EUROPA LEAGUE, SI PARTE: PER IL NAPOLI C’E’ L’AZ ALKMAAR, OLANDESI DECIMATI DAL COVID

E’ un Napoli scintillante quello che si presenta ai nastri di partenza dell’Europa League 2020/2021.

Gli azzurri affrontano stasera (ore 19) la prima partita del Girone F contro gli olandesi dell’AZ Alkmaar dopo lo strepitoso 4-1 inflitto all’Atalanta di Gasperini, giunta al San Paolo a punteggio pieno ed indicata come una delle più serie candidate allo scudetto.

I nerazzurri, capaci solitamente di produrre calcio-spettacolo e gol a grappoli, sono stati letteralmente annichiliti dagli azzurri, che nel primo tempo non solo hanno segnato 4 gol e creato altre numerose occasioni da rete, ma hanno anche totalmente annullato il temibile attacco orobico, con Zapata, Ilicic e Gomez incapaci di rendersi pericolosi in alcun modo.

La strada da seguire per mister Gattuso sembra ormai segnata: sarà difficile che il tecnico calabrese rinunci, in futuro, al 4-2-3-1 tutto accelerazioni e verticalizzazioni, che sta regalando agli azzurri una prolificità smarrita lo scorso anno (12 gol in 3 partite).

Grande merito va dato soprattutto ad Osimhen, in grado di devastare le difese avversarie con i suoi scatti continui, ed a Lozano, capocannoniere del campionato con due doppiette in 3 match, che sta rapidamente facendo ricredere i suoi numerosi detrattori, dando ragione a quei pochi convinti che il messicano avesse solo bisogno di tempo e di essere utilizzato nel suo ruolo naturale di esterno.

Il nuovo modulo ha, fin qui, comunque garantito un’eccellente tenuta difensiva, frutto dell’ottimo lavoro in fase passiva dei 4 attaccanti e del supporto dei terzini (soprattutto Hysaj) ai due difensori centrali, Manolas e Koulibaly, apparsi in grande forma e con un’intesa sempre più affinata.

La chiave di volta che ha permesso al Napoli di non perdere equilibrio nonostante 4 punte in campo è, però, senza dubbio rappresentata dalla presenza in mediana di Bakayoko, capace con la propria fisicità di coprire grandi zone di campo e di schermare efficacemente la difesa: al suo fianco Fabian Ruiz è sembrato decisamente più a suo agio, potendo agire in spazi più ampi e con ritmi di gioco a lui più congeniali.

Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images

Ovviamente la rosa a disposizione di Gattuso gli consentirà di poter continuare ad utilizzare due punte “vicine” mandando in campo un numero maggiore di centrocampisti, magari inserendoli sugli esterni nelle gare in cui sarà necessario un atteggiamento più prudente.

Difficile, però, che questo avvenga già stasera, visto che a centrocampo mancheranno nuovamente Zielinski ed Elmas, non ancora guariti dal Covid: si rivedrà invece Insigne, che ha svolto regolarmente gli allenamenti in gruppo da inizio settimana, ma è probabile che il capitano azzurro parta dalla panchina.

Potrebbero comunque trovare spazio i giocatori fin qui meno utilizzati, ovvero Rahmani, Demme, Lobotka e Petagna: sarà interessante, in ottica futura, vedere se al fianco dell’ex SPAL sarà schierato Mertens, oppure verrà proposta la coppia “pesante” con l’impiego di Osimhen.

Nonostante l’entusiasmo per questo Napoli sia in rapida crescita, gli azzurri affronteranno la partita di stasera con una certa apprensione: colpa, anche stavolta, del Coronavirus, che ha letteralmente decimato l’AZ Alkmaar, costretto a lasciare a casa ben 13 calciatori risultati positivi, e giunto a Napoli con solo 17 giocatori utilizzabili.

La UEFA non ha preso minimamente in considerazione l’idea di un rinvio, visto che il numero minimo di giocatori utilizzabili da protocollo è di 13 unità, ma la preoccupazione degli azzurri è legittima: il timore che tra gli olandesi si nascondano altri atleti contagiati, non ancora individuati dai tamponi, non è immotivato, visto il precedente del Genoa vissuto sulla propria pelle dai giocatori partenopei.

Si gioca, comunque: non resta che augurarsi che tutto fili liscio sul fronte “sanitario”, e che il Napoli riesca a concentrarsi solo sul campo, per partire con il piede giusto in una competizione per la quale gli azzurri, viste le concorrenti presenti nel tabellone, hanno concrete possibilità di competere fino in fondo.

 

 

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Biografia Jacques Pardi

Jacques Pardi
La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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