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© 2022 Senzalinea testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli n. 57 del 11/11/2015.Direttore Responsabile Enrico Pentonieri
Salute & Benessere

IL PLACEBO: PUO’ VERAMENTE FUNZIONARE?

Luca Fontanella
Luca Fontanella 5 anni fa
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5 Min Lettura
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La stregoneria è sicuramente più antica della medicina. I primi approcci curativi creati dagli uomini erano basati su rituali magici atti ad esorcizzare il male che affliggeva il paziente. Fortunatamente con il passare del tempo le cose sono cambiate evolvendosi in meglio, con la nascita di Ippocrate cominciamo ad avvicinarci di più a quello che è il vero concetto di Medicina. Iniziano a farsi strada timidi approcci terapeutici basati comunque sulla valutazione degli effetti di una sostanza sull’organismo umano, ma ci sono voluti secoli sino ad arrivare a quello che oggi è la medicina: un sistema scientifico in cui si osserva nel modo più oggettivo possibile gli effetti positivi e negativi di molecole sull’organismo biologico per poterne sfruttare al massimo i benefici. Ancora oggi, però, in alcuni vi è molta sfiducia in tale sistema, valutando solo l’aspetto economico e gli introiti delle case farmaceutiche che immettono in commercio i farmaci. Le persone più diffidenti preferiscono curarsi con vecchi metodi tradizionali privi di qualsiasi forma scientifica. Alcun di questi metodi però in certe occasioni funzionano, capiamo come sia possibile parlando dell’effetto placebo.

Il placebo è una terapia o una sostanza, priva di principi attivi specifici, cioè di una molecola che abbia dimostrato un effettivo meccanismo d’azione su una patologia. La stato di salute del paziente potrebbe anche migliorare in seguito ad assunzione di placebo, a condizione che il paziente riponga fiducia in tale sostanza o terapia. Questo miglioramento indotto dalle aspettative positive del paziente è detto effetto placebo.

Spesso si considerano i placebo sostanze innocue, ma possono causare sia effetti positivi  che negativi. Quando l’aspettativa riguarda la comparsa di un effetto avverso, tale effetto viene definito nocebo.

L’effetto placebo è quindi un effetto soggettivo alla sostanza assunta e l’ampiezza della risposta varia in base a diversi fattori quali:

  • Fiducia del medico: la capacità del medico di caricare ed enfatizzare in senso positivo gli effetti di una sostanza.
  • Certezza delle convinzioni del paziente: la convinzione personale del paziente che una determinata sostanza possa avere effetti positivi.
  • Tipo di placebo: anche il modo di somministrazione del placebo potrebbe avere i suoi effetti, ad esempio un farmaco iniettato ha più effetto placebo di quello assunto oralmente.

Non tutti rispondono ai placebo e non è possibile prevedere chi risponderà; non è completamente noto il meccanismo di azione di un placebo, anche perché dipendente da diversi fattori. I principali effetti del placebo sono interpretabili in termini psicologici. Il principale meccanismo di azione è infatti psicosomatico, in poche parole il sistema nervoso, in seguito all’attesa positiva ottenuta dall’assunzione di un farmaco attiva meccanismi neurovegetativi producendo endorfine, ormoni e neuromediatori in grado di modificare ad esempio la percezione del dolore o agendo su modifiche del circolo cardiovascolare o sul sistema immunitario. In alcune condizioni patologiche (ad esempio una forma influenzale), l’effetto placebo può anche corrispondere alla spontanea risoluzione della patologia, ma il soggetto potrebbe ritenere il placebo il responsabile del miglioramento clinico.

In poche parole, il placebo potrebbe essere inteso come un insieme di fattori extrafarmacologici capaci di indurre modifiche dei processi biologici grazie all’intervento sul sistema psichico.

Esistono condizioni patologiche che meglio rispondono all’effetto placebo, poiché la condizione patologica stessa presenta più forti caratteristiche psicosomatiche come ad esempio emicrania, insonnia o alcuni tipi di dolore.

A causa dell’effetto placebo che potrebbe presentare qualsiasi sostanza assunta da un individuo, ancora oggi durante il percorso di sperimentazione di una molecola con un determinato principio attivo specifico per una patologia nota, è importante escludere gli effetti placebo o nocebo della suddetta sostanza per dimostrarne l’efficacia effettiva.

In definitiva, il placebo non presenta meccanismi efficaci e dimostrabili per la cura di determinate patologie, ma potrebbe avere degli effetti palliativi e migliorare alcuni sintomi in particolare in quelle condizioni ricche di componenti psicosomatiche.

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Luca Fontanella Set 30, 2020
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Pubblicato da Luca Fontanella
Sportivo e dinamico, da sempre la sua passione è la medicina e lo dimostra con la dedizione e serietà che mostra nel suo lavoro con diverse pubblicazioni scientifiche e numerose partecipazioni come relatore a convegni scientifici nazionali e internazionali. Attualmente è Dirigente Medico di Primo Livello, presso il reparto di Medicina Interna ad indirizzo Cardiovascolare e Dismetabolico dell'A.O.R.N. Ospedali dei Colli, Monaldi, Napoli
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