MERTENS CREA, MILIK E CALLEJON STENDONO IL DIAVOLO

Prima al San Paolo per il Napoli contro i rinnovato Milan di Mister Montella. Pochi gli spettatori al San Paolo per una inspiegabile sfiducia del pubblico partenopeo verso la squadra azzurra.

Sarri schiera il polacco Milik al centro dell’attacco con Mertens e Callejon ai lati; per il Milan, a specchio, con Bacca accompagnato dai pericolosissimi Suso e Niang.

Pronti via e i Milan sembra stare meglio in campo, per un quarto d’ora i rossoneri giocano meglio e sfiorano il gol con Abate che regala alla curva il pallone su ottimo assist di Niang. Sembrano ancora un po’ imballati i padroni di casa: la difesa ancora non mostra le sicurezze dell’anno scorso: Hisay soffre ancora le fatiche dell’Europeo, Ghoulam mostra i soliti limiti in fase difensiva mentre Koulibaly è ancora troppo distratto forse dal mercato (assurdo arrivare alla seconda di campionato con  giocatori che non conoscono il proprio futuro ma,ahimè, questo è il calcio moderno) e il solo Albiol che sembra concentrato al meglio,  in mezzo al campo Hamsik sembra ancora lontano dalla forma migliore così come Allan, mentre il recuperato Jorginho è soffocato da Niang che lo segue ovunque. Ci vuole una scossa e la dà il migliore in campo: Dries Mertens è infatti imprendibile per il povero Abate: il folletto belga, servito da Ghoulam, calcia in porta e centra il palo, sulla ribattuta ci pensa Milik a segnare in gol del vantaggio azzurro con una ciabattata tanto brutta quanto vincente. Da questo momento è solo Napoli con i rossoneri che rischiano quasi l’imbarcata salvati due volte da uno strepitoso Donnarumma sul solito Mertens. Il belga, in questo momento, è un giocatore a  tutto tondo, punta e supera avversari con facilità disarmante,trova la porta con semplicità. Il secondo gol è nell’aria e lo trova ancora Milik con un imperioso stacco di testa su corner di Callejon, allontanando, per una sera, il fantasma del Pipita. Il primo tempo finisce due a zero con i rossoneri che sembrano groggy, ma il secondo tempo riserverà molte sorprese.

Nella ripresa, infatti, bastano dieci minuti ai rossoneri per pareggiare i conti prima con Niang che si beve Hisay con facilità e batte un Reina un po’ troppo pesante (nell’occasione espulso Sarri per protesta) nell’intervento e poi con l’ottimo Suso che firma l’eurogol con un sinistro da urlo. Subìto il doppio colpo gli azzurri tornano a giocare con qualità anche grazie a Zielinski che subentrato ad Allan fa quaranta metri tagliando il campo e il centrocampo rossonero, servizio per Mertens che calcia in porta e sulla palla respinta dal solito prodigio di Donnarumma arriva Callejon che riporta il Napoli avanti. Esce Mertens (standing ovation per lui) ed entra un imbronciato Insigne: il folletto napoletano perde due palloni velenosi in mezzo al campo facendo infuriare il pubblico. In questo momento dovrebbe pensare a lavorare e tappare magari la bocca a chi lo rappresenta, certe richieste sono fuori da ogni logica di mercato e assolutamente non giustificate da quello che (non) si vede in campo. Anche il neo ct della nazionale Ventura ha escluso dai convocati il nostro Lorenzinho che ora deve recuperare posizioni.

Nel concitato finale vengono stupidamente espulsi Niang e Kucka mortificando le velleità di rimonta di mister Montella che ha, comunque, portato qualcosa di nuovo dando un’idea di gioco all’incerottato diavolo mentra Callejon segna il 4-2 con un gollonzo favorito da un quasi autogol di Romagnoli su assist (sbagliato, anche quello) di Insigne.

Finisce la gara con una vittoria importante, augurandosi che termini il calciomercato più drogato della storia con valutazioni e trasferimenti scandalosi (anche Sarri si è espresso negativamente in tal senso) e appuntamento a tra quindici giorni con la trasferta di Palermo dopo la sosta per la nazionale.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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