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Milik-Lozano: il Napoli va, Hellas colpito e affondato

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Ancora una vittoria per i ragazzi di Gattuso dopo lo splendido trionfo in Coppa Italia. Un gol per tempo basta e avanza per regolare un Hellas Verona coriaceo e volenteroso ma che ha subito la maggiore qualità generale dei partenopei. Il mister calabrese mischia un po’ le carte: in porta torna Ospina, in difesa si rivede Hysaj dall’inizio, sul lato mancino, difesa completata dagli irrinunciabili Koulibaly, Maksimovic e Di Lorenzo. In mezzo al campo torna Allan titolare con Zielinski e Demme, tridente composto da Milik con Insigne e Politano ai lati.

Il calcio post covid ha regalato, invero, ben poco spettacolo: la mancanza di pubblico e la lunga interruzione influiscono non poco sulla intensità e sulla qualità del gioco. Tuttavia il nuovo Napoli, che da fine gennaio ad oggi ha scalato la classifica vincendo praticamente sempre se si esclude la strana sconfitta interna con il Lecce, ha un suo modo di giocare ben preciso. In fase di non possesso gli azzurri sanno difendersi benissimo anche all’interno della propria area di rigore, un aspetto questo da non sottovalutare, specie quando si incontrano squadre di buon livello come l’Hellas di ieri sera. In fase offensiva, non mancando la qualità, i napoletani sanno come far male ed hanno molte armi a propria disposizione.

Una gara che sembrava bloccata, con poche occasioni (clamoroso il gol mancato da Verre a porta vuota), viene spesso sbloccata da una situazione scaturente da palla inattiva: angolo di Politano (bravissimo nel calciare da fermo) e Milik di testa realizza il gol del vantaggio. Il polacco, che non incanta magari, è giocatore affidabile, sa far gol in tanti modi ed è al centro delle voci di mercato. Staremo a vedere. A questo punto la gara si mette proprio sui binari che gli azzurri desideravano, con il Verona costretto a venire avanti.

Anche nella ripresa, infatti, il Napoli rischia pochissimo e, a dispetto delle deliranti dichiarazioni di Juric a fine gara, le occasioni migliori le creano Insigne e compagni, al netto di una rete annullata a Faraoni per netto fallo di mano di Zaccagni.

La regola dei cinque cambi piace molto a chi scrive e andrebbe riproposta anche in futuro. Gattuso pesca dalla panchina e fa riposare Allan (lontano parente del guerriero ammirato negli anni scorsi) per Ruiz, Milik per Mertens, il redivivo Ghoulam per Hysaj, Lobotka per Demme e Lozano (udite udite!!) per Politano. Dopo un paio di occasioni sprecate, il Napoli raddoppia all’alba del recupero: angolo di Ghoulam (l’algerino è, ovviamente, un altro giocatore rispetto allo splendido terzino ammirato fino a due anni fa), specialità della casa, e Lozano, di testa, fa 0-2. Tutti ad abbracciare il messicano, oggetto misterioso fino ad oggi (non solo per colpa sua) e gara chiusa. Il buon Chucky avrebbe addirittura la possibilità di realizzare la doppietta ma calcia fuori tutto solo davanti all’estremo di casa.

Poco male, due a zero e tutti a casa dunque. Con l’Europa in cassaforte, l’assalto (difficilissimo, 9 punti e una gara in più) all’Atalanta per il quarto posto è l’unico obiettivo reale di questo campionato: un vantaggio enorme poter giocare sempre per vincere senza assilli di classifica. La rosa è ampia e affidabile, l’impresa è difficile ma provarci non costa nulla.

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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