Quando un piccolo gesto spontaneo rivaluta il cuore di Napoli

Siamo ormai così abituati a leggere sulle cronache nazionali e locali, di una Napoli martoriata dalle Baby Gang e problemi di ogni tipo, che quando capita un episodio positivo lo viviamo con stupore. “Dove è successo davvero a Napoli?” In questi giorni la notizia del pizzaiolo, che non avendo il resto ha regalato al protagonista di questa storia la classica “Pizza a portafoglio“, è stata vissuta come l’esempio di una Napoli diversa, viva, generosa, umana! Eppure, parlando con Don Emilio, da Settembre 2017 Direttore dell’Oratorio Salesiano di Locri, il suo post su Facebook nasce esclusivamente per ringraziare il gesto inaspettato del ragazzo e lanciare un messaggio positivo. “Il male c’è ma proviamo a parlare del bene” dice Don Emilio durante la nostra conversazione citando il Santo Fondatore della sua Congrega, San Giovanni Bosco “”In ogni ragazzo, anche il più disgraziato, c’è un punto accessibile al bene…. Facciamo leva su questo punto“. Napoli è una metropoli, con tutte le sue complicazioni e contraddizioni, ma il cuore dei napoletani deve essere stimolato, recuperato, rivisto e ricordato. E le parole di San Giovanni Bosco potrebbero essere un buon inizio.

Ci ha raccontato che conosceva già Napoli, avendo vissuto per tre anni a Portici: quali caratteristiche evidenzierebbe della nostra città?

Innanzitutto mi presento: sono un sacerdote salesiano originario della Puglia. La nostra missione ci chiama all’educazione dei giovani, soprattutto dei quartieri più poveri e popolari. Proprio nell’ambito di questa missione ho vissuto per tre anni in zona Napoli, fino allo scorso settembre. Ho imparato a conoscerne pregi e difetti. Napoli è una città che io ritengo splendida e ricca di tanti valori e di cultura. È una città che ha anche tanti tesori nascosti che andrebbero valorizzati. Però Napoli è una città anche densa di contraddizioni… Tanto tanto bene, ma anche diverse cose che rovinano questo bene. Napoli e i napoletani devono riscoprire questo bene. Il problema di Napoli è proprio questo: la mancanza di consapevolezza del suo grande valore.E poi a questo andrebbe aggiunto che pian piano bisogna combattere ciò che deturpa questo bene: il malaffare, la criminalità ed anche ciò che rovina il territorio.

Spesso Napoli è accostata a episodi negativi è così difficile parlarne bene?

Siamo, purtroppo, abituati ad osservare le cose sempre nel loro lato peggiore. Anche i vari notiziari si soffermano quasi esclusivamente sulle negatività perché fanno più notizia. Invece io sono del parere che “il bene va fatto conoscere”, anche quello piccolo, semplice. L’episodio del post sottolinea come siamo assetati di buone notizie, come davvero basta poco per riaccendere la speranza che il mondo possa essere migliore. Anche per Napoli è molto più facile sottolineare tutti i suoi episodi negativi e non si sottolinea tutto ciò che di bello vi è a Napoli (anche per esempio tanta arte sconosciuta). Per parlar bene di Napoli, bisogna viverla un po’. Non basta esserci passati come turisti qualche giorno… No, Napoli va conosciuta e scoperta pian piano! Se la vivi, poi ne parli bene.

Il suo post di ringraziamenti è stato un gesto “privato” che in breve tempo è diventato “virale” cosa, secondo lei, andrebbe cambiato nell’informazione di oggi?

Credo che nel mondo dell’informazione non bisogna puntare al “sensazionalismo”, sia negli episodi positivi sia in quelli negativi. Ritengo che si debba fare informazione nel tentativo di fare verità, dando il giusto peso e la giusta misura alle notizie.

Napoli è arte,storia,cultura e molto altro ancora la consiglierebbe come meta per una vacanza?

Napoli è davvero una miniera di tesori, di arte e di cultura invidiabili rispetto a tante altre città italiane magari più rinomate. Io la consiglierei sicuramente come meta di vacanze, non puntando, però, solo ai luoghi conosciuti da tutti, ma anche a quelle tante mete belle e più “nascoste”.Anche in questo, però, Napoli non si valorizza. Ho avuto modo di sperimentare che molti di questi tesori sono sconosciuti agli stessi napoletani.

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