La favola nera di Valentina Ok

Questa era la favola di un bambino speciale.

Questa è stata la favola di un bambino che vuole diventare una cantante… e ci riesce.

Cresce diverso ma uguale agli altri, avvolto dall’affetto dei genitori e di una miriade di fratelli, era l’ultima di ben nove figli. La famiglia sa perfettamente che Ciro è un figlio speciale e, a differenza di ciò che spesso succede lui è supportato da tutti nella sua inevitabile transizione da crisalide a farfalla.

E Ciro lascia il posto a Valentina.

Valentina, la cantante neomelodica transessuale.

“Ok” è il titolo del suo più grande successo, che le fa da cognome artistico. Tormentone cantato da tutti, a partire dai bambini.

Un po prima di Vladimir Luxuria sugli schermi televisivi a sdoganare i transessuali c’era stata lei, fenomeno nazional popolare “made in Napoli”.

La strada è in salita, inizia con un programma televisivo locale (io lo guardavo sempre) dove il pubblico telefonava, salutava, lasciava dediche e si cantava rigorosamente dal vivo.

A volte volavano insulti omofobi glissati intelligentemente da lei. Spesso silurava l’ignoranza di questi interlocutori anonimi asfaltandoli con una semplice frase:

                  “Una trans in televisione fa molto rumore

Era vero!

Ma il “rumore” che la gente preferiva  udire era la sua potente voce che ben presto valica i confini campani.

Tv, programmi pomeridiani in rai, concerti. Arriva il successo, quello nazionale.

Culmine un cameo nel film Passione di John Turturro. Ed una divertente parodia di Rosalia Porcaro.

Valentina ha tanti progetti, ha realizzato il suo sogno, ma un giorno, quando sembra che abbia tutta la vita davanti, le cose cambiano.

Si ammala di cancro al fegato, subito annulla tutti gli impegni lavorativi, la partecipazione al film di Turturro, è un ottimo trampolino di lancio, ma la salute ha la priorità.

Dal momento in cui ha saputo di essere malata decide di calare il sipario.

La situazione peggiora, ma sono in pochi a sapere realmente come stanno le cose. I ricoveri si moltiplicano ed un giorno di metà settembre del 2014 ci lascia per sempre.

Aveva solo 46 anni.

Fine della favola!

Mi ha colpito molto la dichiarazione rilasciata da una sua amica, la signora Rossana Russomanno che ha condiviso con lei alcuni giorni di ricovero.

Ci siamo conosciute in ospedale, ero ricoverata per dei problemi miei. Un infermiere entrò nel reparto e disse ‘c’è Valentina, la famosa cantante, che è ricoverata qui e nessuno la vuole in camera’. Io dissi: ‘fatela venire qua, la voglio io, Valentina, sarei contenta, anzi, orgogliosa, di averla in camera con me’. Da lì in poi lei mi fu molto grata, passammo tutto il periodo in ospedale sempre insieme, al punto che quando fu il momento di essere dimesse io uscii un giorno prima e lei mi scrisse un messaggio: ‘Rossana mi manchi!’. (Fonte vice.com orrore a 33 giri).

Molti artisti omaggiano il feretro di una donna buona, solare, che è riuscita a realizzare i suoi sogni ma non ha avuto il tempo di goderseli.

Ha perso contro il male ma ha vinto su tanti pregiudizi.

Icona gay della mia città.

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Biografia Carlo Kik Ditto

Carlo Kik Ditto
Autore dei romanzi "La pecora Rosa"e "Crazy Bear Love" e "A Destra dell'Arcobaleno" e giornalista,Carlo Ditto con la sua ironia e il suo tono sempre sopra le righe,riesce a raccontare in modo davvero unico,la quotidianetà.Nella sua rubrica "L'angolo della Pecora Rosa",accompagnerà i nostri lettori nel mondo LGBT.

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