IL VERSAMENTO PLEURICO

Attualmente si è terrorizzati dalla comparsa di sintomi quali tosse o dispnea (mancanza d’aria), magari associati anche a dolori toracici, ovviamente tutti sintomi che possono presentarsi in corso di malattia da COVID-19. Però non tutto è sempre associabile a questo microscopico organismo che tanto sta perseguitando il mondo, ovviamente esistono numerose condizioni che non vanno sottovalutate e che spesso presentano segni clinici associabili ad un’infezione da Coronavirus, una di queste può essere la comparsa di Versamento pleurico.

Il versamento pleurico è l’accumulo patologico di liquido nella cavità pleurica. Le pleure sono delle membrane sierose che rivestono i polmoni, questi due foglietti sono in contatto continuo tra loro e lo spazio compreso tra essi viene definito cavità pleurica. In tale spazio virtuale è presente una sottile pellicola di liquido pleurico, la cui presenza è indispensabile per permettere ai polmoni di seguire i movimenti dei muscoli ai quali aderiscono durante la respirazione. La cavità pleurica non comunica né con l’esterno né con altri organi e in essa si crea una pressione negativa che permette ai polmoni di espandersi durante l’inspirazione.

Il versamento di liquido nelle cavità pleuriche può presentarsi per diverse ragioni e patologie, sia di tipo infettivo, infiammatorio, da scompenso organico nonché provocato dalla presenza di tumori. Le principali cause sono:

  • Scompenso cardiaco
  • Tumori
  • Polmonite e tubercolosi
  • Embolia polmonare
  • Interventi chirurgici
  • Trauma toracico
  • Cirrosi
  • Insufficienza renale, Sindrome nefrosica e dialisi peritoneale
  • Lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide
  • Pancreatite
  • Assunzione di alcuni farmaci

Alcuni versamenti pleurici sono asintomatici e vengono scoperti incidentalmente durante una visita o con una radiografia del torace. In altri casi invece la sua comparsa, è caratterizzato dalla presenza di dispnea, dolore toracico pleuritico o entrambi. Il dolore è generalmente percepito sulla zona infiammata, ma è possibile un dolore riflesso.

Quando ci troviamo di fronte ad un versamento pleurico è fondamentale determinare la causa che lo ha indotto per poter intervenire con le terapie più adeguate. Uno dei primi accertamenti necessari è costituito dall’identificazione del tipo di liquido presente nelle cavità pleuriche, infatti non tutti i liquidi sono uguali e distinguiamo in primis la presenza di un “trasudato” o di un “essudato”.

Il “trasudato” è definito così poiché dovuto ad un aumento della pressione idrostatica e quindi ad una trasudazione della sola porzione liquida all’interno della cavità pleurica. Tale condizione è tipica di patologie come scompenso cardiaco,la cirrosi o la sindrome nefrosica.

Gli “essudati” sono provocati da processi locali che portano a un aumento della permeabilità capillare con essudazione di liquido, proteine, cellule e altre componenti del siero. Le cause più comuni sono polmonite, tumori, infezione e la tubercolosi.

Quindi l’analisi del liquido, che viene praticata tramite toracentesi, è fondamentale per orientare il medico verso la patologia che ha scatenato tale evento. Inoltre possono essere presenti altre forme particolari di versamento come:

  • versamento chiloso (ricco di trigliceridi), tipico dei linfomi o di traumi
  • Emotorace, presenza di sangue nelle pleure, tipico di traumi o a rottura di vasi
  • Empiema, presenza di pus, generalmente secondario a polmoniti batteriche

La diagnosi del versamento pleurico è alquanto semplice poiché oltre a segni tipici rilevabili con un esame obiettivo è possibile confermare la presenza di liquido pleurico grazie a dei semplici ed accessibili test come: ecografia toracica ed RX torace. Approfondimenti con esami come TAC torace sono utili, non tanto a rilevare la presenza di liquido, ma soprattutto per determinarne la causa.

Come precedentemente accennato la toracentesi è un esame fondamentale per comprendere la tipologia del liquido pleurico. Questa consiste nell’aspirazione di liquido tramite un ago dedicato; in base alla quantità di liquido ed alle condizioni cliniche possiamo distinguere:

  • Toracentesi esplorativa, estrazione di una piccola quantità di liquido, utile solo ai fini di analisi
  • Toracentesi evacuativa, estrazione di una maggiore quantità di liquido utile sia per la diagnosi, ma anche per permette una maggiore espansione del polmone con conseguente miglioramento della respirazione

Il trattamento prevede la cura della patologia scatenante il versamento, quindi è essenziale comprendere ad esempio se è indotto da uno scompenso cardiaco, da un trauma o da un tumore, poiché ovviamente il tipo di terapia è completamente diverso da caso a caso.

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Biografia Luca Fontanella

Sportivo e dinamico, da sempre la sua passione è la medicina e lo dimostra con la dedizione e serietà che mostra nel suo lavoro con diverse pubblicazioni scientifiche e numerose partecipazioni come relatore a convegni scientifici nazionali e internazionali. Attualmente è Dirigente Medico di Primo Livello, presso il reparto di Medicina Interna ad indirizzo Cardiovascolare e Dismetabolico dell'A.O.R.N. Ospedali dei Colli, Monaldi, Napoli

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