Napoli d’acciaio, Rino perde pezzi, Pirlo perde la faccia.

Non me ne vogliano i tifosi bianconeri, davvero: essere antijuventini è una condizione ovvia di tutte le tifoserie, ma l’intero mondo Juve risulta davvero insopportabile agli occhi di tutto il  calcio, eccezion fatta per i soliti giornalisti e opinionisti che, per motivi che è inutile rimarcare, tendono sempre a giustificare atteggiamenti tanto insopportabili.

Andrea Pirlo nel dopopartita ha dato il meglio di sè, attaccando l’arbitro, reo di aver applicato il regolamento. Tutto l’universo Juve si adegua ad una antisportività ormai indifendibile: il capitano dei bianconeri da anni picchia e simula impunito e anche sabato sera ha causato un rigore (due in realtà, un suo fallo di mano in area era stato misteriosamente ignorato dal Var) e colpito durissimo Osimhen in diverse occasioni, in un video ormai virale i dirigenti della Juve si sono scagliati contro l’arbitro, reo di non aver ammonito Di Lorenzo per un presunto fallo su Chiesa, giocatore dalle doti eccezionali ma portato a simulare in modo grottesco e mai seriamente punito dagli arbitri, per non parlare del solito Cuadrado che picchia come un fabbro Lozano e se la cava con un giallo a fine primo tempo.

La vittoria azzurra è meritata, di certo non per una questione statistica (un solo tiro in porta e per giunta su rigore) bensì perchè i ragazzi di Gattuso hanno messo tutto quello che avevano in campo e anche qualche cosa in più: hanno lottato su ogni palla, sbagliando tanto è vero, ma ponendosi a difesa della porta difesa egregiamente da Meret in ogni modo, comandati dallo splendido Rrahmani, ex oggetto misterioso ma altrettanto misteriosamente escluso dalle rotazioni difensive da Gattuso.

La gara, molto equilibrata nel primo tempo e sbloccata dal rigore di Insigne (gol numero cento per il capitano azzurro), ha visto nella ripresa il dominio dei bianconeri che hanno provato a pareggiare la contesa: molte le occasioni costruite da CR7 e compagni che tuttavia non hanno trovato mai il varco giusto, stoppati da un Meret sempre attento e meritevole di tutti i migliori complimenti: il giovane estremo azzurro, infatti, è stato lanciato nella mischia poco prima del calcio di inizio per l’infortunio di Ospina e ha chiuso la gara in condizioni fisiche precarie.

Tutta la squadra ha mostrato grande attaccamento al proprio allenatore: il commovente Lozano, nel finale, è rimasto in campo su una gamba sola, difendendo in tutti i modi la propria area di rigore. Purtroppo il gesto del messicano ha, forse, peggiorato le sue condizioni fisiche. Il Chucky, ormai idolo assoluto dei tifosi azzurri, sarà costretto per un pò ai box. Non ci voleva.

I due sudamenticani, quindi, si aggiungono all’enorme elenco di indisponibili in casa azzurra: recuperato Fabian dal Covid, si spera di riavere in tempi brevi anche i vari Demme, Koulibaly e Mertens. Più lunghe le degenze del già citato Lozano e Manolas, mentre Osimhen sta recuperando la condizione e si spera di averlo al massimo per il momento clou della stagione.

Giovedì andata di Europa League a Granada: Gattuso farà la conta degli arruolabili, nella speranza che la vittoria contro la Juve abbia restituito linfa positiva a tutto l’ambiente, depresso dalle recenti sconfitte e dalle ultime, bruttissime, prestazioni. L’abbraccio di gruppo finale è una bella scena, che sempre piace ai tifosi. E’ necessario, però, dare continuità almeno nei risultati, anche in mancanza di un gioco brillante come ad inizio torneo, altrimenti si tornerà in un lampo a discutere di Gattuso, di esoneri, di futuro e di allenatori candidati alla panchina azzurra.

 

 

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Biografia Fabrizio Oliviero

Fabrizio Oliviero
Fabrizio Oliviero, commercialista e amante del calcio, malato patologico per i colori azzurri. Una malattia ereditaria trasmessa dal padre e che spera di trasmettere al primogenito; il suo stato d’animo dipende in larga parte dal risultato dell’ultima partita, ama i colori azzurri quasi come i figli e la moglie che, rassegnata, durante i novanta minuti sopporta le sue follie.

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