Tutte le curiosità storico-culturali sulla Pasqua

Oggi, 12 aprile, è Pasqua. Come tutti sappiamo, essendo la festa legata al caledario lunare e al plenilunio di primavera, essa ricade, ogni anno, in una domenica diversa che va dal 22 marzo al 25 aprile. Questa decisione fu stabilita dal Concilio di Nicea del 325, che pose fine alle diatribe tra la Chiesa d’Oriente e quella d’Occidente.

Ciò detto, in questa data, per la rubrica “Accadde oggi”, ci sembra comunque interessante proporre un approfondimento culturale attorno a tutti quelli che sono gli aspetti storici, culinari e non solo, più importanti che sono venuti a determinarsi per celebrare questa festività.

Ebbene, partiamo col dire che il termine Pasqua ha origini dal greco pascha (che a sua volta deriva dall’aramaico) e significa “passaggio”. Per gli Ebrei, essa ricordava il passaggio, attraverso il Mar Rosso, dalla schiavitù d’Egitto alla liberazione; per i cristiani, invece, simboleggia la resurrezione di Gesù Cristo. Come si diceva, per questo evento, nel corso dei secoli, sono venute a sedimentarsi tutte quelle tradizioni e usanze che sono arrivate fino ai giorni nostri. Invero, esse hanno assorbito pure riti pagani legati alla terra, alla primavera e all’attività agricola, ben più risalenti.

Volendo fare un excursus su questo argomento non possiamo che partire dalla uova. L’uovo, con il guscio che si rompe per dare alla luce il pulcino, evidentemente, esprime molto bene il concetto della nascita. In realtà, già i primi cristiani erano soliti dipingere di rosso le uova di gallina, per rappresentare il sangue di Cristo e, a tutt’oggi, nel paesi dell’Europa centrale e orientale, si dipingono le uova sode per donarle. Per quanto riguarda quelle di cioccolato, invece, pare che il primo a realizzarle, alla fine dell’Ottocento, fu un pasticciere britannico, precisamente di Bristol. Di cioccolato, in aggiunta, v’è pure il coniglietto. Specie nei paesi del Nord Europa, il coniglio pasquale è un simpatico e dispettoso perosnaggio che porta doni ai bambini, a patto che questi trovino le uova da lui disseminate in un prato.

Altro dolce molto tipico è, poi, la cosiddetta colomba; questo perché il volatile, nell’immaginario cristiano, simboleggia la pace e la fratellanza universale. A proposito di questa pietanza si narra che, nel Medioevo, il re longobardo Alboino assediò la città di Pavia e chiese di avere delle vergini per saziare le sue voglie. Allora, le donne del posto, per salvarsi dalla sua bramosia, sapendo che il tiranno era ghiotto della carne d’uccello, decisero di offrirgli un dolce a forma di colomba, riusciendo ad ottenere l’obiettivo.

Proseguendo sulla trattazione culinaria, come sappiamo, un alimento molto consumato in questa occasione è l’agnello. In realtà, è giusto specificare che, in tempi moderni, l’usanza di uccidere queste creature è, non a torto, sempre più osteggiata e non condivisa. Essa affonda le sue radici nella Bibbia, in quanto deriva dalla Pesach, la Pasqua ebraica. In particolare si fa riferimento a quando Dio annunciò al popolo di Israele che lui lo avrebbe liberato dalla schiavitù in Egitto dicendo “In questa notte io passerò attraverso l’Egitto e colpirò a morte ogni primogenito egiziano, sia fra le genti che tra il bestiame”. Ordinando, così, al popolo d’Israele di marcare le loro porte con del sangue d’agnello in modo che lui fosse in grado riconoscere chi colpire col suo castigo e chi no. Inoltre in passato esisteva un comandamento riguardo la Pasqua ebraica che diceva di fare l’offerta dell’agnello il giorno 14 del mese ebraico di Nisan e di consumare quella stessa notte il sacrificio di Pesach. Con il Cristianeismo, invece, il simbolo dell’agnello immolato per la salvezza di tutti diventa Cristo stesso e il suo sacrificio ha valore di redenzione.

Parallelamente a questi prodotti largamente diffusi ovunque, ovviamente, esistono pure particolarità specifiche di ogni singola realtà territoriale. Per fare l’esampio a noi più vicino, basti pensare quelli che sono il tortano, il casatiello e la pastiera.

Passando, infine, all’ambito strettamente religioso, innanzitutto da menzionare è la Veglia pasquale. Durante la notte, la Chiesa celebra la Resurrezione di Cristo, battezzando nuovi cristiani e domandando, a coloro che già lo sono, di rinnovare tutti insieme gli impegni del loro Battesimo. La Veglia è una celebrazione complessa che si svolge in quattro momenti successivi: la Liturgia della Luce, la Liturgia della Parola, la Liturgia Battesimale e la Liturgia Eucaristica.

Ancora più importante, in aggiunta, è la benedizione Urbi et Orbi, espressione latina che significa “alla Città e al Mondo”. Essa è la prima benedizione fatta da un Papa subito dopo l’elezione al soglio pontificio dalla Loggia centrale della Basilica vaticana. Tuttavia, la stessa viene diffusa dal Pontefice pure nei giorni di Natale e, appunto, di Pasqua. La benedizione, solitamente accompagnata da un messaggio, comporta l’assoluzione di tutti i peccati temporali per tutti i fedeli.

Insomma, a prescindere che si creda o meno, la Pasqua esprime il senso della rinascita e della vita nuova; proprio ciò che, soprattutto in questo periodo, ci sentiamo fortemente di augurare a tutti.

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Biografia Angelo Potenza

Nato a Potenza nel 1993. Dopo aver conseguito la maturità classica nella si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza della Università Federico II di Napoli, dove attualmente vive."La Storia, la scrittura e il mondo dell'informazione sono le mie passioni più grandi. E poi, naturalmente, c'è Napoli, insieme a tutta la nostra terra, a far da sfondo non solo agli occhi ma ad ogni pensiero."

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