BOLLE, PROTOCOLLI, MERCATO, SORTEGGI: LA SURREALE SETTIMANA DEL NAPOLI, PIENA DI TUTTO TRANNE CHE DI CALCIO

Domenica di sosta per il campionato di Serie A, per consentire alle Nazionali di disputare le amichevoli e gli incontri di Nations League, utili in realtà solo a far viaggiare calciatori positivi al Covid-19 (vedi l’interista Skriniar ed i giocatori dell’Under 21, il cui match in Islanda è stato annullato ed il cui ritorno in patria è attualmente bloccato dalle autorità islandesi) ed a favorire dunque ulteriormente i contagi, come se ce ne fosse bisogno.

Domenica di riposo quindi anche per il Napoli, che però non ha giocato nemmeno la scorsa settimana, per motivi ormai noti: su esplicita (checché ne dica il Professor Agnelli) disposizione delle ASL Napoli 1 e 2, dovuta ai contatti intercorsi tra gli azzurri ed i numerosi giocatori del Genoa risultati positivi dopo la partita del San Paolo, la squadra partenopea non è potuta partire per Torino, chiedendo (inutilmente) il rinvio della partita contro la Juventus.

Nonostante l’interessantissima lezione tenuta su Sky dal Presidente bianconero, che ha spiegato alla platea adorante quanto fossero evidenti le colpe del Napoli che non aveva rispettato l’infallibile protocollo messo in piedi a Giugno per far ripartire il campionato, e dunque quanto fosse impossibile concordare il rinvio ed inevitabile la sconfitta a tavolino, dopo quasi una settimana di questa scontata condanna ancora non c’è traccia.

Il Giudice Sportivo infatti, essendo figura imparziale e soprattutto competente, sa bene che una disposizione di un’autorità pubblica (peraltro chiaramente e ripetutamente indicata come ente deputato alla sorveglianza sanitaria per il rischio-Covid) non può essere ritenuta meno vincolante di un protocollo attuato da un ente privato (la Lega Calcio): partendo, gli azzurri si sarebbero dunque macchiati di un reato penalmente rilevante.

Di conseguenza, il divieto (ribadito per iscritto a specifica richiesta del Napoli) di spostarsi e di infrangere il regime di isolamento fiduciario disposto dalle ASL per tutta la squadra, rappresenta chiaramente una causa di forza maggiore, che ha oggettivamente impedito al Napoli di giocare, e che quindi non rende gli azzurri punibili con lo 0-3.

Nonostante ciò, in questi giorni il club di De Laurentiis è finito comunque sotto la lente d’ingrandimento di un sistema che vorrebbe andare avanti a dispetto del Covid, delle ASL e della salute pubblica.

Giovedì infatti gli ispettori della procura federale hanno torchiato i dirigenti azzurri per capire se il protocollo è stato rispettato in ogni particolare, e se c’è quindi la possibilità di punire il Napoli almeno con un punto di penalizzazione, più (apparentemente) per creare un precedente che induca le ASL a soprassedere in futuro, che per effettive colpe dei partenopei.

Tutto ciò mentre al Milan i giocatori, dopo la positività di Ibrahimovic, davano feste con amici a casa, mentre all’Inter sono comparsi 5 positivi in una settimana, e mentre la “bolla” Juventina tanto beatificata dal barbuto presidente-cattedratico scoppiava in pochi giorni, con i giocatori che per andare in Nazionale abbandonavano l’isolamento fiduciario disposto per la positività di due dirigenti bianconeri, “costringendo” persino l’ASL di Torino a sbugiardare Agnelli, ed a segnalare alla Procura l’ipotesi di reato penale.

Di ispettori federali a Milanello, ad Appiano Gentile ed a Vinovo, però, nemmeno l’ombra (anche se pare che sul caso-Juve sia stato almeno aperto un fascicolo): questo evidente utilizzo di pesi e misure diversi, unito all’imbarazzante sceneggiata messa in piedi domenica per enfatizzare l’assenza del Napoli e la necessità di punirlo con la sconfitta a tavolino, lasciano una sensazione di disgusto persino superiore a quella che i tifosi azzurri provarono ammirando l’arbitraggio di Orsato in Inter-Juventus del 28 Aprile 2018.

Gli eventi legati a Juventus-Napoli hanno distolto l’attenzione da altre novità molto interessanti: ad esempio, venerdì scorso sono stati sorteggiati i gironi di Europa League, in cui gli azzurri erano teste di serie.

La squadra di Gattuso è stata inserita nel girone F, insieme agli spagnoli della Real Sociedad, ai croati del Rijeka ed agli olandesi dell’AZ Alkmaar: esordio previsto il 22 Ottobre contro questi ultimi al San Paolo.

Nessuno scoglio insuperabile per il Napoli, dunque, anche se come spesso è capitato in passato il sorteggio non è stato particolarmente benevolo per i partenopei, visto che pescare un’esponente del calcio iberico ed una rappresentante del campionato “orange” non è il meglio che potesse capitare, a fronte di molte compagini ancora più deboli presenti nell’urna di Nyon.

Lunedì scorso inoltre, nel pieno post-(non)-partita di Torino, si è anche chiuso il calciomercato, con l’ottimo colpo piazzato dal Napoli sul filo di lana passato quasi sotto silenzio: dal Chelsea infatti è arrivato Tièmouè Bakayoko, il centrocampista muscolare e dinamico di cui gli azzurri avevano bisogno come il pane.

Con l’acquisto del francese di origini ivoriane, già agli ordini di Gattuso al Milan due anni fa, il Napoli infatti completa il reparto, garantendo i chili ed i centimetri finora mancanti, e permettendo al tecnico calabrese di schierare la squadra sia con il 4-3-3 che con il 4-2-3-1.

Non è arrivato il tanto sospirato terzino sinistro, ed a questo punto non resta che augurarsi il pieno recupero di Ghoulam: l’esterno algerino è infatti rimasto, così come Kalidou Koulibaly, per il quale non è arrivata l’offerta-monstre che De Laurentiis pretendeva per lasciarlo partire.

Resta qualche inevitabile dubbio sul rendimento che il centrale senegalese saprà garantire in questa stagione, vista la pessima annata appena conclusa, ma conoscendo lo spessore umano e professionale del ragazzo c’è decisamente di che essere ottimisti.

Se il mercato azzurro non è stato un successo dal punto di vista finanziario, con tanti esuberi rimasti a libro paga (Milik e Llorente su tutti) e con la cessione di qualche big prevista per far cassa e poi saltata, è però vero che Giuntoli ed AdL consegnano a Gattuso una squadra forte, con molte alternative di qualità in ogni reparto, e con la possibilità di utilizzare diverse varianti tattiche.

Anche le lacune di carattere fisico sembrano essersi molto ridotte, grazie agli arrivi di Bakayoko, Rrahmani e Petagna, che da sicuro partente è diventato una pedina di indubbia utilità per il prosieguo della stagione.

Insomma, sulla carta il Napoli sembra in grado di regalare a sé stesso ed ai suoi tifosi un’annata intrigante: peccato che il contesto attorno agli azzurri, pieno di incompetenza e di squallidi giochetti di potere, continui a fare di tutto per spegnere qualsiasi entusiasmo.

 

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Biografia Jacques Pardi

Jacques Pardi
La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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