Tre punti ma ancora tante incognite

E’ ripartito il campionato e per qualche ora è stato possibile distogliere l’attenzione dal Covid, dalla conta dei contagi, dalle bislacche teorie negazioniste oltre che  dalle elezioni regionali della Campania con tanto di referendum. E’ ancora un campionato a porte chiuse, anche se alcune regioni hanno autorizzato l’ingresso di mille tifosi allo stadio: al Tardini, ieri, un barlume di speranza per il futuro. Il calciomercato è aperto ma di fatto fermo, tutti vogliono vendere a cifre oggi impensabili e tanti, troppi, sono gli ingaggi faraonici sul groppone delle società. Anche il Napoli ha il problema cessioni: tra giocatori in esubero e qualcuno da vendere per necessità di liquidità (leggasi Koulibaly).

La prima del nuovo Napoli di Gattuso non presenta volti nuovi dal primo minuto: in porta ci sta, inspiegabilmente, Ospina (ne parleremo dopo), KK e Manolas al centro con Di Lorenzo e Hysaj ai lati, il centrocampo lo occupano Fabian, Zielinski e Demme, tridente dei piccolini orfano di Callejon, gioca Lozano.

Il messicano è una delle buone notizie di giornata: il Chuky, infatti, pare aver smaltito le tossine della scorsa stagione travagliata e ieri è stato probabilmente il migliore dei suoi. Va detto che i primi 60 minuti di gara sono onestamente incommentabili: non succede nulla, nemmeno in tiro in porta degno di questo nome, con gli azzurri a girar palla e il Parma a difesa del risultato a occhiali.

All’ora di gioco mister Gattuso rompe gli indugi: dentro Osimhen per Demme e la gara si spacca. Non sappiamo se è il cambio modulo o l’ingresso della gazzella nigeriana a fare la differenza, fatto sta che il gigante con il numero 9 semina il panico nella difesa dei crociati e, anche grazie anche alla velocità di Lozano che salta avversari come birilli, il Napoli passa. E’ Mertens, fino ad allora in ombra, a sbloccare il risultato. Il Parma a questo punto è groggy e i napoletani imperversano: Insigne coglie il primo palo della stagione, poi raddoppia dopo una respinta corta di Sepe su tiro di Lozano. Sfiora ripetutamente anche il terzo gol il Napoli (su Politano, subentrato nel finale a Lozano, è bravissimo Sepe a salvare) senza trovarlo.

La sensazione è che le 5 sostituzioni, sfruttate solo nel finale da Gattuso, siano un punto di forza per questo Napoli: oltre ai già citati Politano ed Osimhen entrano Elmas, Lobotka e Petagna.

Tre i dubbi che attanagliano i tifosi a questo punto: il primo riguarda il portiere. E’ davvero inspiegabile schierare il pur bravo Ospina per una presunta superiorità nel gioco con i piedi: il colombiano si esibisce spesso in disimpegni che regalano brividi gelati ai supporters azzurri. Il secondo riguarda Koulibaly: resta? Se ne va? Anche Gattuso nel dopo gara ne ha parlato. Il terzo è sul modulo: Osimhen deve giocare e il 4231 resta, ad oggi, un’arma da sfruttare: chi sacrificare? Diremmo Demme, anche se una mediana con i soli Fabian e Zielinski rischierebbe di squilibrare troppo in avanti la squadra.

Staremo a vedere: intanto il Napoli si gode e si tiene stretti i meritati tre punti della stagione.

Capitolo polemiche: credo che sia l’anno giusto per chiarire una volta per tutte se e quando è rigore per fallo di mano, onestamente non se ne può più.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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