Sprofondo azzurro, al San Paolo passa anche il Parma

Non ha fine la crisi in campionato del Napoli del neo allenatore Gattuso: al termine di una gara comunque combattuta, sono gli emiliani di D’Aversa a portare a casa i tre punti con un gol di Gervinho in pieno recupero.

Vengono accontentati i calciatori, schierati con un 433 di Sarriana memoria, il problema semmai è la mancanza del Jorginho di turno e le prestazioni di una modestia inaccettabile di Callejon e del capitano Insigne. Quest’ultimo in particolare appare sempre più un problema: oltre ad aver avallato, in quanto capitano, il famoso ammutinamento post Salisburgo, continua ad offrire performance inguardabili, condite da gol sbagliati talmente clamorosi che Mai dire gol ci potrebbe fare una sigla di venti minuti.

I primi dieci minuti degli azzurri, schierati con la bellissima, ancorché sfortunata, maglia dei quartieri, sono una sorta di incubo ad occhi aperti. Favorita da orrori individuali da brividi, i parmensi arrivano davanti a Meret in superiorità numerica ben tre volte ed in una di queste, e siamo solo al minuto 3, Kulusevski realizza il gol del vantaggio. Nell’occasione al limite del comico l’errore con successiva caduta di Koulibaly, sempre più in versione gigante buono (per gli avversari): il senegalese si infortuna pure ed entra Luperto.

Superato lo shock iniziale i padroni di casa reagiscono e sfiorano il gol con Zielinski e poi con Insigne che, servito da Milik (di gran lunga il migliore) con un autentico cioccolatino, calcia incredibilmente a lato da 10 metri a tu per tu con il portiere Sepe ormai rassegnato. Sull’altro fronte è Meret a salvare su Gervinho con un prodigio. Insomma, la volontà c’è ma le prestazioni individuali di troppi interpreti, cui va aggiunto un Fabian Ruiz irriconoscibile (fanno male le sirene di mercato?), influiscono anche sui risultati finali.

Nella ripresa il Napoli è arrembante ma scopre troppo spesso il fianco al micidiale contropiede del Parma tanto che Luperto e, soprattutto, Manolas troppo spesso devono mettere una pezza alle incursioni di Gervinho e compagni.

Il pari del Napoli è di Milik: il polacco, che Dio ne preservi la salute, svetta di testa su assist del neo entrato Mertens e fa 1-1. La mossa di inserire il belga per Allan ha funzionato ma, a questo punto, sarebbe stato forse meglio riequilibrare la squadra inserendo un centrocampista. Finalmente esce il fischiatissimo Insigne ed entra Lozano: il messicano pare essere quasi ignorato dai compagni, prova a strafare e accumula brutte figure. Ma la voglia di vincere è troppa e il Napoli si scopre sempre più. Il primo campanello di allarme lo spegne Meret (prodigio “garelliano” sul solito, imprendibile, Gervinho), il secondo è quello decisivo. Minuto 93, Zielinski scivola, perde palla e gli ospiti vincono la gara: il gol, manco a dirlo, è di Gervinho.

Dunque ennesima sconfitta per il Napoli, la media punti delle ultime 9 giornate è da brividi e il calendario alle porte non promette nulla di buono. Sassuolo prima di Natale, poi Inter nella calza dell’Epifania e Lazio. Il quarto posto, obiettivo dichiarato ma onestamente, ad oggi, utopico, è lontano ben 11 punti.

Oggi a mezzogiorno sorteggio per gli ottavi di Champions: sembra quasi uno scherzo parlarne per una squadra che ha una classifica del genere, eppure gli azzurri hanno brillantemente superato il turno e ora attendono la benevolenza dell’urna anche se, serve sottolinearlo, questa squadra in questo momento storico, non avrebbe possibilità con nessuna delle possibili avversarie.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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