Io,te e la dislessia di Mariarosaria Conte

Crescere una figlia,essere madre,giovane,con le paure,le angosce e le speranze che tutto vada bene,seguirla passo dopo passo,porgendo la mano quando le difficoltà fanno inciampare. È il gravoso compito di un genitore,in particolare di una madre,che oltre ad affrontare la vita quotidiana,come un abile giocoliere,deve imparare a gestire al meglio ogni cosa. Ma quando la vita invia una problematica superiore alle proprie possibilità come ci si comporta? Nello splendido romanzo di Mariarosaria Conte,le protagoniste sono una madre e una figlia,strette più che mai nell’affrontare i problematici risvolti causati dalla dislessia. Affrontiamo,passo dopo passo,pagina dopo pagina,il tormento e la forza con cui la nostra giovane mamma,si districa fra le mille incomprensioni e la triste realtà scolastica,in cui un bambino con problemi non evidenti,viene bollato come distratto,svogliato,diverso dal “branco”. Il tema della diversità,causata da un (malattia) disturbo specifico dell’apprendimento che troppo spesso è sottovalutato,diventa quasi un punto di forza nella storia dell’autrice,così come la paura,naturale,di non essere in grado di superare quella prova così grande per una bambina così piccola. Articolato con dialoghi ben strutturati e un tipologia di scrittura superiore ai soliti romanzi,senza alcuna presunzione,l’autrice regala uno spaccato di realtà,raccontando un’esperienza che vissuto in prima persona,cercando di sensibilizzare una problematica che,soprattutto nei primi anni d’età,può diventare un problema molto più grande.Il merito della scrittrice è quello di aver creato un romanzo mai banale,mai noioso,da leggere tutto d’un fiato.

Come nasce “Io,te e la dislessia”?

L’idea di ‘Io, te e la dislessia’ nasce nell’estate del 2013. Quasi in contemporanea con il mio primo romanzo: ‘Mare nell’anima’. Quell’anno con le mie figlie ero impegnata nella lettura della saga di Twilight. Ogni mattina, in spiaggia, leggevo loro un pezzettino dei romanzi della Meyer.Un giorno, la più piccola delle mie ragazze, sapendo quanto adorassi scrivere ( per mera  passione) racconti e  poesie,  mi chiese di realizzare un libro per adolescenti. Un testo che fosse semplice, scorrevole e che parlasse di quanto è difficile crescere. Subito prese forma il mio primo romanzo e tra una pagina e l’altra realizzai che facevo da ‘audiolibro’ alle mie figlie, superando il limite tecnico della loro difficoltà di lettura.Così, completato il mio primo lavoro, mi resi conto che potevo portare a termine anche altri scritti e che forse, molto spesso, la realtà supera la fantasia. Frugai tra ricordi, esperienze, racconti e sfoghi di altre mamme, amiche, colleghe… e nacque l’incipit di Io, te e la dislessia.

Il romanzo  è stato ultimato nel 2014: è stato faticoso rielaborale e tirare fuori le esperienze più dolorose!

È stato, poi editato nel 2015 e ha visto la luce nel 2016.

La dislessia,fino a qualche anno fa,non era diagnosticata in tempo,quanto è cambiata la scuola negli ultimi anni nei confronti di questa problematica?

La scuola negli ultimi anni è molto più attenta agli alunni affetti da disturbo specifico dell’apprendimento. La normativa si è evoluta, dopo la lex 170/2010, vi sono stati decreti di attuazione e la più completa normativa sugli alunni BES. Tuttavia, bisogna ancora lavorare molto sulla quotidianità di certe situazione e sulla reale applicazione della legge stessa.

Quale consiglio daresti a un genitore che deve affrontare la tua stessa esperienza?

Da madre e da insegnante ho imparato che i genitori non vogliono mai accettare la diversità del proprio figlio, è sempre troppo penoso. Tale rifiuto genera frustrazione e incertezze nel giovane dislessico. Pertanto mi sento di consigliare alle mamme e ai papà di bambini in difficoltà di affrontare subito la realtà della situazione, incoraggiando e sostenendo i propri figli nel miglior modo possibile. Nascondere la testa sotto la sabbia non aiuta nessuno.

Se tu leggessi il tuo romanzo cosa ne penseresti?

È difficile rispondere con obiettività a questa domanda. I miei romanzi li rileggo fino alla nausea, sono sempre pronta a migliorarli, perché un romanzo, a mio avviso, deve sempre ambire al massimo della chiarezza, quasi imparo a memoria i miei testi. A volte m’innamoro in modo narcisistico delle mie stesse parole, a volte odio i miei stessi pensieri… non credo di riuscire ad esprimere un concetto oggettivo. Tuttavia, penserei che è un testo sull’amore materno. Su quanto i genitori sono disposti a fare pur di vedere soddisfatti i diritti dei propri figli. Un romanzo che ti entra dentro con prepotenza, catapultandoti nella realtà della famiglia di Veronica, condividendone gioie, dolori, sconfitte e vittorie.

Qualche progetto per il futuro?

Tantissimi progetti futuri! Ho nel cassetto il seguito di Mare nell’anima, una raccolta di racconti per bambini e un nuovo Young Adult su un futuro post apocalittico…

 

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