Mertens abbatte la Dea, ma la Juve non molla

Le due settimane che avevano anticipato la difficile gara del Napoli sul campo dell’Atalanta non avevano lesinato polemiche: la vittoria dei bianconeri a Cagliari drogata da clamorosi errori arbitrali, il rifiuto di Verdi e l’uscita di Marotta sull’incedibilità di Politano avevano caricato di tensione la giornata di campionato.  In molti preventivavano il sorpasso dei bianconeri, impegnati 36 ore dopo il Napoli in casa con il Genoa, anche perchè i ragazzi di Gasperini avevano spesso messo in difficoltà la squadra di Sarri.  Invece i partenopei a Bergamo tirano fuori una gara tosta, resistendo al ritmo degli orobici nel primo tempo e colpendo inesorabilmente nella ripresa i nerazzurri, sfiancati dallo sforzo profuso nella prima fase di gioco. Man of the match è Dries Mertens che realizza sul filo del fuorigioco  il gol vittoria servito da uno splendido assist di Callejon. Il belga è protagonista assoluto e torna al gol nella giornata piu’ importante: ma nella giornata del Napoli priva del febbricitante Hamsik va sottolineata la nuova forza dei partenopei e cioe’ la fase difensiva. Stretta intorno all’insuperabile Koulibaly,la difesa azzurra resta la migliore del campionato, con soli 13 gol subiti solo uno dei quali (dell’odioso Pipita) decisivo ai fini dei punti persi. Il lavoro di Sarri sul reparto arretrato, accompagnato dalla crescita individuale dei protagonisti, è il vero punto di svolta del Napoli rispetto al passato. Impressionante osservare i movimenti degli azzurri in fase passiva, difesa altissima, centrocampo compatto con un Allan a livelli incredibili, ritrovata capacità di difendersi anche negli ultimi sedici metri, vero tallone d’Achille del recente passato, livelli di attenzione altissimi con un Reina finalmente reattivo e decisivo nel disinnescare l’unico tiro in porta dell’Atalanta,meritatamente sconfitta in modo molto piu’ netto di quanto il risultato non dica, nonostante le giaculatorie incomprensibili di Gasperini circa strani episodi che avrebbero, a suo dire, inciso sul risultato.

Ad un punto dalla capolista c’è sempre la Juve: onestamente ai limiti dell’inguardabile  nella vittoria di misura contro il modestissimo Genoa, i bianconeri restano sulla scia del Napoli e nelle prossime 9 giornate giocheranno sempre prima degli azzurri per una cervellotica decisione della Lega. Onde evitare di essere tacciati di essere vittime e “chiagnazzari”  ci concentreremo solo su di noi. Ci vorrà un’impresa per tenere dietro i piemontesi fino alla fine anche se il Napoli visto ieri lascia ben sperare.

La lotta scudetto ormai si è ridotta a sole due squadre: Inter e Roma, che si sono divise la posta ieri, sono a distanza siderale dalla coppia di testa e anche la bellissima Lazio di Simone Inzaghi sembra poter competere al massimo per un posto nella massima competizione europea.

Sara’ lotta fino alla fine, nella speranza che sia solo il campo a decidere l’esito del torneo, apprestiamoci a vivere un girone di ritorno emozionante che, siamo sicuri, regalera’ emozioni e colpi di scena.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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