lunedì , 19 Agosto 2019

Le canzoni LGBT nella storia di Sanremo

Anche quest’anno, come ormai da ben 69 edizioni, è arrivata la settimana del Festival di Sanremo. Condotta per la seconda volta di seguito da Claudio Baglioni, la kermesse, sicuramente, non può più  essere considerata un momento strettamente legato alla canzone italiana, ma piuttosto un fenomeno televisivo e di costume, tale da configurarsi come l’evento nazionalpopolare per eccellenza, nel quale poter, di volta in volta, pure riscontrare i segni del passaggio dei tempi. Sta di certo che i brani che hanno attraversato nel corso degli anni la manifestazione sono centinaia e altrettanti sono i temi in essi affrontati, sebbene a farla da padrone sia sempre stato l’amore. Ebbene, per la rubrica LGBT, noi di Senza Linea, abbiamo deciso di riportare, in ordine cronologico, tutte le canzoni che, sul palco dell’Ariston, in passato, hanno trattato questa tematica. Essi non sono tanti – sono cinque, secondo la nostra ricerca- anche perché la Rai, come tutti sappiamo, non si è mai contraddistinta per un’elevata apertura mentale.

1. “Sulla porta”, Federico Salvatore, 1996

 Questo è il primo brano sanremese che tratta la questione dell’omosessualità e porta la firma del grande cantautore napoletano Federico Salvatore. È un componimento intenso, profondo e molto struggente che parla di un giovane gay e di una madre troppo dura, la quale non accetta e non comprende il figlio. Vi invitiamo vivamente ad ascoltare il pezzo e, al contempo, a riscoprire un grandissimo artista, che si distingue per sagacia e genialità.

 

2. “Il mio amico”, Anna Tatangelo, 2008

È una canzone, scritta con Gigi D’Alessio, nella quale la cantante napoletana racconta del rapporto di tenera amicizia con un ragazzo omosessuale, il quale viene da lei sostenuto, compreso e supportato. Nel complesso, il risultato è orecchiabile e piuttosto piacevole anche se, nonostante le nobili intenzioni, venne notato, oltre a una certa banalità, un pietismo un po’ eccessivo e dei toni, forse, esageratamente smielati.

 

3. “Luca era gay”, Giuseppe Povia, 2009

La presentazione di questo brano a Sanremo generò tantissime polemiche e una ferma presa di posizione contraria da parte di molti, in primis l’Arcigay. La canzone, infatti, offre una sponda  (cercata in maniera intenzionale da Povia, pur di far parlare di sé)  a quanti ritengono che l’omosessualità sia una condizione di confusione temporanea, dalla quale si può uscire. Al di là della superficialità con la quale viene trattata la questione, per di più, a distinguersi in maniera negativa è anche la qualità musicale. È una composizione piuttosto elementare, con la profondità poetica di una pozzanghera.

 

4. “Il postino( Amami uomo)”, Renzo Rubino, 2013

A nostro modo di vedere, questo componimento del giovane cantautore pugliese, sul tema dell’amore arcobaleno, è il più bello in assoluto. Esso, infatti, esprime in maniera diretta, schietta, intensa e vera la passione travolgente di una storia gay. Rubino, poi, è un innegabile talento e gli auguriamo una carriera lunga e proficua.

 

5. “Io sono una finestra”, Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi, 2015

La canzone parla della vicenda personale di Mauro Coruzzi, in arte Paltinette, nella quale in tanti possono ritrovarsi, ed esprime, al contempo, un moto contro le discriminazioni omofobiche. Si tratta di un brano di notevole eleganza e raffinatezza, con un testo e una poesia di fondo davvero preziosi e di rara fattura, specie al giorno d’oggi nel panorama della musica leggera.

 

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Biografia Angelo Potenza

Angelo Potenza
Nato a Potenza nel 1993. Dopo aver conseguito la maturità classica nella si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza della Università Federico II di Napoli, dove attualmente vive."La Storia, la scrittura e il mondo dell'informazione sono le mie passioni più grandi. E poi, naturalmente, c'è Napoli, insieme a tutta la nostra terra, a far da sfondo non solo agli occhi ma ad ogni pensiero."

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