La musica di qualità di LP al Noisy Naples Fest

Primo ed unico appuntamento di Agosto all’Arena Flegrea di Napoli, quello andato ieri in scena con in concerto di LP. La cantante di origini Italiane (ricordiamo che i nonni materni erano di Napoli e il nonno paterno di Palermo) incanta tutti con uno show diretto ed intenso, ma detta così in effetti rende poco…andiamo con ordine. Ad aprire l’evento come sempre la radio locale, ed una band emergente, gli Oregon Trees (Brescia) che hanno presentato i brani del loro primo Ep “Hoka Hey”. Ci sono piaciuti; ci sono piaciuti davvero molto, perché con il loro modo di fare semplice ed accattivante hanno reso l’aria e l’attesa più piacevole. Formazione con chitarra, voce, basso e percussioni (una grancassa e poco altro)… prova che non servono grandi cose per fare buona musica. La prestazione è convincente anche se, a parer di chi vi scrive, potevano osare un po’ in più nell’incitare il pubblico. Scelti dalla stessa Lp per essere accompagnata in queste date italiane, i ragazzi mostrano emozione e felicità per l’occasione ricevuta. Ecco ragazzi…osate un po’ di più che non sbagliate. Il tempo scorre, e l’attesa cresce: pochi minuti ancora e spente le luci Laura calca il palco dell’Arena. L’attesa è ormai finita; il pubblico, composto da un po’ tutte le età, non attende altro che sentire la sua voce, e lei puntuale non si fa attendere. Lo show scorre spedito, con poche pause, giusto per qualche saluto e qualche chiacchiera con il pubblico. I palloncini del Noisy iniziano a girare in arena liberi e man mano si snocciolano tutti i maggiori singoli di successo; possiamo citare  “Lost on You”, “ Other People”, “Strange”, “Suspicion”, “When We’re High”, “Switchblade”. L’estensione vocale è potente e versatile; le note ed i vocalizzi la fanno da padroni senza mai dimenticare la peculiarità di questa cantante; i fischi. Molti sono i pezzi dove si diverte a fischiare e, al pubblico, pare piacere tant’è vero che spesse volte si sentono anche delle risposte. La gente si diverte, e dopo un oretta Lp saluta tutti certa del fatto di aver svolto un ottimo spettacolo; giusto il tempo di 3 canzoni per salutare ed anche questa esperienza è passata.

  • Cosa c’è di positivo in quello che abbiamo visto? Un’artista…una vera artista; un’artista con la “A” maiuscola; versatile ma potente, brillante e a tratti un po’ cupa…completa. Certo è che, per questo tipo di mercato, quello italiano, un’artista del genere meriterebbe più spazio. Non sempre abbiamo occasioni come queste, e quindi dovremmo sfruttarle meglio invece che dar conto al ragazzino di turno che vuole fare l’ “Incazzato rapper di quartiere”.
    Uno spettacolo senza fronzoli; niente effetti magici o scenografie esuberanti…solo la validità della musica…e questo premia ancora di più.
  • Cosa c’è di negativo in quello che abbiamo visto? La disorganizzazione della gestione dell’evento.
    Capisco benissimo che con l’artista non c’entra nulla, ma anche quello va curato. Non si può badare solo a degli aspetti, più che ad altri di un evento…va curato tutto nel complesso. Si danno accrediti stampa, ma non esiste un “ingresso stampa”…ci si fa la fila come tutti (e già mi capitò di menzionare); non esiste possibilità, per la stampa, di incontrare l’artista per intervistarlo…e questo non dipende dal gestore del festival, ma se hai chi ci lavora dentro vai tranquillo che l’artista lo vedi da vicino eccome. Non c’è alcun controllo sulla divisione dei biglietti: chi ha un biglietto di Cavea Alta (più lontano dal palco) può con facilità accedere alla Cavea Bassa (più vicino al palco) e fregare il posto a qualcun altro…e dico “fregare” perché i biglietti da che partirono come numerati in fila e settore, adesso non lo sono più…il primo che arriva si butta dove vuole. Solo il settore centrale (il migliore) è stato riservato…ma tranquillamente ci si poteva sedere…nella folla nessuno bada a nulla. C’è di sicuro altro, ma al momento non è il caso di menzionarlo. Vedremo se sarà il caso in futuro.

In conclusione, com’è andata? BENISSIMO. Lp è una grandissima artista, così come gli Oregon Trees si sono dimostrati molto validi. L’arena è un grandissimo spazio, da rivalorizzare ogni qualvolta è possibile; è sempre bello assistere a degli eventi in una cornice come quella dell’arena, completamente immersa nel verde della Mostra D’Oltremare. Il resto? Facciamo come se nulla fosse; non vale la pena rovinarsi una così bella serata per l’inesperienza o la non volontà di alcune persone di rendere qualcosa di bello INDIMENTICABILE.

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Biografia Giuseppe Improta

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