Al teatro Bellini il trionfo di Rossini con la Spellbound dance Company

Non conosco un’occupazione migliore del mangiare, cioè, del mangiare veramente. L’appetito è per lo stomaco quello che l’amore è per il cuore. Lo stomaco è il direttore che dirige la grande orchestra delle nostre passioni (G. Rossini)

Mauro Astolfi è sicuramente uno degli autori contemporanei maggiormente rappresentativi sulla scena europea. Impegnato come coreografo e didatta a livello trasversale, ha costruito un suo stile e un linguaggio gestuale originali e in costante rinnovamento, frutto di una personale elaborazione di diverse forme espressive del movimento contemporaneo. Dopo la lunga permanenza negli Stati Uniti fonda nel 1994 Spellbound dance Company. La spinta da sempre è stata nella direzione della coreografia intesa come evoluzione continua del movimento e pura gestualità che ha legato insieme in quel mix di energia , forza e virtuosismo che sono alla base del successo della sua compagnia , tanto da divenire negli anni un esempio e un punto di riferimento e ispirazione per diversi giovani coreografi emergenti. Questo spettacolo omaggia Gioacchino Rossini, l’uomo e il compositore, e da subito si comprende come la sua vita sia stata complessa , multiforme e articolata. Un artista che scrisse fin da giovanissimo opere liriche, buffe e serie, che raggiunse un grande prestigio ma che improvvisamente a soli 37 anni si ritirò dalle scene, un uomo cordiale, ironico amante della bella vita, del cibo, delle donne ma attanagliato dalla paura della morte, dalle malattie. Mauro Astolfi riesce a trascinarci nella sua mente,nello spettacolo raffigurata da un grosso armadio, unica scenografia, dove le porte, distinte e separate, rappresentano la sua memoria. Si aprono, si chiudono, contengono oggetti e persone, che appaiono e scompaiono prepotentemente, una memoria ricca e traboccante nella prima parte dello spettacolo, viva, piena di energia, ironia, sensualità, diventando più cupa nella seconda, non riuscendo più a contenere le malattie, le paure e “il mal di vivere”, come lui stesso in una lettera chiama la sua condizione mentale. Apre la rappresentazione questa figura nera dalla quale il giovane Rossini scappa, la sua danza è cupa ambigua, strisciante e subdola, si insinua sotto le coperte, nella testa del protagonista e nelle sue notti insonni,riuscendo alla fine ad avere la meglio. Diversa è quella degli altri protagonisti che rivela tutta la complessità della vita del compositore attraverso una danza sinuosa per le parti inferiori del corpo e scattosa in quelle alte, a voler sottolineare questa dicotomia che accompagna la vita dell’artista.

I Ballerini Maria Cossu, Maria Laterza, Giuliana Mele,Lorenzo Capozzi, Aurora Stretti, Pablo Girolamo, Caterina Politi, Giacomo Todeschi e Alice Colombo sono veramente bravi, ognuno mostra una splendida qualità dei movimenti, una tecnica forte, una preparazione eccellente e quando danzano insieme, nonostante la velocità e la complessità dei movimenti, sono in perfetta sincronia, un’eccellenza italiana, diretti da un ottimo regista e coreografo e accompagnati da una musica dirompente, travolgente, gioiosa in un “crescendo” che ti entra nel cuore.

“Mangiare, amare cantare e digerire sono i quattro atti di quell’ opera comica che è la vita”. (G.Rossini)

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Biografia Redazione

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