IL NAPOLI SFIDA LA LANCIATISSIMA LAZIO ALL’OLIMPICO, DOVE “O’ SURDATO ‘NNAMMURATO” DIVENNE L’INNO DEL TIFO AZZURRO

Prosegue il Gennaio di ferro del Napoli, che dopo aver regalato, da perfetta “Befana”, 3 gol e 3 punti all’Inter di Conte nella notte dell’Epifania, va a far visita (stasera ore 18) alla sorprendente Lazio di mister Simone Inzaghi, terza in classifica e reduce da ben 9 vittorie consecutive in campionato, oltre che dalla conquista della supercoppa italiana contro la Juventus in Arabia Saudita.

Anche stavolta, così come accaduto con i nerazzurri (passati al San Paolo dopo più di 22 anni), la squadra di Gattuso dovrà vedersela pure con la “legge dei grandi numeri”, visto che il Napoli ha battuto la Lazio a domicilio nelle ultime sei occasioni.

Anche il bilancio complessivo dei 63 incontri disputati a Roma in serie A non è affatto negativo per gli azzurri, che si sono imposti 18 volte a fronte di 26 vittorie laziali e di 19 pareggi.

L’ultima vittoria del Napoli coincide con l’esordio in panchina dell’ormai ex tecnico azzurro Carlo Ancelotti, che guidò i suoi alla vittoria in rimonta per 2-1 (gol di Milik ed Insigne dopo l’iniziale rete di Immobile) alla prima giornata dello scorso campionato, il 18 Agosto 2018.

Nelle due stagioni precedenti sono arrivate le vittorie più larghe di questo recente filotto, tra l’altro entrambe nel 2017: il 9 Aprile finì 3-0 con le firme di Callejon ed  Insigne (doppietta), mentre il 20 Settembre il Napoli si impose per 4-1 grazie ai gol di Koulibaly, Callejon, Mertens ed al rigore di Jorginho; indimenticabile la rete di Dries, un fantastico pallonetto da posizione defilata al limite dell’area, dando quasi le spalle alla porta.

 

Oltre che di Callejon e di Insigne, la Lazio è stata una delle vittime preferite di Gonzalo Higuain in maglia azzurra: il centravanti ex Real Madrid mise a segno una doppietta nel 4-2 del 2 Dicembre 2013, siglò il gol vittoria il 18 Gennaio 2015, ed aprì le marcature nel 2-0 del 3 Febbraio 2016.

 

L’ultimo pareggio registrato all’Olimpico fu regalato al Napoli da un altro argentino, il difensore azzurro Hugo Campagnaro che il 9 Febbraio 2013 firmò nel finale, con una splendida conclusione al volo su calcio d’angolo, la rete dell’1-1 dopo il vantaggio laziale di Floccari.

Un altro 1-1 fu firmato da un argentino ben più illustre, ovvero Diego Armando Maradona, che il 14 Ottobre 1984 mise a segno il gol del pareggio (prima rete in trasferta in campionato con la maglia del Napoli) con un preciso sinistro di prima, dopo una combinazione volante con il connazionale Bertoni.

In quella Lazio militava quello che può essere considerato il più illustre tra i doppi ex delle due squadre, ovvero il bomber Bruno Giordano, che l’anno dopo sarebbe passato al Napoli dopo essere stato un’autentica bandiera biancocelesete, e che insieme a Maradona avrebbe guidato gli azzurri alla conquista del primo storico scudetto partenopeo nel 1987.

L’ultima vittoria della Lazio risale al sabato di Pasqua del 2012, quando gli aquilotti si imposero per 3-1 con le reti di Candreva, Mauri (spettacolare gol in rovesciata) e Ledesma su rigore, rendendo inutile il momentaneo pareggio firmato dall’ex Goran Pandev.

Negli anni ’90 l’andamento delle sfide tra azzurri è biancocelesti è stato diametralmente opposto, con la squadra stellare costruita (a suon di debiti) dal presidente Cragnotti che ha spesso costretto i partenopei a magre figure, come il 5-1 del 15 Ottobre 1994 che costò la panchina azzurra al tecnico Vincenzo Guerini, o come il 3-0 del 20 Marzo dello stesso anno, con il quale la Lazio di Dino Zoff battè il Napoli di Marcello Lippi, sceso in campo con una inedita (e mai più utilizzata) divisa granata con maniche azzurre, molto simile a quelle delle squadre inglesi del West Ham e dell’Aston Villa.

In quel periodo caratterizzato da un evidente differenza di valori tra le due squadre, ebbe quasi del miracoloso la vittoria ottenuta il 7 Gennaio 2001 dal Napoli di Mondonico contro la Lazio Campione d’Italia, allenata da Eriksson che poteva contare su fuoriclasse del calibro di Veron, Nedved, Nesta e Crespo.

Gli azzurri, che sarebbero retrocessi qualche mese dopo, sorpresero i fortissimi avversari e si imposero per 2-1 con una rete di Nicola Amoruso ed uno strepitoso autogol del terzino biancoceleste Pancaro, un sinistro al volo di rara potenza e precisione su innocuo cross di Saber che non lasciò scampo al povero compagno di squadra, il portiere Peruzzi, infilandosi sotto la traversa.

La sfida di stasera chiuderà il girone di andata del Napoli, esattamente come accadde 30 stagioni fa: il 30 Dicembre 1989 gli azzurri di Maradona, come spesso capitava in quegli anni, tornarono distratti ed appesantiti dalla sosta natalizia e furono sconfitti per 3-0 dai laziali, trascinati dal carneade brasiliano Amarildo, autore di una doppietta, e da Pin; da notare che quella partita fu giocata allo stadio Flaminio per l’indisponibilità dell’Olimpico, in fase di ristrutturazione in vista dei Mondiali di Italia ’90.

Una vittoria azzurra contro la Lazio all’Olimpico che i tifosi partenopei ormai non più giovanissimi ricordano con gioia è l’1-0 firmato da  Boccolini il 7 Dicembre 1975, che lanciò gli azzurri da soli al comando della classifica: i tantissimi sostenitori del Napoli presenti, per celebrare la vittoria, intonarono “ò surdato nnammurato”, che da quel giorno diventò l’inno da cantare in occasione delle vittorie più esaltanti, come è puntualmente accaduto per più di 40 anni.

www.laziowiki.org

E’ triste ricordare un episodio a testimonianza del legame profondo tra squadra e tifoseria, proprio in un momento nel quale invece, complici l’astio nei confronti del presidente, i risultati deludenti (per la prima volta dopo tanti anni, è bene ricordarlo) e le contestazioni al regolamento d’uso del San Paolo, il Napoli è stato di fatto abbandonato dai propri sostenitori.

Non resta che augurarsi che il buon senso di tutti, e un’inversione di tendenza nel rendimento degli azzurri, possano riaccendere la fiamma della passione nel pubblico e farlo tornare a fianco della squadra, che mai come in questo momento ha assoluto bisogno del supporto dei suoi tifosi.

 

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Biografia Jacques Pardi

La laurea in ingegneria gli ha fatto perdere i capelli ma non le tante (troppe?) passioni, dallo sport (soprattutto il Napoli, calcio e basket, ma più che di passione qui parliamo di...malattia), al cinema, dalla musica alle serie tv, fino (inevitabilmente) ai fumetti. La moglie e le due figlie queste passioni spesso le supportano, altrettanto spesso le...sopportano. Un autentico e fiero "nerd partenopeo" insomma, incurante dell'età che avanza, con un sogno nel cassetto: scrivere di quello che ama

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