LE “PITTURE VELATE” DI LELLO MASUCCI.

E’ allestita nella sede napoletana dell’ A.I.C.A., Andrea Ingenito Contemporary Art, in via Cappella Vecchia 8A, fino al 20 aprile 2019, la mostra dedicata al maestro Lello Masucci, intitolata: “Pitture velate”. Sono esposte più di 20 opere che ripercorrono le tappe salienti del pittore dagli anni ’80 ad oggi. Accanto ai dipinti “velati”, denominati in questo modo dall’autore, per la raffinata tecnica che utilizza, in cui il colore e la materia si fondono creando sottilissimi veli divenuti oramai il suo tratto distintivo, sono mostrati per la prima volta al pubblico gli studi preparatori per l’imponente lavoro, “Sacchi di Notti napoletane” (cm 180×500), entrato nella collezione permanente del Museo “MADRE” di Napoli. I dipinti velati sono lavori a tecnica mista e di grandi dimensioni. Sono una serie di opere che prendono spunto dalla consapevolezza delle ferite che la società contemporanea presenta nei confronti del pianeta Terra, dovuta alle guerre. Le ferite ed il dolore diventano esperienza “concreta” attraverso l’arte, una rappresentazione in cui il corto circuito emozionale  porta al superamento, alla resurrezione e alla redenzione della società.

Il colore è protagonista assoluto delle opere, agli elementi statici si susseguono quelli caratterizzati da un certo  dinamismo, lungo direzioni lineari, prive di stilizzazioni decorative. La pittura si presenta così come una rappresentazione di un microcosmo: il segno e la materia non sono solo dei simboli, ma delle pure emozioni.

I “Sacchi di Notti napoletane”, oggi al Museo “Madre”, è un’opera che intendeva plasmare lo spazio nel quale veniva esposta. Essendo formata dalla pittura su tela e da una scultura, essa nasceva per mettere in relazione emotiva lo spettatore e lo spazio espositivo. Aveva tutti gli elementi di una istallazione, pur avendo le caratteristiche peculiari della pittura e della scultura. Due studi preparatori furono realizzati per la grande opera. Emerge la rappresentazione pittorica di un vulcano immerso in un cielo stellato che si fa materia tridimensionale, acquisendo consistenza tridimensionale.

Lello Masucci è un artista che lavora con molteplici media, coniugando varie tecniche pittoriche a quelle digitali. La sua esperienza artistica ha avuto origine nel 1970 con gli incontri fondamentali per la sua formazione tra cui quello con Julian Beck e Judith Malina del “Living Theatre”. La sua performance “Cubo identità: dimensione documento” del 1976 è presente nel video di Mario Franco relativo alle avanguardie napoletane degli anni ‘70 presente al Museo di S. Martino e in vari archivi video. Dal 1980 riprende fortemente la ricerca pittorica specialmente con lavori a tecnica mista e di grandi dimensioni. Spirito ribelle, dopo mostre in varie collettive in Europa, tra cui la collettiva a Milano presso la galleria “Il Milione” e la personale a Roma nella Galleria di Sylvia Franchi con presentazione di Filiberto Menna, rifiuta la convocazione alla “XI Quadriennale” di Roma, sezione “Ricognizione sud”. Seguono mostre personali in numerose gallerie come quella a Milano alla Galleria d’arte “Borgogna-Schubert” e al Musée de Saint Paul de Vance. Vince il Premio Città di Marsala. Partecipa con una grande opera tra pittura ed istallazione “Sacchi di notti napoletane” alla Biennale del sud – Accademia di Belle Arti di Napoli.

Viene selezionato per la mostra: “Gli ultimi 40 anni della scultura a Napoli “– Palazzo Reale, Napoli 1986. Si accorgono di lui i critici e storici dell’arte giapponesi che gestiscono gli inviti all’ Expo di Tokyo dove viene allestita una sua personale su 200 mq di esposizione. Già nei primi anni novanta implementa uno dei primi provider internet del sud Italia: “dim.it”, oggi scomparso. Con esso comincia la ricerca pionieristica relativa alla possibilità estetiche della comunicazione e le sue implicazioni su una possibile “Teoria della Letteratura Elettronica”. Pioniere in Italia su queste ricerche, studia svariati linguaggi di programmazione: Lingo, Python, Java, C, C++, PHP, Html, Xml, Javascript, Actionscript, ecc. Oltre allo studio di programmi di elaborazione digitale come: Photoshop, Premiere, Final Cut, Director, File Maker, Flash, Blender, Archicad, xPress, InDesign, Illustrator, FreeHand, ecc. Le sue ricerche approdano a esiti teatrali fortemente collegati ai concetti di interattività sia analogica che digitale. Nel 2000 presenta al Maschio Angioino nella sala “Carlo V” una installazione basata su collegamenti internet che mettono in scena sulla rete una piéce teatrale che si svolge in contemporanea a Napoli e a New York: “On the air”. Nel 2009 espone in una personale al PAN, Palazzo delle Arti Napoli, e una serie di opere che definisce di natura ibrida, in quanto mutuano tecniche analogiche e tecniche digitali. Tra queste riscuote grande successo mondiale,  “Poema notturno rosso”, che viene realizzato da internauti attraverso un software di sua realizzazione e che dà origine ad una serie di lavori su carta e una video-installazione in contemporanea su due piazze europee, Napoli e Barcellona, durante l’e-poetry del 2009. Partecipa agli eventi collaterali della 53° Biennale di Venezia con Caterina Davinio. Nel 2014 è ideatore e realizzatore di “OLE.01”, primo grande Festival Internazionale dell’Arte digitale a Palazzo Reale di Napoli ed altre sedi prestigiose della Campania. Nel 2016 apre lo spazio “Lello Masucci art studio – Deposito di arte contemporanea“, presso Palazzo Spinelli, in via dei Tribunali 362, a Napoli. Comincia un nuovo ciclo di lavori di pittura.

 

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Biografia Luca Del Core

Luca Del Core
Ha scritto per alcune riviste di settore, tra cui "Arskey Magazine" e per alcune delle quali è ancora redattore, "Artslife" e "Art a part of cult(ure)". L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è. (Paul Klee)

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