UN NAPOLI SFORTUNATO SALUTA L’EUROPA

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Invocare la sfortuna e doverlo fare per diverse partite consecutive è certamente un esercizio mentale pericoloso, ma dopo aver visto la gara di stasera tra il Napoli e il Villareal è complicato non farlo.

Si parte dall’uno a zero immeritato dell’andata con polemiche arbitrali a corredo della fortunosa vittoria del sottomarino giallo. Napoli con tridente formato da Higuain, appannato il Pipita, con ai lati Insigne e Mertens che si scambiano spesso di fascia, in mezzo al campo l’ottimo Valdifiori in mezzo tra Hamsik e David Lopez, Albiol e Chiriches al centro della difesa a completare il pacchetto con Hysaj e Strinic. L’avvio è complicato e il Villareal sfiora la segnatura con Bakangu sul quale salva Reina da par suo. Ebbene sarà l’unico tiro in porta degli spagnoli per tutto il resto della gara dominata dal Napoli in lungo e in largo e sbloccata al minuto 16 da Hamsik con un tiro da fuori al volo dopo la respinta corta della difesa iberica in seguito a un lancio di Valdifiori. Il gol dà la carica giusta al Napoli che attacca senza sosta. Alla metà del primo tempo Rukavina falcia Mertens con un calcione da dietro e a palla irraggiungibile: il pavido e modesto arbitro tedesco Aytekin non ha il coraggio di espellere il giocatore autore del fallo e anzi ammonisce Hamsik per proteste. Sfiora ripetutamente il secondo gol la compagine partenopea, soprattutto con Mertens quando il suo cross basso dalla sinistra è deviato da Musacchio verso la propria porta con il pallone che si stampa sul palo. Due minuti dopo lo stesso belga parte dalla metà campo e calcia dai venti metri con palla fuori di niente. Il Villareal non si vede mai e si difende ad oltranza in attesa di tempi miglliori.

Tempi migliori che arrivano per l’immeritatissimo pareggio: il carneade Pina, mai in gol quest’anno, butta un pallone in mezzo quasi a casaccio, la sfera scavalca l’incolpevole Reina e termina in rete. Al Napoli resta mezz’ora per cercare l’impresa. Passato lo shock gli azzurri riprendono ad attaccare e sfiorano il gol, prima però ,manca un intervento arbitrale per clamoroso fallo di mano del modesto Pina al limite del’area. Al minuto 71 Insigne spara con destro dal vertice destro dell’area di rigore, miracolo di Ariola che mette in angolo; sugli sviluppi del corner ancora Mertens che calcia e il portiere spagnolo salva; altri due minuti e Higuain arriva solo davanti ad Ariola, leggermente spostato sulla sinistra, ma spara in curva. Si susseguono i cross e gli angoli: entrano Maggio (per Strinic infortunato), Jorginho (per Valdifiori) e Gabbiadini (per Lopez). Prova anche da fuori il Napoli ma le conclusioni in fila di Hamsik, Jorginho e Gabbiadini terminano fuori.

Finisce uno a uno e passa il Villareal con due tiri in 180 minuti, tra gli applausi convinti del pubblico di casa utili, anche, a coprire degli assurdi cori di contestazione verso il presidente De Laurentiis. Isolarsi dalle negatività e ignorare gli assurdi commenti della stampa nazionale che valuta questa squadra meravigliosa solamente dal tabellino della gara senza soffermarsi sulla qualità sempre alta del gioco mostrata dagli uomini di Sarri che ora potranno concentrarsi sul campionato al pari di quasi tutte le squadre italiane impegnate in Europa ed eliminate (come la Fiorentina) od ad un passo dall’eliminazione (Roma) o ancora chiamate all’impresa (Juve).

Un ultimo commento meritano i direttori di gara che vanno in giro per l’Europa: scarsi e senza coraggio, finiscono spesso per cambiare il corso delle gare e delle qualificazioni con decisioni assurde che lasciano spazio a molti dubbi sulla loro occasionalità.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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