CHAMPIONS LEAGUE, ULTIMA CHIAMATA PER IL NAPOLI: A BERGAMO 30 ANNI FA IL “GIALLO DELLA MONETINA”

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Il Napoli ingrana la quinta: tante sono infatti, dopo il successo contro la Spal al San Paolo di domenica scorsa, le vittorie consecutive in campionato per gli uomini di Rino Gattuso.

Risultato mai in discussione contro gli estensi di mister Di Biagio, dominati più di quanto non dica il 3-1 finale firmato da Mertens, Callejon e Younes  (gol del futuro centravanti azzurro Petagna per i ferraresi).

Senza contare il pareggio contro il Barça in Champions League ed il magico percorso in Coppa Italia, concluso con la conquista del trofeo ai danni della Juventus, per il Napoli sono 7 le vittorie nel girone di ritorno a fronte di 2 sole sconfitte: le meno pronosticabili, contro Fiorentina e Lecce in casa.

Gli azzurri, con 21 punti, sono secondi in classifica dopo il giro di boa: meglio di loro, a quota 22, solo l’Atalanta dei miracoli, protagonista di un campionato stellare e già qualificata ai quarti di Champions League.

E’ proprio a Bergamo che giovedì Insigne e compagni si giocheranno le residue chance di conquistare il quarto posto, ultimo utile per la qualificazione in Champions, provando a battere gli orobici ed a ridurre il comunque notevole distacco di 12 punti.

Non sarà facile, sia perché la squadra di Gasperini è anche (insieme al Napoli) la più in forma in questa ripartenza post-coronavirus, sia perché lo stadio “Atleti Azzurri d’Italia” è tradizionalmente campo assai ostico per i partenopei: nei 48 precedenti giocati in Lombardia, infatti, sono solo 10 le vittorie degli azzurri, battuti 20 volte con 18 pareggi.

Di questi 10 successi ben 4 sono arrivati durante l’era De Laurentiis, e sempre curiosamente d’inverno: il 2-0 del giorno della Befana del 2010 siglato da Quagliarella (con un eurogol dei suoi) e da Pazienza, il 3-1 del 20 Dicembre 2015 con doppietta decisiva di Higuain dopo il rigore di Hamsik, l’1-0 firmato Mertens del 21 Gennaio 2018 ed il 2-1 del 3 Dicembre dello stesso anno, con stoccata di Milik a tempo quasi scaduto.

La prima sfida dopo il ritorno in serie A degli azzurri ebbe però un esito molto diverso: il 2 Dicembre 2007 i nerazzurri si imposero con un perentorio 5-1.

Contro il Napoli, con la maglia dell’Atalanta, si è spesso scatenato un ex beniamino dei tifosi partenopei: il “Tanque Denis” ha realizzato ben 4 reti a Bergamo contro la sua vecchia squadra, di cui 2 nel netto 3-0 del 2 Febbraio 2014.

Nelle altre due occasioni il Napoli è riuscito a rimediare allo svantaggio siglato dal centravanti argentino, entrambe le volte allo scadere o quasi: il 26 Novembre 2011 ci pensò il Matador Cavani a raddrizzare la partita al novantesimo, mentre il 29 Ottobre 2014 Gonzalo Higuain non solo realizzò il pareggio a 5 minuti dalla fine, ma ebbe anche il tempo di sbagliare un rigore nei minuti di recupero (triste prequel di un film horror che si sarebbe rivisto all’ultima giornata di quell’infausto campionato, contro la Lazio).

ANSA/ PAOLO MAGNI

L’1-1 appena descritto è anche l’ultimo pareggio registratosi tra le due squadre a Bergamo, mentre l’ultima vittoria Atalantina è l’1-0 del 2 Ottobre 2016 firmato da Andrea Petagna, un altro centravanti con il Napoli nel destino.

Tra le altre 6 vittorie conseguite dal Napoli a Bergamo in Serie A ci sono i due successi ottenuti negli anni dei due scudetti azzurri, entrambi importantissimi ma molto diversi tra loro.

L’1-0 dell’8 Marzo 1987, giunto a 30 anni di distanza dal precedente blitz partenopeo in Lombardia, fu infatti deciso da un gol di Bruno Giordano, bravissimo a spizzare in rete un corner di Caffarelli.

Lo stesso Giordano pochi mesi più tardi avrebbe firmato il gol partita nello stesso stadio, nella finale di ritorno di Coppa Italia, già ipotecata dagli azzurri dopo il 3-0 rifilato agli orobici all’andata.

La vittoria dell’8 Aprile 1990 fu invece ricca di polemiche e viene ricordata ancora adesso, come dimostrano le recenti dichiarazioni dell’ex centravanti del Milan Van Basten: la partita, finita 0-0 al termine dei 90 minuti, fu tramutata in uno 0-2 a tavolino dal giudice sportivo, per via del celebre “giallo della monetina” lanciata dagli spalti dello stadio bergamasco, che colpì alla testa il centrocampista azzurro Alemão costringendolo a lasciare il campo.

Di quell’episodio, secondo molti cruciale nel duello-scudetto tra gli azzurri ed i rossoneri di Silvio Berlusconi, si è lungamente discusso, dimenticando troppo spesso però che i partenopei si aggiudicarono il titolo con due lunghezze di vantaggio, rendendo ininfluente il punto guadagnato a tavolino dal Napoli a Bergamo e sterili tutte le polemiche sollevate dai milanisti (che ebbero comunque l’effetto di far modificare la regola della vittoria a tavolino, in vigore da decenni).

Ironia della sorte, Alemão è uno dei più importanti “doppi ex” di Atalanta e Napoli, visto che dopo i 4 anni trascorsi in azzurro il centrocampista brasiliano giocò 2 stagioni tra le fila orobiche, prima di fare ritorno in patria.

L’ultimo successo antecedente alla gestione De Laurentiis risale a ben 25 anni fa: nel 3-1 ottenuto dalla truppa di Boskov il 17 Settembre 1995 contro l’Atalanta di Christian Vieri, il gol del vantaggio del Napoli (per l’occasione in maglia gialla) fu realizzato da Carmelo Imbriani, all’epoca giovane prodotto del vivaio partenopeo, che ci ha lasciato troppo presto per via di un male incurabile.

E’ bello oltre che doveroso ricordare, prima di un Atalanta-Napoli, una vittoria firmata da un meraviglioso ragazzo originario di Benevento, legatissimo anche ai colori giallorossi, proprio nella settimana in cui gli “stregoni” festeggiano il ritorno in Serie A.

Una risalita accolta con simpatia da tutti i tifosi napoletani, che confidano nell’aiuto di Maggio e compagni per combattere lo strapotere calcistico del Nord, di cui ormai l’Atalanta è degnissima esponente tanto quanto Milan, Inter e Juventus.

E’ anche per via di questa eterna rivalità “territoriale” che un successo a Bergamo giovedì, anche se difficilmente potrà risultare decisivo in ottica Champions, avrebbe comunque un gusto particolarmente dolce.

 

 

 

 

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Biografia Jacques Pardi

Jacques Pardi
La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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