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Reading: “Rosa Winkel” e l’olocausto gay
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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
L'angolo della Pecora Rosa

“Rosa Winkel” e l’olocausto gay

Giornalista Queer
Giornalista Queer 9 anni fa
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3 Min Lettura
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Salve a tutti, in questi giorni, parecchi giornali hanno parlato dell’omocausto,esso è l’unione delle parole olocausto ed omosessuale,binomio tragico.

Chi è stato più attento avrà notato,in questi giorni, un fiorire di triangolini rosa rovesciati, intrecciati in fila l’uno con l’altro sembrano carini , ma credetemi, anni fa, essere marchiati con questo simbolo era la peggiore delle cose.

Questi ricami erano apposti sulle divise/tute degli ebrei internati nei lager nell’attesa di essere uccisi, e contrassegnavano gli omosessuali ospiti ,sia per gli omosessuali dichiarati che per quelli presunti.

“Rosa Winkel “,così era denominato il triangolo dall’ordinamento  nazista, paragrafo 175, che equiparava l’omosessualità ad un delitto.. per le lesbiche il simbolo era lo stesso ma di colore nero.Il triangolo rosa stava a significare “attenzione” frocio che pratica la sodomia,il deportato gay necessita di un trattamento particolarmente violento  oltre che la morte. Il  triangolo sta a ricordare l’organo sessuale femminile, era il simbolo rosa  quindi associato ad un uomo deviato.

Ai  gay,nei campi di concentramento, fu riservano un trattamento peggiore che agli altri internati, furono sottoposti a varie torture, castrazioni fisiche e addirittura esperimenti scientifici.

Ai tempi del nazismo essere ebrei e gay era una doppia disgrazia,un doppio,tanto è vero che, chi riusciva a non dichiarare la propria omosessualità riusciva ad evitare un carico maggiore di umiliazioni,e subiva,per modo di dire, “solo” la fame ed il lavoro forzato. Oltre che la morte finale.

Passati gli anni, i molti omosessuali scampati, per miracolo, allo sterminio si sono rifiutati di parlarne, e di questa tragedia, non se n’è saputo nulla per molto tempo.Gli  uomini morti in quelle situazioni sono rimasti per anni senza un monumento ,una data ,un simbolo su cui piangere,dimenticati dalla vergogna dei  compagni sopravvissuti e dei loro eredi.

I tempi, grazie al cielo, cambiano e l’evoluzione ha portato a galla questa sotto-storia.

Anche in Italia all’epoca i gay furono perseguitati dal fascismo. L’unica differenza fu che Mussolini non ammise nessuna legge contro i gay, a differenza dei tedeschi, il motivo della sua scelta  si legge sulle pagine della  storia ordierna così riportata: “Introdurre una norma sull’omosessualità in Italia significherebbe, implicitamente, ammetterne l’esistenza dell’omosessualità in Italia ”. Me ne lavo le mani.

Oggi, ogni anno il 27 gennaio si celebra l’olocausto gay, uomini uccisi per razzismo ,oltre 50,000 vittime.In questa giornata  svettano un po ovunque questi triangoli simbolo di orgoglio e partecipazione,diventati per reazione , un simbolo del movimento gay internazionale.

Pink pride.

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Giornalista Queer Feb 1, 2017
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Pubblicato da Giornalista Queer
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Il Giornalista Queer. Autore di romanzi LGBT+, giornalista ed editore, Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe ci accompagnerà alla scoperta del mondo LGBTQA+
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