Fantasmi a Napoli (Parte 17)

La leggenda di Ciccio e le janare

Un’antica leggenda racconta la storia di Franco, un giovane pescatore di Meta di sorrento, molto amato da tutti per il suo carattere sempre allegro. Franco, ma tutti lo chiamavano“Ciccio”, (e nessumo sa il perché) passava il suo tempo libero a cantare, e ogni giorno, di buon mattino, saliva sulla sua barca di legno e remando remando andava a lavorare, rientrava la sera mettendo la barca a riva, la copriva con un grande telo bianco e sempre fischiettando se tornava a casa.  Un giorno però, arrivato alla spiaggia di Alimuri, dove era solito lasciare la sua barca la sera, non la trovò e fu costretto ad allontanarsi più di 200 metri prima di trovarla. L’accaduto gli apparve subito molto strano, pero’pensò ad uno scherzo di qualche amico, ma la preoccupazione arrivò quando per 3 giorni consecutivi si verificò lo stesso spostamento della barca. Ciccio infastidito da questo fatto antipatico decise di nascondersi nella barca sotto al telone per aspettare e cogliere sul fatto i burloni che secondo lui ogni notte si prendevano gioco di lui. Ma la sorpresa lo lascio sgomento; non erano i suoi amici che prendevano la barca e poi la spostavano bensì sette donne vestite di bianco, molto simili a quelle che all’epoca venivano chiamate “janare“, delle vere e proprie streghe, bruttissime e con i capelli arruffati e con unghie lunghissime e ricurve. Senti’ quella che doveva essere la capogruppo dare ordine di partire con una cantilena cadenzata: “Ralle, ralle, mastu Giuseppe, invece ‘e seje simme sette”. La barca pero’non si mosse, il numero di viaggiatori doveva essere dispari ma con Ciccio nascosto in barca erano 8. Ripeterono la nenia altre volte fino a che Una strega del gruppo se ne accorse, e lo fece notare a tutte. Immediatamente, tutte insieme lo pestarono così forte fino a lasciarlo svenuto sulla riva mentre la sua barca volava via. Al mattino seguente Ciccio fu ritrovato da un amico, che vedendolo in quello stato lo portò a casa e lo mise a letto. Il giovane pescatore raccontò quello che gli eta accaduto,ma nessuno gli credette,anzi in paese tutti iniziarono a prendersi beffa di lui. Solo dopo molto tempo vedendo che non riusciva più a guarire e a ritrovare l’allegria, iniziarono a credergli e da quel giorno fu soprannominato da tutti “Ciccio ‘o stuorto”.Oggi se un pescatore ritrova la sua barca in un luogo diverso da dove l’aveva lasciata la sera prima, si fa il segno della croce e dice le janare son tornate

Please follow and like us:

Biografia Luciana Pasqualetti

Luciana Pasqualetti
Fiorentina di nascita ma napoletana con il cuore. Appassionata di cucina, storie e racconti su Napoli. Entusiasta per tutto ciò che è antico, non disdegnando il nuovo. Ama la puntualità e non sopporta l'approssimazione.

Check Also

DELITTI ED EROS DELLE SUORE RIBELLI DEL MONASTERO DI SANT’ARCANGELO A BAIANO

Il monastero di Sant’Arcangelo a Baiano, storico ex edifico di culto del centro storico di Napoli, è …