Teatro Bellini fuori abbonamento con “Qualcuno volò sul nido del cuculo”.

Dal 22 al 25 Marzo presso il Teatro Bellini, sarà possibile assistere alla grande opera intitolata: ” Qualcuno volò sul nido del cuculo”. «Gassmann indaga la follia e dal cuculo si alza un grido di libertà» questo il titolo della bella recensione che Rodolfo Di Giammarco scrisse per La Repubblica dopo il debutto, nel 2015, di Qualcuno volò sul nido del cuculo. E oggi “il cuculo” (che fa, per l’appunto, parte della Trilogia che la Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini ha dedicato al concetto di libertà) dopo quattro anni di tournèe che hanno fatto il tutto esaurito nei più prestigiosi teatri italiani, torna al Teatro Bellini con la stessa forza e la stessa capacità di commuovere, indignare ed emozionare.

La storia è quella che racconta Ken Kesey nell’omonimo romanzo che pubblicò nel 1962 dopo aver lavorato come volontario in un ospedale psichiatrico californiano. Il libro, attraverso gli occhi di Randle McMurphy – uno sfacciato delinquente che si finge matto per sfuggire alla galera – dennuncia le condizioni di vita dei pazienti di manicomio statunitense e il trattamento coercitivo che viene loro riservato. Nel 1971 Dale Wasserman realizzò, per Broadway, un adattamento scenico del libro, che costituì la base della sceneggiatura dell’omonimo film di Miloš Forman, interpretato da Jack Nicholson e entrato di diritto nella storia del cinema. Oggi, la drammaturgia di Wasserman torna in scena, rielaborata dallo scrittore Maurizio de Giovanni, che, senza tradirne la forza e la sostanza visionaria, l’ha avvicinata a noi, cronologicamente e geograficamente. Randle McMurphy diventa Dario Danise e la sua storia e quella dei suoi compagni si trasferiscono nel 1982, nell’Ospedale psichiatrico di Aversa. Alessandro Gassmann ha ideato un allestimento personalissimo, elegante e contemporaneo, e diretto un cast eccezionale. Il risultato è uno spettacolo appassionato, commovente e divertente, imperdibile, per la sua estetica dirompente e per la sua forte carica emotiva e sociale.

SPETTACOLO FUORI ABBONAMENTO

Durata: 2 h. 45 min più intervallo

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Biografia Giuseppe Improta

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