Agony: l’angosciante discesa agli inferi di Madmind Studio [Playstation 4 – Recensione]

Un gioco che fa davvero paura….

Questa affermazione non è un’entrata “ad effetto”. Agony è un gioco molto particolare, oserei dire sconvolgente.  E’ stato programmato da Madmind Studio, team polacco di recentissima fondazione che annovera tra le proprie fila un gran numero di veterani del settore, il team ha creato un’opera visiva disturbante, ma terribilmente affascinante.

Di cosa si tratta?

Agony, è un survival horror in prima persona in cui impersoneremo un’anima che si trova a dover fuggire dal luogo della sua dannazione eterna, ma l’etereo protagonista non sa come riuscirci. L’unica nostra sicurezza è la consapevolezza che la salvezza può provenire unicamente da un’entità conosciuta come Red Goddess, creatura leggendaria e sfuggente di cui non sappiamo nulla, ma che dovremo raggiungere ad ogni costo. Tra noi ed essa si frappone una landa oscura, malata e putrescente; ricolma d’ogni sorta di abominio, terra dominata dal perverso  angelo delle tenebre Lucifero. Questa landa non è altro che l’Inferno o, meglio, una sua moderna, ma non meno repellente,  reinterpretazione.

Uno sviluppo tormentato….

Agony non è un gioco per tutti, e non mi riferisco solo ai minorenni, ma anche alle persone impressionabili. Il gioco è davvero molto “forte”. E’ da premettere che in fase di sviluppo Agony ha subito alcuni tagli e auto censure da parte del team di sviluppo, sebbene i contenuti siano tuttora molto “pesanti”, le scene tagliate erano davvero “troppo” per un videogioco (e non starò qui ad elencarle). Il gioco ha rischiato seriamente di essere classificato come Adults Only e quindi impossibilitato ad uscire su console. Nel corso dello sviluppo si è pensato di “alleggerire” i contenuti e far uscire successivamente una patch per PC che reintroduceva tutti i tagli, ma proprio ieri un portavoce di Madmind Studio  ha affermato che questa patch non vedrà mai luce.

Un “tormento” per gli occhi

Nel gioco ci troveremo dinnanzi a fiumi di sangue, a violenza e sesso. A proposito di sesso, la lussuria dei personaggi femminili è evidente, i loro corpi perfetti e voluttuosi fanno da contraltare al sadismo che le pervade, tra di esse particolarmente impressionanti le Succubi, eccitanti e repulsive allo stesso tempo. Ma come detto il sesso non è l’unico elemento “pesante” del gioco. L’inferno di Agony sembra ispirato alle opere del pittore polacco Zdzisław Beksiński e ovviamente alla Divina Commedia di Dante. Nel nostro errare troveremo muri e scale formati da corpi deformi e  smembrati, foreste pullulanti di corpi che tenteranno di afferrarci, simboli religiosi profanati e oggetto di preghiere  blasfeme, idoli pagani disseminati nei cunicoli. Tali eccessi sono resi magistralmente da un lavoro di illuminazione del motore grafico eccellente e dagli effetti sonori evocativi (soprattutto da urla, lamenti, orgasmi e sussurri).

Tanta “fatica” Per nulla?

Ma tutta la cura messa nel comparto grafico e sonoro non è stata applicata nel gioco vero e proprio. Agony fondamentalmente è un survival horror con elementi stealth abbastanza punitivo. Per assurdo sono proprio i (troppi) glitches del gioco che salvano la giocabilità. Quando si riuscirà a capire che sarà più facile cavarsela, le tediose fasi stealth saranno aggirate con molto piacere. I nemici saranno tutti abbastanza forti da ammazzarvi con un singolo colpo, ma si avrà la possibilità di far “trasmigrare” l’anima in altro corpo, per 3 volte (raccomandata l’opzione “possessione facile” per evitare un esaurimento nervoso). Dopo la terza “morte”, il gioco ci farà retrocedere in un checkpoint prestabilito e perdere anche più di 15 minuti di tempo giocato,  davvero frustrante! Fortunatamente, porte e scorciatoie già percorse rimarranno disponibili.

Ma è tutto così negativo?

No, perchè il gioco è una esperienza visiva e di gioco tutto sommato positiva. Il level design è molto gradevole e le mappe molto articolate. Sarà possibile raggiungere i nostri obbiettivi in diversi modi ostacolati  da enigmi ambientali e puzzle ben concepiti. Il fattore rigiocabilità è garantito dalla possibilità di affrontare il gioco come una  Succube che avrà abilità diverse rispetto al protagonista della storia principale. Da rivedere la modalità “Agonia” dove dovremo affrontare mappe generate casualmente.

Pro:

+ Una discesa agli inferi di sublime fattura

+ Musica ed effetti sonori immersivi

+ level design molto ispirato

Contro:

–  Il gioco potrebbe offendere la morale di alcuni

–  Difficile e punitivo

–  Troppi glitches 

Agony è disponibile dal 29 maggio per Windows Pc, Playstation 4 e XboxOne.

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Biografia Danilo Battista

Danilo Battista
Appassionato sin da piccolo della cultura giapponese, è stato rapito tanti anni fa da Goldrake e portato su Vega. Tornato sulla Terra la sua viscerale passione per l'universo nipponico l'ha portato nel corso degli anni a conoscere ed amare ogni sfumatura della cultura del Sol Levante. Su Senzalinea ha cominciato a scrivere di tecnologia e di cosplay. Da diverso tempo gestisce la sezione "Nerdangolo" ma ha promesso che un giorno, neanche tanto lontano, tornerà su Vega...

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