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WHATSAPP E I SUOI “MIRABOLANTI” AGGIORNAMENTI

Reali o immaginari? Staremo a vedere

Whatsapp, la piattaforma di messaggistica più scaricata dai vari Store, è sempre alla ricerca di novità per stupire e fidelizzare i suoi utilizzatori, evitando che migrino verso app concorrenti (leggi, Telegram). Dalle ultime statistiche è emerso che gli utenti attivi in tutto il mondo sono circa 1 miliardo e mezzo al mese, una cifra esorbitante, in costante crescendo e superata solo da Facebook con 2 miliardi di utenti attivi.

Negli ultimi mesi si sono susseguite una serie di notizie più o meno vere e/o realizzabili, riguardo a futuri aggiornamenti che riguarderanno l’app, che dovrebbe essere la 2.18.102.

Messaggi vocali

La novità più clamorosa riguarda le note audio, ormai sempre più utilizzate rispetto al classico messaggio scritto; hanno come difetto il dover tenere premuta l’icona del microfono sul display tutto il tempo necessario per mandare l’audio. Provate a mandare messaggi concitati più lunghi di 3 minuti, premendo il dito e agitando lo smartphone, avrete un’alta probabilità di crampi al pollice e rischio di lancio del cellulare in preda alla foga del momento. Per ovviare a questi rischi, è stata introdotta la possibilità di mandare messaggi vocali, senza dover necessariamente tenere premuto il pulsante del microfono, basterà trascinare il dito verso un “lucchetto” che apparirà e il gioco è fatto. Quindi via libera a ore e ore di messaggi audio, per la gioia (o il dolore) dei nostri contatti. Qualcosa mi dice che diminuiranno i lanci dei telefoni, ma aumenteranno le persone bloccate per “messaggistica audio logorroica”.

Questa funzione è già disponibile da qualche tempo su iOS e su altre app di messaggistica concorrenti (leggi nuovamente, Telegram), da cui evidentemente i programmatori dell’icona verde scopiazzano le idee. Si attende lo sdoganamento su Android, che si sta facendo alquanto desiderare.

Ulteriore novità ventilata, sarà il poter riascoltare i messaggi prima di inviarli, così ci accorgeremo subito della voce terribile che abbiamo e ci penseremo 2 volte prima di parlare.

Privacy

Sono in costante aumento i malintenzionati che cercano di rubare i dati personali rilasciati dagli utenti tramite l’applicazione, per utilizzarli per scopi fraudolenti. Uno dei dati più sensibili è certamente la foto profilo, che può essere facilmente salvata e usata in maniera non appropriata. Per proteggersi da questo rischio, si può scegliere di rendere visibile la foto a tutti, nessuno o solo alle persone i cui numeri non sono salvati nella rubrica del telefono. Basterà andare su Impostazioni – privacy e decidere chi può vedere la nostra foto profilo, oltre al nostro ultimo accesso, posizione, stato e conferme di lettura. Molto facile.

Operazione nostalgia

La mania del vintage ha colpito anche la tecnologia (vedi il restyling del Nokia 3310) e Whatsapp non vuole essere da meno, rispolverando una perla dei primi anni 2000: i trilli di Windows Live Messenger, precedentemente conosciuto come MSN (sospiro nostalgico). La sostanziale differenza sta nella possibilità di inviare trilli solo se l’interlocutore sarà online, facendo vibrare il suo telefono. Al momento sembra che non ci sarà la possibilità di disattivare questa funzione un po’ molesta, come invece è previsto per le amate/odiate spunte blu, che tanto fanno ridere e dannare gli utenti e che hanno addirittura fatto nascere una pagina molto seguita su Facebook.

Incatenare le catene

L’ultima novità piacerà praticamente a tutti: il blocco delle odiate e totalmente inutili catene di Sant’Antonio. Dal prossimo aggiornamento, la piattaforma dovrebbe essere in grado di riconoscere quando un messaggio viene inoltrato un numero di volte troppo elevato, quindi verrà analizzato e, in caso di spam, presi gli adeguati provvedimenti.

Non ci resta che aspettare l’arrivo di questi meravigliosi aggiornamenti; personalmente sto aspettando la possibilità di mandare messaggi vocali senza tener premuto il pulsante del microfono e ammetto che, quando ho necessità, tradisco tranquillamente l’iconcina verde con quella azzurra (leggi ancora, Telegram).

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Biografia Maggie Lee

Maggie Lee
Anche se non sembra sono nata a Milano, ma sono di origini siculo-calabresi: da lì derivano i miei colori poco “nordici”. Sono laureata in Psicologia e sto frequentando la magistrale. I miei amici sostengono che ho un sesto senso innato per capire le persone, soprattutto quelle cattive, cosa che talvolta è più una maledizione che un dono. Cerco di interessarmi a po' di tutto, ho una passione per Wikipedia e mi diletto di cucina e fai da te. Sono il tuttofare tecnologico della famiglia, per qualsiasi cosa abbia dei pulsanti o, ultimamente, uno schermo touch. Amo le tecnologie semplici che semplificano la vita. Viaggio parecchio per amore, i mezzi di trasporto tedeschi non hanno più segreti per me, adoro la loro puntualità, ma odio la loro mancanza di elasticità e, naturalmente, la maggior parte del loro cibo.

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