Tex #722 – Guatemala – Recensione

C’è una lunga storia in corso sulla serie regolare di Tex, iniziata con Attentato a Montales (qui la nostra recensione del precedente numero): il ritorno di questo storico e ricorrente personaggio consente allo sceneggiatore Pasquale Ruju di spaziare anche con le ambientazioni, e per questo motivo il numero 723 di Tex ci conduce addirittura in Guatemala, come recita il titolo.

La storia, prima di addentrarsi nel vivo, si apre esattamente dove eravamo rimasti, con il racconto del primo incontro tra Tex e Gregorio Mora, assistente personale di Montales, e del suo duro passato. Inoltre si fa apprezzare la collocazione storica di questo incontro, che ci riporta alla memoria l’avventura del Tex Speciale (o Texone) N° 24, I ribelli di Cuba, un’altra significativa storia d’oltreconfine rispetto ai classici paesaggi americani.
L’introduzione ha lo scopo di narrare, attraverso le vicissitudini affrontate da Gregorio, le dure condizioni imposte dall’amministrazione corrotta e spietata del paese ai piccoli coltivatori che vengono fagocitati e ridotti alla fame dal latifondismo imperante spesso con metodi poco ortodossi, facendo ricorso anche a minacce e vessazioni da parte di una misteriosa setta di Indios chiamata “La Negra Muerte”.

Questa seconda puntata di una storia articolata in 4 albi ha per i motivi appena elencati un andamento più compassato rispetto alla precedente, anche se non mancano scene di azione ad innalzare il ritmo. Per meglio spiegare e introdurre al lettore le delicate questioni politiche e sociali del Guatemala dell’epoca, Ruju ha avuto bisogno di pagine strutturate in maniera da esaltare i dialoghi e le sequenze discorsive, condensando il tutto in un albo che di certo non è di passaggio ma propedeutico alle evoluzioni future nelle quali l’oscura e letale setta collusa con poteri forti e uomini d’affari senza scrupoli sarà protagonista.

La lettura è resa piacevole e scorrevole dall’ambientazione esotica e dall’alternarsi degli scenari, in quanto i pards si dividono in due gruppi ciascuno a portare avanti un aspetto della missione: il viaggio in mare per raggiungere i Guatemala, la traversata delle montagne e l’intermezzo nella giungla sono tutti tasselli di una storia che dà a ognuno il suo spazio (il solo Tiger Jack è forse leggermente in secondo piano) e che condensa in 110 pagine l’intraprendenza di Montales, il coraggio di un Tex sempre infallibile ed anche alcuni brevissimi siparietti tra Carson e Kit Willer, per l’occasione insolitamente “inamidati” nel vestiario.
Proprio quest’ultimo mai come in questa occasione sembra essere l’alter ego del padre, ricalcandone le gesta, l’approccio alla giustizia ed il carattere!

In un albo così ben strutturato e cadenzato che ci lascia con un cliffhanger i cui esiti generano molta attesa dobbiamo nuovamente sottolineare la bella prova offerta ai disegni da Stefano Biglia, che si muove con disinvoltura in ogni ambientazione. Il suo tratto così raffinato che ci offre una versione di Tex e soci personale ma molto classica e realistica ci fa accettare di buon grado che, pur essendo un disegnatore “lento”, vale sempre la pena attendere per le sue tavole che sfruttano un bianco e nero sempre misurato ed evocativo, specie nei flashback.

Promozione a pieni voti per la copertina di Claudio Villa, che in questo caso mette sullo stesso piano Tex e Montales durante il viaggio che li conduce dal Messico in Guatemala, immortalandoli a bordo della Dolores che solca i mari ed è battuta dal vento.

uscita: 05/12/2020
Formato: 16×21 cm, b/n
Pagine: 112
Soggetto: Pasquale Ruju
Sceneggiatura: Pasquale Ruju
Disegni: Stefano Biglia
Copertina: Claudio Villa

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Biografia Christian Imparato

Classe '76, lettore compulsivo fin da bambino, ho maturato quella che si può definire, parafrasando De Crescenzo ed Eco, una libridine bibliofila. Nel frattempo ho fatto tante cose, dal precettore per liceali all'addetto vendite estere passando per il portiere d'albergo per finire con l'attuale ruolo di copywriter e operatore SEO. Se vi piace, chiamatemi Nemo.

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