Napoli e Milan a viso aperto, 2-2 con polemiche Var

Un bel pari tra Napoli e Milan con i partenopei che hanno certamente maggiori recriminazioni sia per le occasioni create sia per alcune decisioni decisamente discutibili del modesto arbitro La Penna e del suo degno compare al Var, il solito Rocchi, che graziano Conti (autore di innumerevoli interventi fallosi e ammonito solo nel finale) e Theo (intervento killer su Callejon, ignorato dal Var), oltre a concedere il rigore per il pari definitivo dei rossoneri per un fallo quantomeno discutibile di Maksimovic su Buonaventura, anche in questo caso con il benestare silenzioso e omertoso del Var.

Il Napoli, comunque, libero da ossessioni di classifica, gioca un calcio bello e divertente: manca solo un po’ di cinismo sotto porta con tante occasioni create ma non sfruttate e un pizzico di attenzione in fase difensiva, peccato comunque non grave considerando il periodo e, come detto, la mancanza di severe motivazioni in termini di classifica.

Il vantaggio del Milan con Theo Hernandez, con Callejon che manca la scalata sul forte terzino rossonero, è improvviso e immeritato: gli azzurri infatti avevano già seriamente minacciato la porta di Donnarumma con Mertens e lo stasso Callejon poco prima. Lo spagnolo, in particolare, cicca clamorosamente la battuta a colpo sicuro a pochi metri dall’estremo rossonero. Il pari, meritato, lo firma Di Lorenzo su azione di calcio di punizione: terzo gol per il forte difensore azzurro.

La ripresa è più equilibrata, le squadre sono stanche e si allungano: iniziano i cambi che, tuttavia, non aggiungono molto alla contesa.

Il vantaggio del Napoli è improvviso e arriva al termine di una bella combinazione tra Callejon e Mertens: il tiro del belga, deviato da un difensore, non è irresistibile ma passa sotto il corpo di Donnarumma, tutt’altro che irreprensibile nell’occasione.

Del pari, definitivo, del Milan abbiamo già detto.

Resta l’amaro in bocca al Napoli per la vittoria sfumata, ma anche la consapevolezza di una squadra sempre più compatta, che mostra un gioco fluido e veloce: il modo migliore per prepararsi alla gara contro il Barca è quello di continuare a giocare con intensità ed attenzione, senza pensare alla classifica che comunque resta positiva, con gli azzurri a sesto posto, a meno due dalla Roma.

 

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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