L’INCAZZATA TECNOLOGICA E I SOCIAL-EGOCENTRICI

Quando la buona riuscita nella vita dipende dai Social Network

Tutti abbiamo quell’amico o, per i più “fortunati”, quegli amici che piagnucolano o sbraitano sui social network in cerca di attenzioni, informando tutta la lista di contatti degli avvenimenti della loro vita.

Esistono vari tipi di cosiddetti “esibizionisti da tastiera”, tutti più o meno irritanti e/o pietosi:

  • Alzi la mano chi tra i contatti ha colui che potremmo definire il “bisognoso di attenzioni” (e anche di un bravo psicologo, a mio parere): è sempre in ospedale e ci tiene a farlo sapere a tutti con frasi melodrammatiche o lasciate volutamente in sospeso “Ospedale: speriamo non sia nulla di grave”, “Ancora in ospedale: ci mancava anche questa” “Di nuovo in ospedale: forse mi trattengono, ma forse no, non so”.

    Solo lui, costa al Servizio Sanitario Nazionale quanto 5 persone messe insieme. Più che di un medico, avrebbe bisogno di un esorcista che gli tolga la s***a.

    Il suo obiettivo, regolarmente raggiunto perché si circonda volutamente di gente che sguazza nei fatti altrui, è farsi dire “Ma cosa succede, tesoro?”, “Fammi sapere subito” e (finti) interessamenti simili, a cui risponderà con un laconico e misterioso “In pvt”… E allora cosa lo sbatti sulla pubblica piazza/ bacheca, se poi devi fare il prezioso quando la gente si interessa?!?! Se spiattelli i fatti tuoi per farti compatire, arriva fino in fondo e fai capire a tutti che sei solo un ipocondriaco paranoico in cerca di attenzioni.

    C’è anche la versione con “ parenti morti”, che quasi quotidianamente ricorda un qualche defunto di cui ricorre l’anniversario della dipartita; consiglio ai restanti congiunti di compiere riti apotropaici efficaci toccandosi le parti predisposte allo scopo.

     

  • Poi abbiamo il litigioso, che in bacheca lancia frecciatine più o meno dirette.

    Costui spera sempre che la persona a cui è indirizzato il messaggio criptico, legga, comprenda di essere proprio lui il destinatario della pubblica missiva e agisca di conseguenza; purtroppo queste 3 cose difficilmente riescono a coincidere. L’unico risultato che ottiene è far sapere a tutti i fatti suoi e far commentare con i soliti “Cosa succede?” dal curioso morboso, “Ma ce l’hai con me?” dal paranoico piagnucoloso in cerca di attenzioni, “Hai proprio ragione” dal compagno di sventure, anch’egli litigante pubblico. Ovviamente anche qui non può mancare la solita risposta “In Pvt”.

    Fate un favore a tutti, litigate direttamente in privato, direzionando i vostri messaggi in maniera precisa, invece di ammorbare l’esistenza social degli altri.

  • A metà strada tra questi 2 utenti, troviamo l’esibizionista, colui che ci tiene a informare tutti i suoi contatti dei suoi spostamenti quotidiani, degli accadimenti nella sua vita, dei suoi pensieri e desideri e con l’avvento della diretta Fb, la situazione è andata peggiorando, dato che fa video anche quando cammina per strada o guida. Anche lui tende a mandare segnali di fumo direttamente dalla sua bacheca, ma in modo meno aggressivo rispetto al litigioso. L’unica cosa positiva, ma solo per la polizia, è che si sa sempre dove sia e cosa stia facendo, molto utile in caso di indagini.

    Confesso di aver fatto parte anche io di questa categoria, ma in modo molto soft, una decina di anni fa, appena iscritta su Facebook: mi chiedeva “A cosa pensi?”, “Come ti senti oggi?” e mi sembrava scortese non rispondere… mi sta tornando tutto indietro come un boomerang grazie all’“Accadde oggi”, gentilmente offerto dal social network, che mi ricorda quanto fossi giovane e… scema!

  • Per ultimi, non posso non gli innamorati, innamoratissimi, praticamente indifferenti. È stato dimostrato che l’infelicità in una storia è direttamente proporzionale al numero di frasi smielate e foto che si pubblicano: più foto/ frasi = più infelicità. Spesso hanno il profilo comune (ufficialmente, poi ne hanno uno privato, con cui intrecciano altre relazioni) e ci tengono a rendere tutti partecipi del loro amore, con foto di limoni (no, non il frutto) e messaggini cuoriciosi, grondanti diabete. Hanno bisogno di continue conferme dal popolo della rete riguardo al loro amore, di cui non sono convinti neanche loro, ma i tanti “che carini che siete”, “state proprio bene insieme”, “bellissimi”, cuoricini, bacini, cuoricini, sono il motore della loro relazione. Il problema è che potrebbero trovarsi all’altare con questo tipo di carburante e potrebbe diventare molto dispendioso fare marcia indietro.

 

Allora, quanti ne conoscete? Quanti perseguitano le vostre giornate sui social? Se invece fate parte voi stessi di una di queste categorie, siete ancora in tempo per pentirvi e rimediare!

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Biografia Maggie Lee

Maggie Lee
Anche se non sembra sono nata a Milano, ma sono di origini siculo-calabresi: da lì derivano i miei colori poco “nordici”. Sono laureata in Psicologia e sto frequentando la magistrale. I miei amici sostengono che ho un sesto senso innato per capire le persone, soprattutto quelle cattive, cosa che talvolta è più una maledizione che un dono. Cerco di interessarmi a po' di tutto, ho una passione per Wikipedia e mi diletto di cucina e fai da te. Sono il tuttofare tecnologico della famiglia, per qualsiasi cosa abbia dei pulsanti o, ultimamente, uno schermo touch. Amo le tecnologie semplici che semplificano la vita. Viaggio parecchio per amore, i mezzi di trasporto tedeschi non hanno più segreti per me, adoro la loro puntualità, ma odio la loro mancanza di elasticità e, naturalmente, la maggior parte del loro cibo.

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