martedì , 21 Gennaio 2020

IL NAPOLI AD UDINE PER USCIRE DALLA CRISI, TANTI EX E TANTI GOL NEI PRECEDENTI IN FRIULI

Se il pareggio di Anfield Road aveva illuso i tifosi azzurri, convinti che il peggio fosse alle spalle, il pesantissimo k.o. interno di domenica pomeriggio con il Bologna è stata un’autentica doccia scozzese per l’ambiente, in primis per mister Ancelotti.

Il tecnico del Napoli a fine partita ha criticato senza mezzi termini la squadra per la pessima prestazione offerta, e  lunedì mattina dopo un’infuocata riunione con i suoi calciatori ha disposto il ritiro fino alla partita di sabato pomeriggio (ore 18) alla Dacia Arena di Udine contro i bianconeri di mister Gotti, ex vice dell’esonerato Tudor.

La speranza è che ci sia ancora unità di intenti tra allenatore e giocatori, ma la sfida sarà comunque dura, anche perché i friulani sono alla disperata ricerca di punti-salvezza dopo l’ennesima sconfitta rimediata all’Olimpico contro la Lazio.

Nemmeno il computo dei precedenti nelle trasferte a Udine è confortante per gli azzurri, sconfitti in 13 delle 37 partite disputate in serie A e corsari solo in 7 occasioni.

Le sfide in terra friulana tra Udinese e Napoli hanno spesso regalato spettacolo e tante reti, anche quando la sfida è terminata in pareggio.

Basti pensare al 2-2 con il quale si concluse il match del 12 Maggio 1985, quando Maradona siglando una doppietta vinse il confronto a distanza con l’altro fuoriclasse in campo, il brasiliano dell’Udinese Zico.

Un altro sudamericano, in tempi più recenti, firmò una doppietta in un 2-2 tra le due squadre: stiamo parlando del Matador Cavani, che dopo aver fallito un rigore, segnò due volte (una su punizione) nei minuti finali regalando il pareggio al Napoli di Mazzarri il 18 Marzo 2012.

Un altro 2-2 con due gol segnati nei minuti finali si rivelò di fondamentale importanza per il cammino del Napoli di Bigon verso il secondo scudetto: il 14 Gennaio 1990 furono Maradona su rigore e il difensore Corradini, in pieno recupero, a regalare un punto preziosissimo ai partenopei impegnati in un testa a testa mozzafiato con il Milan.

Anche le vittorie del Napoli in terra friulana sono spesso state rotonde nel punteggio, come il 3-0 del 1 Febbraio 1987, con il quale il Napoli tenne a distanza gli avversari nel suo percorso verso il primo storico tricolore.

Anche stavolta Maradona lasciò il segno, segnando una doppietta, mentre il terzo gol fu firmato da Fernando De Napoli.

I partenopei si sono imposti con il medesimo punteggio anche nell’ultima sfida giocata nella ormai rinnovata Dacia Arena: il 20 Ottobre le marcature furono aperte dal primo gol in maglia azzurra del centrocampista spagnolo Fabian Ruiz con uno splendido destro a giro.

Un punteggio ancora più largo, 5-0, caratterizzò la prima vittoria del Napoli di Aurelio de Laurentiis al ritorno in serie A, colta proprio ad Udine, ed anche in questo caso ci fu il primo gol in campionato in maglia azzurra di un giocatore destinato ad entrare nei cuori dei tifosi partenopei, ovvero il “Pocho” Lavezzi; di Zalayeta (doppietta, anche per lui primi gol con il Napoli), di Domizzi e del “Pampa” Sosa (ex di giornata) le altre reti.

L’ultima sconfitta in terra friulana rappresenta un ricordo particolarmente amaro per il Napoli: il 3 Aprile 2016 gli azzurri, ancora in corsa per lo scudetto, caddero sotto i colpi di Bruno Fernandes e dell’ex Zapata, dicendo in pratica addio al sogno tricolore.

A nulla valse il gol del momentaneo pareggio di Higuain, espulso nel finale e venuto quasi alle mani con l’arbitro Irrati, che quel pomeriggio assegnò anche due rigori contro i partenopei.

Tantissimi giocatori hanno vestito le maglie di entrambe le squadre, sia negli anni ’80 e ’90 (Carnevale, Bertoni, Mauro) che nell’era post-fallimento, quando il presidente De Laurentiis affidò la ricostruzione del Napoli a Pierpaolo Marino, già dirigente degli azzurri nell’anno del primo scudetto, ma a quei tempi Direttore Generale proprio dei friulani.

   

Oltre al già citato Pampa Sosa, a Domizzi ed a Pazienza ricordiamo soprattutto Fabio Quagliarella, bomber di Castellammare di Stabia acquistato dai bianconeri nel 2009 ma protagonista di un solo anno in maglia azzurra, e Gokhan Inler, strappato a suon di miliardi all’Udinese nel 2011 e vincitore con il Napoli di due coppe Italia e di una Supercoppa Italiana.

Anche oggi nella rosa del Napoli figurano ex bianconeri: oltre ai portieri Meret e Karnezis ed al centrocampista Zielinski (poche presenze da giovanissimo con l’Udinese per lui) spicca il nome di Allan, che in Friuli si è fatto apprezzare per le doti di combattente che spinsero il Napoli ad acquistarlo nell’estate del 2015.

 

Proprio Allan, probabile assente sabato per un infortunio rimediato a Liverpool, è stato tra i protagonisti dell’ammutinamento post-Salisburgo che ha dato il via al periodo nero.

La speranza è che il ritiro serva a ricompattare il gruppo, così come avvenne 35 anni fa proprio alla vigilia di un match contro l’Udinese (da giocare però al San Paolo), quando a Vietri sul Mare Maradona, Bagni e compagni misero da parte i dissapori e strinsero un patto d’acciaio per uscire dalla crisi.

Allora le cose si misero per il verso giusto: il giorno della Befana del 1985 il Napoli vinse contro l’Udinese per 4-3 e si tirò fuori dalla zona retrocessione finendo la stagione in crescendo.

Non resta che augurarsi che anche stavolta il ritiro pre-Udinese sia il primo passo verso un nuovo inizio.

 

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Biografia Jacques Pardi

Jacques Pardi
La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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