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Avengers: Infinty War – La recensione

Dieci anni dopo l’esordio con   il Marvel Cinematic Universe festeggia con il più bello, colossale, assurdo, divertente, devastante e sorprendente cinecomic mai girato: Avengers: Infinity War. Diretto dai fratelli Joe & Anthony Russo il 19° episodio del MCU è stato uno dei film più attesi dell’anno e ha pienamente soddisfatto le aspettative e potenzialmente riesce a saldare la posizione della saga nell’Olimpo del cinema. I film Marvel sono una garanzia, non di qualità, ma di soddisfacimento generale e di costanza.

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Dopo anni di nemici relativamente facili, arriva finalmente il Titano. Già apparso per veloci cameo in altri film, Thanos finalmente esce da dietro le quinte, pronto a completare il suo piano: raggruppare le sei Gemme dell’Infinito, per dimezzare tutti gli esseri viventi dell’universo e portare equilibrio. l’Ordine Nero, i suoi scagnozzi di fiducia, lo aiuta nell’impresa. E per fronteggiare una sfida sì titanica (perdonate il gioco di parole), gli Avengers dovranno raggruppare tutte le forze possibili, collaborando con i Guardiani della Galassia e il custode della Gemma del Tempo, Dr, Strange (grandi assenti: Occhio di falco Ant-Man, che già aspettiamo per il prossimo film del MCU). In sostanza, una ammucchiata di mazzate pesanti.

Il film ci farà saltare tra infiniti luoghi e infiniti personaggi, che si perdono e poi ritrovano, tutti impegnati a conseguire il proprio obiettivo, che però porteranno tutti, direttamente o indirettamente, a Thanos. Seppur il film possa avere qualche difetto, l’enormità e la difficoltà della costruzione è tale che rende il film probabilmente uno dei meglio riusciti del MCU. La narrazione è perfetta e salta da un gruppo di personaggi all’altro senza spezzare il ritmo, tenendo sempre alta la tensione, senza mancare di inserire i classici momenti umoristici marvelliani. Infinity War si potrebbe definire, nelle sue 2h40 di lunghezza, un  gargantuesco classico e bel film Marvel, dopo una successione di film che cercavano di uscire dalle righe (Black Panther e Thor: Ragnarok sono esempi lampanti).

Solo per una caratteristica non è il perfetto film Marvel: non è leggero, futile come può essere un qualsiasi film MCU nelle righe. Il finale si abbatte sullo spettatore come (mini spoiler anche se sta nel trailer) la luna che Thanos abbatte sugli Avengers. Nessun spettatore può uscire dalla sala cinematografica senza commentare, avanzare ipotesi e trepidare già per il prossimo Avengers.

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Biografia Julian Foster

Julian Foster
Viaggiatore incallito, musicista appassionato, amante di ogni forma di arte, impegnato nello studio delle lingue e letteratura straniere, sogna un futuro nel mondo accademico.

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