Koulibaly abbatte il muro di Allegri: azzurri in testa e bianconeri all’inferno

E’ stata lunghissima la vigilia della terza giornata di campionato tra il Napoli e la Juventus: una attesa mai banale, sempre segnata da eventi che ne hanno in qualche modo aumentato l’ansia dell’attesa.

La pausa per le nazionali ha fatto danni enormi, specie in casa bianconera, costringendo l’allenatore toscano a rinunciare a tutto il gruppo di sudamericani oltre che a Chiesa, assenze pesantissime, specie quella dell’esterno della nazionale azzurra. Dalla sponda partenopea, invece, l’infortunio di Lobotka (strano a dirsi…) aveva messo ansia, così come il complicato rientro dalla Colombia di Ospina, stante l’infortunio di Meret: per fortuna il portiere dei Cafeteros è tornato in tempo per scendere in campo mentre il forfait dello slovacco ha costretto, e per fortuna diremmo, Lucianone Spalletti a schierare in neo arrivato Zambo Anguissa. Il camerunese, speriamo sia vera gloria, ha impressionato per forza fisica e qualità, dominando per novanta minuti in messo al campo.

La gara si è, di fatto, decisa sugli errori: l’avvio sprint del Napoli lasciava presagire una giornata di gloria, ma l’erroraccio di Manolas, che ha regalato il gol del vantaggio a Morata, ha regalato fiducia ai bianconeri e costretto gli azzurri a giocare a rincorrere un avversario che si piazzava con undici giocatori dietro la linea del pallone. Tutta la prima frazione di gioco è passata senza sussulti, i partenopei erano lenti e, a parte una collezione infinita di corner, nessun tiro pericoloso è stato scagliato verso la porta bianconera.

Nella ripresa Spalletti cambia: fuori Elmas (volenteroso ma fumoso e ammonito) e dentro le scariche elettriche di Ounas: l’algerino, pur senza strafare, ha costretto la Juve, con i suoi movimenti continui e rapidi, a chiudersi ancora di più. L’aggressione del Napoli, che pure faticava a creare palle gol nitide, è divenuta costante e il pareggio arriva meritato con Politano che raccoglie una pessima respinta di  Szczesny su tiraggiro, non irresistibile, di Insigne.

Spalletti aveva alternative in panchina, Allegri no, e così la freschezza di Zielinski e Lozano ha dato nuova linfa al Napoli.

I padroni di casa ci credono e spingono: il vantaggio a cinque dalla fine: stavolta è Kean a mettere in crisi il portiere polacco con una improvvida deviazione a seguito di corner, la respinta dell’estremo bianconero arriva sui piedi di Koulibaly che, da zero metri, fa gol mandando in visibilio tutta Napoli e spingendo giù negli inferi Allegri e compagnia.

Terza vittoria su tre, dunque, per i napoletani, in testa alla graduatoria con Milan e Roma: tre vittorie diverse, sofferte ma volute fortemente e la differenza, speriamo di non sbagliarci, sembra essere proprio li: superare i momenti difficili con la voglia e con le intuizioni dalla panchina. Dalla sponda bianconera, un punto in tre partite con il Milan all’orizzonte, solo nervosismo e depressione, con Allegri che accusa Spalletti di aver protestato troppo con l’arbitro, negando il saluto di fine gara…una cosa davvero troppo divertente!!!!

Giovedì inizia l’Europa League con trasferta sul campo del Leicester: una gara difficile e con tante incognite di formazione, legate alla valutazione degli infortunati (Mario Rui e Insigne hanno lasciato il campo acciaccati) e delle prescrizioni Covid per quei calciatori che hanno giocato nei paesi black list del Regno Unito durante la sosta per le nazionali.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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