Paolo Caiazzo,”Maschera” moderna,orgoglio del teatro partenopeo

Paolo Caiazzo,un nome che a Napoli e in tutt’Italia non ha bisogno di presentazioni. Uomo che si è fatto le ossa da solo,partendo dalla classica “gavetta” (dai cabaret alle tv regionali) fino ad arrivare alle tv nazionali e al teatro. Paolo è un vero attore comico dotato di forte empatia, dote che nei suoi spettacoli lo porta fin da subito ad entrare in contatto diretto con il suo pubblico. Negli anni ha dato vita a tanti suoi “personaggi” diventati famosi, basta ricordare Ndò ( turista giapponese in visita a Napoli) fino ad arrivare a Tonino Cardamone ( un giovane in pensione ). Ma non solo: uomo eclettico, protagonista anche in radio in programmi come “Otto Volante” su RaiStereoDue nel 2000 e “Classifica Sorrisi e Canzoni” nel 2001 su RTL102,5 e anche di libri ( “A capa mia nun è bona” edito da Comix nel 2004 e “Tonino Cardamone giovane in pensione” dvd edito da Comix nel 2007 ).

Bene,oggi ho avuto l’onore di fargli una breve intervista virtuale.

Paolo come nasce la tua passione per il teatro?

Da molto prima che io ricordi.Mia madre mi raccontava che già da piccolo la voglia di esibirmi andava oltre quella naturale dei miei compagni. Poi l’ho condivisa con gli amici ed infine l’ho coltivata affinando la tecnica,ma da allora è rimasta immutata.

Hai raggiunto l’apice del successo con Made In Sud e il mitico “Tonino Cardamone”… ti rivedi in questo tuo personaggio?

Al contrario! Sono molto meno folle,anche se il tormentone della capa non è bona è solo un alibi. Però grazie a lui dò fiato alla mia innata voglia di analisi su tutto quello che mi circonda.

La satira che adotti nei tuoi monologhi è pungente ma nel contempo riflessiva… Cos’è la satira per te?

E’ portare a galla e sottolineare quello che gli altri sottolineano di meno. Naturalmente strappando immancabilmente la risata che risulta comunque il primo obiettivo.

C’è qualcosa che avresti voluto fare nel teatro e non ci sei ancora riuscito?

Tutto. Nel teatro ho fatto quasi niente fino ad oggi, ho ancora tante storie da raccontare.

Come cambierà il lavoro nel teatro dopo l’emergenza coronavirus?

Cambierà come cambierà il mondo intero con la consapevolezza del nostro essere piccoli e deboli rispetto alle forze della natura. Il teatro ritornerà più forte di prima come più forte di prima sarà la voglia di emozionarsi.

Si ritornerà nelle sale restando distanti?

Mi auguro di no, spero in una soluzione sanitaria più rapida che ci consenta di assistere agli spettacoli sentendo le vibrazioni dello spettatore accanto.

Che dire, Paolo Caiazzo è e sarà sempre un’icona del teatro napoletano moderno,capace di suscitare interesse e ilarità nei suoi spettacoli. La sua ironia sottile ci fa sempre riflettere sulle tante contraddizioni che da sempre caratterizzano la nostra Napoli e tutta l’Italia strappandoci sempre un sorriso che invita anche alla riflessione. Invito, per chi non l’avesse ancora fatto, di seguire questo grande attore in futuro nei suoi prossimi spettacoli. Potrà uscire da teatro, come è successo anche a me, con un sorriso a 32 denti e con tanti spunti di riflessione.

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Biografia Fabio Iuorio

Nato a Napoli nel "lontano" settembre 1981, mi occupo di assistenza e installazione software. Grande appassionato di teatro (sono cresciuto a "pane ed Eduardo") e di filosofie orientali. Eterno sognatore di un mondo come quello descritto da John Lennon in "Imagine".

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