tutto il mondo.

Oltre ad alcune di queste opere, l’esposizione esibisce lavori in oro, il metallo nobile Dalí definisce come “una celebrazione dell’anima, un segno di purezza”. È possibile osservare anche alcune sculture ingioiellate, realizzate in oro 18 carati e tempestate di pietre preziose e un meraviglioso omaggio alla moda. Per Dalí,“vestirsi, travestirsi, è un modo di combattere il trauma più grande di tutti: quello della nascita”. Numerose sono quindi le collaborazioni con creatori come Coco Chanel, Christian Dior, Cartier ed Elsa Schiaparelli. Proprio con quest’ultima crea, nel 1937, l’iconico Lobster Dress, un abito in organza bianca con un’aragosta disegnata da Dalí che afferma: “Come le aragoste, le ragazze hanno un aspetto delizioso”.

Dunque, come sostiene il curatore, la mostra s’inserisce in un “cammino iniziato tanti anni fa e mai esauritosi come inesauribile era la sua vena creativa e la sua capacità di ripensare la realtà alla luce della sua fantasia onirica restituendola poi trasformata in arte. Ogni nuova mostra che si inaugura è non solo un altro omaggio al Genio, ma anche un nuovo appuntamento per la diffusione e la conoscenza delle sue opere. Una nuova occasione per scoprire i misteri di opere che mai termineranno di stupirci e di svelare nuovi reconditi significati”.

L’iniziativa artistica si avvale del sostegno entusiasta del comune di Vico Equense: “Intorno a questa mostra – afferma il sindaco Giuseppe Aiello – l’amministrazione intende unire tutte le forze: le associazioni, le istituzioni scolastiche, gli operatori del turismo e del commercio, i cittadini saranno tutti coinvolti per partecipare a questo evento che, siamo convinti, rappresenterà un ulteriore volano per la promozione delle eccellenze di Vico Equense. La Luce degli ori di Dalí illuminerà i magnifici tesori della nostra terra”.

 

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Biografia Maria Francesca Musto

Dottoressa in logica e metafisica alla Normale di Parigi, traduco la mia meraviglia per il mondo in prodotti editoriali. Credo che la parola e il pensiero siano strumenti privilegiati per comprendere la realtà e che il cinema sia una porta su universi paralleli.

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