© FOTO MOSCA (Corriere dello Sport)

Napoli-Juve, ovvero la legge di Murphy applicata al pallone

Avete mai sentito parlare della legge di Murphy? Recita più o meno così: se qualcosa può andar male, andrà male. La gara del San Paolo di ieri sera ha detto proprio questo. Nessuna sorpresa di formazioni, le squadre sono quelle attese: nel Napoli ci sono Hjsay e Milik che vincono i rispettivi ballottaggi con Ghoulam e Mertens, nella Juve fuori il neo Messi Dybala e gioca Bernardeschi.

La gara va sezionata: i primi venti minuti sono di equilibrio assoluto, succede poco, diciamo anche niente: la Juve se ne sta lì tranquilla a chiudere i varchi che i napoletani comunque non trovano. Poi arriva, come un fulmine a ciel sereni, il primo episodio, o meglio, un triplice episodio in sequenza: prima Malcuit sbaglia un retropassaggio servendo Ronaldo che si invola verso Meret, il portiere azzurro esce e CR7 vola simulando un contatto che non c’è. Rocchi non ha dubbi, non serve il Var, rosso per il portierone azzurro, punizione per la Juve, fuori Milk e dentro Ospina. La tv mostra cento, mille replay dell’episodio, ma niente, il contatto non c’è, Ronaldo trascina il piede sinistro e cerca il contatto senza trovarlo: a SkyJuve si scatenano, tirano fuori il regolamento, i neutrali Pirlo e Capello (vista l’indisponibilità di Idris e Buffon ) confermano che il rosso è netto e che il portiere del Napoli va espulso solo per il pensiero di aver voluto far fallo. Rocchi al Var non ci va proprio. Espulso per cattive intenzioni. Non smetteremo mai di meravigliarci.

Va bè, in dieci ci organizzeremo, pensano tutti…e invece no, arriva il terzo episodio: Pjanic trasforma in gol la punizione battendo il freddo Ospina.

Reagisce  il Napoli e dopo un minuto lancio di Fabian per Zielinski, il polacco scatta alle spalle di Alex Sandro e calcia: palo pieno!

Angolo per la Juve: Hysaj è fermo e rampante, lascia libero Emre Can che colpisce (male) di testa, la palla colpisce lo stesso albanese e va in gol: 0-2 all’intervallo.

Nella ripresa Ancelotti inserisce Mertens per un Malcuit ancora sotto shock: quattro minuti e va fuori Pjanic per doppio giallo (e non stiamo scherzando). A questo punto si assiste ad un assedio totale del Napoli che schiaccia la Juve nella sua area di rigore. I bianconeri non mettono più il naso oltre la metà campo: arriva il gol azzurro con Callejon servito da Insigne. Il San Paolo finalmente ruggisce (dopo aver rispettato un polemico ed inspiegabile silenzio), la Juve è sulle gambe e su azione d’angolo è Alex Sandro a toccare la palla di mano: stravolta Rocchi al Var ci va e non può proprio esimersi dal fischiare il rigore. Dal dischetto il designato è Insigne: tiro secco e palla ancora sul palo: ventesimo legno stagionale, record europeo assoluto della sfiga.

Purtroppo finisce così, con un finale nervoso mal gestito dal solito, modestissimo, Rocchi che salva Koulibaly dal secondo giallo.

Testa all’Europa adesso e dimenticare questa sconfitta, tanto sfortunata quanto inutile.

 

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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