IL PALO E IL CATENACCIO ROSSONERO FERMANO IL NAPOLI

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Posticipo serale tra il Napoli e il Milan: azzurri alla ricerca del primato, Milan che sogna il terzo posto. Promettono battaglia i diavoli (?) di Mihajlovic, in realtà fin dall’inizio il canovaccio è definito, Napoli all’attacco e Milan in difesa ad oltranza.

Manca un po’ di lucidità all’undici di Sarri, specie nei giocatori determinanti come Hamsik, che ha bisogno di riposo, Higuain e Insigne. Per vedere le prime occasioni bisogna aspettare una ventina di minuti: ci prova due volte Callejon, la prima volta con un tiro centrale parato da Donnarumma e la seconda con un inserimento bellissimo su assist di Higuain con palla fuori. E’ un po’ lenta la manovra azzurra, seppur continua, il Milan non supera praticamente mai la metà campo. Ci prova Higuain che si fa rimpallare da Alex due volte. Passa il Napoli al minuto 39: un tiraccio di Insigne viene deviato e finisce alle spalle di Donnarumma che fino a quel momento si è fatto notare solo per le perdite di tempo al momento dei rinvii. Sembra che la ruota sia ricominciata a girare nel verso giusto per i partenopei, ma cinque minuti dopo un innocuo cross di Honda si trasforma in assist per Buonaventura anche per mezzo della sfortunata deviazione di Koulibaly: l’esterno rossonero batte Reina sul primo palo. Gelato il San Paolo e il Milan ritira il suo immeritatissimo premio.

Nella ripresa il Napoli prende ad attaccare subito e il Milan va in trincea. Pur non soffrendo troppo, i rossoneri per oltre mezz’ora non superano mai la metà campo.

Sarri (che sarà espulso per proteste) inserisce Mertens per Callejon: il folletto belga timbra un palo clamoroso su assist di Hisay con il portiere rossonero battuto. Ci prova sempre il Napoli, anche se non sempre con la dovuta lucidità. Gli esterni spingono anche perché hanno ben poco da difendere. Su cross di Ghoulam, Higuain sfiora il palo in girata. Entra anche Gabbiadini per uno sfinito Allan e qui il Milan prende aria: il centrocampo azzurro è sgombro e i rossoneri abbozzano un paio di contropiedi, riuscendo a rendersi quasi pericolosi per due volte con Niang. Tra le fila rossonere nel finale in campo i redivivi Menez e Balotelli per l’inguardabile Bacca (divorato da Albiol) e Niang (giusto un po’ meglio del suo compagno di reparto, ma sempre in soggezione tecnica e fisica contro Koulibaly). El Kaddouri prende il posto di un Insigne in calo, riequilibrando un po’ la squadra: il marocchino manca il gol vittoria al novantesimo, sparando a salve su Donnarumma dopo una bella azione sulla destra di Mertens.

Finisce uno a uno: un punto a testa che serve a poco ad entrambe e squadre, nonostante il Milan lo festeggi come una vittoria. Il San paolo tributa comunque un applauso ai propri beniamini che ci hanno provato fino alla fine anche se un calo, fisiologico, sembra aver fatto capolino tra gli azzurri. Si resta a meno uno della Juventus (pari a Bologna con zero tiri in porta): alle spalle delle due battistrada vincono Fiorentina (3-2 a Bergamo, ora a meno 5 e prossima avversaria del Napoli), l’Inter (3-1 alla derelitta Samp di Montella) e la Roma (cinquina al malcapitato e sciagurato Palermo).

In vista dei prossimi due importantissimi impegni, Giovedì in casa al san Paolo contro il Villareal per ribaltare lo 0-1 del Madrigal e a Firenze lunedì sera, occorre ritrovare la brillantezza di due settimane fa, per tenere viva la sfida alla Juve e mortificare le velleità di rimonta delle altre pretendenti alla zona Champions.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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