Sviste arbitrali e l’anticalcio del Carpi non fermano il Napoli!

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Nell’ultima gara prima del big match tra Juve e Napoli sulla strada degli azzurri si presenta il Carpi di mister Castori: la squadra emiliana è in ripresa e promette battaglia al San Paolo. Azzurri al completo con la sola eccezione di Jorginho,squalificato, sostituito da Valdifiori. La gara è importantissima, sia per restare al primo posto sia per allontanare ancora di più Fiorentina ed Inter bloccate rispettivamente dal Bologna e dal fanalino di coda Verona.Il copione della gara è subito chiaro: catenaccio dei carpigiani (una sorta di 541 superdifensivo), in maglia nera, e Napoli pazientemente all’attacco. Al secondo minuto Higuain impegna Belec con un tiro dalla sinistra dell’area di rigore; ci riprova il Pipita, su splendido assist di Callejon (altra sontuosa prestazione dello spagnolo) di testa, ma la sua conclusione è parata dall’ottimo portiere romagnolo. Attaccano senza sosta gli azzurri ma la manovra non ha la solita fluidità e velocità a causa della giornata non ispiratissima di Insigne e della mancanza di Jorginho: l’assenza del brasiliano è pesante, Valdifiori ci mette tutto quello che ha ma non ha né il passo né il piede del titolare. Quella capacità di Jorginho di girare palla con velocità e di farsi trovare sempre smarcato manca e la squadra ne risente. Tuttavia il Napoli attacca senza sosta ma non trova il varco giusto: Callejon calcia fuori dopo una mischia in area, Insigne spara al volo alto sulla traversa. Alla mezz’ora il primo episodio: Cross di Ghoulam, Callejon viene platealmente trattenuto in area, sembra rigore, sarebbe rigore, lo vedono tutti tranne l’impresentabile arbitro Doveri che sorvola senza batter ciglio.

Il primo tempo finisce lasciando ai tifosi azzurri l’amaro in bocca e la strana sensazione di uno scherzo di Carnevale poco gradito.

Parte all’arrembaggio il Napoli nel secondo tempo: il Carpi si difende con foga ma non senza affanni; si susseguono i calci d’angolo e in uno di questi Koulibaly sfiora il gol in spaccata. Ci prova Higuain liberatosi in area ma è sempre pronto il portiere del Carpi. Poco prima del quarto d’ora il degno assistente dell’arbitro romano presenta la seconda topica della giornata: Hamsik pesca Callejon in posizione regolare, lo spagnolo anticipa Belec e segna. L’urlo liberatorio del San Paolo è ricacciato in gola dalla bandierina alzata. Una beffa per il Napoli e per i supporter azzurri…nel dubbio non fischiare è la prima regola del buon senso arbitrale ma evidentemente non è sempre cosi. Schiuma rabbia la squadra di Sarri che aumenta la pressione: Doveri espelle Bianco per uno scambio di persona e la pressione azzurra diviene veemente. Sugli sviluppi dell’ennesimo corner, Koulibaly viene strattonato in area, stavolta l‘arbitro non può far finta di non vedere. Proprio in quel momento la Juve passa a Frosinone, il pallone sul dischetto è pesantissimo: il Pipita si prende la responsabilità e fa gol scacciando via tutti i fantasmi. Mancano venti minuti ma i tifosi azzurri sanno che le sofferenze non sono finite. Il Carpi non si vede quasi mai e quando lo fa è sempre l’invalicabile Koulibaly a togliere dai pasticci i compagni: si sprecano le occasioni per il secondo gol; Mertens, subentrato a Callejon, serve Hamsik, anticipato a un metro dalla porta, Higuain tutto solo davanti a Belec prova un improbabile pallonetto regalando un altro quarto d’ora di brividi ai napoletani presenti al San Paolo. Entrano Gabbiadini e El Kaddouri per Higuain e Insigne: in altre giornate il Carpi avrebbe subito un altro paio di gol…ma non oggi…oggi c’è da soffrire fino ala fine: Lasagna prova il gol del giorno calciando alto dalla media distanza mentre un brivido freddo attraversa la schiena di tutti i napoletani. Dopo quattro minuti di recupero la gara termina con la vittoria di misura, e di rigore, della capolista.

Sarà stato certamente un caso ma l’arbitraggio del Signor Doveri proprio non è piaciuto ad una settimana dal big match. Ci auguriamo di poter vivere una giornata di sport e che vinca il migliore, senza strascichi polemici e, soprattutto,con un arbitraggio equo.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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